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I giudizi morali nei bambini: il ruolo di emozioni e ragionamento

Obiettivo di questa tesi di laurea è quello di scoprire, attraverso un esperimento, se i bambini, come gli adulti, di fronte ad uno scenario moralmente positivo o negativo possono sperimentare prima sia un'emozione che un giudizio morale.

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CAPITOLO 1 LA MORALE Il termine “morale”, in funzione di sostantivo, deriva dal latino moralia ed ha significato quasi coincidente ad “etica”, oppure è essa stessa interpretata come oggetto dell'etica. In questo caso la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l'uomo agisce. Il termine “morale”, in funzione di aggettivo, invece, deriva dal greco ηθικος (moralis in latino) ed assurge a valore di ciò che è attinente alla dottrina etica, oppure significa ciò che è attinente alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e di giudizio. 1.1 La morale nell’antica Grecia I greci definivano la “virtù” come la maniera ottimale di essere uomo e quindi il modo migliore di comportarsi nella vita. Tradizionalmente, essa veniva considerata come qualcosa di dato, ossia di garantito dalla nascita o dagli dei. Per i Sofisti, invece, la virtù non era un dono che si possedeva per natura o per divina elargizione, ma un valore e un fine che dovevano essere umanamente cercati e conquistati con sforzo e impegno. Come tale, essa dipende dall’educazione, dal momento che virtuosi non si nasce, ma lo si diventa, attraverso la cultura e la “paideia”. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Stefania Garnero Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.