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Freedom Writers: educare all'integrazione razziale nella metropoli americana

I Freedom Writers, studenti della Wilson High School di Long Beach dal 1994 al 1998, venivano etichettati dal sistema scolastico statunitense come "reietti", delinquenti, a causa di voti che rasentavano la sufficienza e poiché appartenenti a minoranze etniche non propriamente consolidate o ben viste dalla società WASP, prettamente bianca. All'interno della "Room 203" vigeva astio e rivalità tra i diversi gruppi etnici che popolavano la classe. Fu Erin Gruwell, loro insegnante, a ritenerli "extraordinary": spronandoli e supportandoli, riuscirà a farli giungere al famigerato traguardo del diploma. Attraverso un percorso sempre più consapevole, li farà avvicinare al tema dell'olocausto, per citare uno tra i maggiori esempi di intolleranza della storia, con esercizi e letture mirate, quale il "Diario di Anna Frank". In seguito, sempre su suggerimento di Gruwell, sarà proprio la scrittura in prima persona a far metabolizzare e ridimensionare i loro traumi. Pian piano, questi giovani riusciranno a rispettarsi e a fidarsi l'uno con l'altro, ma soprattutto di se stessi. Grazie alle loro testimonianze presenti in "The Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them" la loro ideologia riesce ad arrivare fino a noi, trasmettendo, come messaggio, che esiste sempre una seconda possibilità per tutti. Attualmente, la Freedom Writers Foundation organizza seminari e conferenze in cui alcuni di questi "scrittori della libertà" o la stessa Gruwell raccontano direttamente la loro esperienza a studenti o insegnanti desiderosi di avvicinarsi al loro metodo.

L'elaborato presenta, inoltre, capitoli riguardanti il multiculturalismo, l'interculturalismo, la metropoli e i suoi luoghi di incontro e separazione, il fenomeno delle gang, il sistema scolastico e le sue criticità, così come l'interazione tra scuola e identità e le relazioni interetniche che ne derivano.

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Introduzione Il percorso intrapreso con l'interfacoltà di Mediazione Linguistica & Culturale ha avuto la capacità di rendermi decisamente più consapevole del fascino della differenza. Purtroppo, nella società di oggi, non tutti riescono a cogliere quest'accezione, forse perché è sicuramente più semplice e meno faticoso sottolineare le differenze reali o presenti come fossero minacce verso il nostro modo di essere o di fare, piuttosto che apprezzarle e trarne insegnamento. Mettere in discussione la nostra cultura, che riteniamo essere la più giusta e corretta, equivarrebbe a mettere in discussione noi stessi. In quel caso ci troveremmo a discutere di qualcosa che abbiamo sempre dato per scontato. E' ovvio quindi che, nel confrontarci con altre culture che possono presentare più o meno differenze rispetto alla nostra, ci si trova di fronte ad un bivio: o le evitiamo o ci lasciamo travolgere da esse, assaporandone tutte le sfumature e arricchendo il nostro essere. Optando per la seconda strada, ho sempre cercato di riscoprire me stessa attraverso gli altri, confrontandomi e cercando di essere il meno prevenuta possibile. Al contrario, credo fermamente che umiltà e curiosità siano componenti fondamentali per questo tipo di percorso. Sicuramente i vari corsi seguiti durante questi anni non hanno fatto altro che convincermi ancor di più di quanto sia importante sapersi confrontare con realtà aliene alla nostra, la quale ci appare sempre così rassicurante e convincente. Partendo da questo presupposto, credo che concentrare la mia tesi sul caso Freedom Writers possa essere un'ottima applicazione e conclusione di ciò che ho appreso in questi anni. Conoscere, comprendere, assimilare così come mediare, rispettare, dialogare sono tutti termini chiave da utilizzare in questo elaborato, così come nella vita di tutti i giorni. Bisogna entrare a piccoli passi anche nei mondi altrui, poiché solo confrontandoci con il diverso, e osservandolo attentamente, riusciamo a metabolizzare la differenza e a renderla addirittura nostra. Riusciamo quindi a muoverci in un territorio che può avere diversi, o magari anche solo pochi, punti in comune con il nostro, ma è solo attraverso l'azione comparativa che abbiamo la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo e, perché no, riscoprire anche noi stessi in una chiave diversa e, fino a quel momento, a noi sconosciuta. La ricerca è il punto di partenza di tutto questo percorso: capire come cambiamo noi in merito ad essa è essere consapevoli, pronti, attenti a tutto 1

Laurea liv.I

Facoltà: Interfacoltà: Lettere e Filosofia / Scienze Politiche

Autore: Ilaria Mangiardi Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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