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Analisi di dati clinici relativi alla terapia per l'epatite C

In questa tesi viene sviluppato un algoritmo matematico originale, studiato e validato per l’analisi predittiva della risposta sostenuta (probabilità di guarigione nel singolo individuo) alla terapia antivirale per l’epatite C. L’importanza di questa metodica risulta cardinale per i seguenti risvolti clinico e socio-economici: a) individuazione dello schema terapeutico con Peg-interferone (Peg-IFN) e Ribavirina (RBV) più adeguato per ottenere la massima efficacia ed i minimi effetti collaterali; b) applicazione di una precoce sospensione della terapia se non efficace (già dopo il 1°/3° mese), limitando i costi terapeutici (25.000 euro/anno) non utili ai fini del conseguimento della guarigione (eradicazione virale); c) sviluppo di un sistema matematico semplice ed efficace per la gestione della terapia antivirale che possa essere applicato, dopo validazione, in tutti i centri specialistici di trattamento dell’epatite C, uniformando lo schema di trattamento in tutto il territorio Nazionale; d) implementazione matematico-clinica per la prevenzione di malattia epatica evolutiva (cirrosi epatica ed epatocarcinoma) nei soggetti affetti da epatite C.

Tramite la tecnica di induzione di Probability Estimation Tree (PET), vengono prodotti dei modelli per predire la risposta sostenuta già nelle fasi iniziali di trattamento. I modelli sono realmente utilizzabili nella pratica clinica in quanto utilizzano parametri facilmente misurabili con test di routine. Inoltre, in questa tesi è stato modificato il metodo computazionale di induzione di PET per separare logicamente il passato e il futuro della terapia a un dato istante temporale. I modelli costruiti permettono allo specialista di osservare qual è la probabilità di ottenere la risposta sostenuta per un nuovo paziente prima del trattamento e durante il trattamento, e di vedere come questa possa variare in base alle scelte sulle dosi di IFN e RBV compiute in quell'istante temporale. Grazie alla fase di validazione, tali modelli consentono la costruzione di una terapia mirata rispetto alle varie tipologie di pazienti e l'adattamento di essa in base alla loro risposta.

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Capitolo 1 Introduzione L’epatite e` un processo infiammatorio del fegato molto spesso causato da un virus. I piu` comuni virus epatotropi sono cinque e ci si riferisce a questi con la dicitura di tipo A, B, C, D ed E. La malattia e` tanto diffusa che e` stato istituito un giorno di sensibilizzazione mondiale, il 19 Maggio. Lo slogan dell’anno corrente e` stato “Am I number 12?” per mettere in luce che una persona su dodici al mondo e` infetta dal virus dell’epatite di tipo B o C. Si stima che circa 180 milioni di persone al mondo siano infette in particolare dal virus dell’epatite C (Hepatitis C Virus, HCV) [1]. In Italia negli ultimi anni e` persino stato rilevato un aumento dei casi di HCV a discapito di quelli di HBV (Hepatitis B Virus) [2], che con la disponibilita` di un vaccino efficace dal 1991 sono notevolmente diminuiti. Originariamente indicata come epatite non A e non B il virus dell’epatite di tipo C e` stato identificato nel 1989 [3]. Si tratta di un flavivirus il cui meccanismo di azione richiede la sintesi di DNA grazie alla trascrizione inversa dell’RNA virale. Il decorso della malattia puo` essere asintomatico e in alcuni casi essa puo` rimanere silente per molto tempo (decenni). Persino la cronicizzazione della stessa puo` progredire per anni in modo lento e subdolo senza che il paziente se ne accorga [4]. E` proprio l’epatite cronica una delle maggiori cause di cirrosi epatica e epatocarcinoma [1, 4]. La diffusione del virus e` dovuto all’uso non appropriato di prodotti derivati dal sangue: attualmente le principali modalita` di trasmissione dell’epatite C sono la tossicodipendenza, i trattamenti estetici, il piercing e il sesso non protetto. Non e` da sottovalutare l’incidenza di coloro che hanno contratto la malattia in ambiente ospedaliero prima della disponibilita` di un test in commercio che rilevasse efficacemente la presenza del virus [5]. La terapia contro HCV, dal 1996, si e` basata prima, nell’uso di monoterapia con in- terferone (IFN), poi nella terapia di combinazione con ribavirina (RBV). L’interferone e` un potente immunomodulatore, mentre la ribavirina e` un analogo guanosinico capace di mutare la struttura proteica del virus HCV [6]. Piu` recentemente sono divenuti disponibili i risultati di ampi trial clinici internazionali che hanno valutato l’impiego di nuovi tipi di interferone a lunga emivita. Tale farmaco, l’IFN-pegilato (Peg-IFN) ha permesso la sommi- nistrazione su base settimanale grazie alla sua piu` lunga biodisponibilita`. Nello specifico, in commercio sono disponibili due tipi di interferone-pegilato: l’interferone-pegilato alfa-2a (Peg-IFN alfa-2a) e alfa-2b (Peg-IFN alfa-2b). Essi differiscono nella struttura tridimen- 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Simone Romano Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 623 click dal 05/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.