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Analisi critica della normativa per gli impianti industriali a rischio di incidente rilevante: il metodo ad indici

La trattazione si occupa di chiarire come le direttive europee riguardanti gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, conosciute col nome di direttive Seveso, siano state recepite dalla normativa italiana, tramite il D.Lgs. 334/99 coordinato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 238/2005.
In particolare il gestore degli stabilimenti che contengono un quantitativo di sostanze pericolose superiore alle soglie indicate nel suddetto decreto, è obbligato alla stesura del Rapporto di Sicurezza. Un documento tecnico contenente analisi qualitative e quantitative che consenta di individuare i possibili rischi, per poter prendere le necessarie misure preventive e protettive.
Fra le varie analisi vi è anche il metodo ad indici o metodo ad ISPESL, una tecnica semiquantitativa che consente l'individuazione preliminare delle aree più critiche, su cui sviluppare ulteriori analisi quantitative.
La trattazione si concentra sul metodo ad indici, analizzandone anche i punti di forza e di debolezza. In particolare si cercherà di porre rimedio con una modifica, al fatto che il metodo non tenga conto della valutazione della vicinanza ad un unità pericolosa, nella determinazione della penalità legata all'effetto domino.
Per concludere si considera come caso studio, l'applicazione di tale metodo ad un impianto di produzione di idrogeno da syngas.

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4 PREMESSA Recentemente i media hanno focalizzato l’attenzione della popolazione globale sul disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, uno sversamento massivo di petrolio nelle acque del Golfo del Messico, in seguito a un incidente su una piattaforma. Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni più tardi, il 4 agosto 2010, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Luisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio che ha formato ammassi chilometrici sul fondale marino. Questo costituisce un classico esempio di incidente rilevante, ossia un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità, dovuti a sviluppi incontrollati durante l’attività e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose. La comprensione della normativa italiana in materia di pericolo di incidenti rilevanti non è compito semplice, perché essa è il frutto di interventi successivi del legislatore, finalizzati al miglioramento della normativa stessa, affrontando i punti di debolezza che emergono dagli incidenti che inevitabilmente continuano a presentarsi. La normativa italiana in materia di pericolo di incidenti rilevanti deriva dall’attuazione di direttive dell’Unione Europea (denominate Direttive Seveso). Secondo tali norme, tra i diversi oneri che il gestore di un impianto a rischio di incidente rilevante deve compiere, vi è la stesura di un Rapporto di Sicurezza, documento che riporti i risultati di analisi di rischio eseguite con tecniche qualitative e quantitative permettendo sia di stimare il rischio di incidenti rilevanti, sia di predisporre adeguate misure di prevenzione e protezione, per garantire il mantenimento del livello di rischio entro opportune soglie di accettabilità. Una delle tecniche utilizzate per l’analisi di rischio è il metodo ad indici; esso consente una valutazione semiquantitativa, rapida ed

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Davide Sofia Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

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