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Teorie di gruppo e differenze contabili nei bilanci consolidati

I gruppi aziendali rappresentano oggi un modello di aziende che meglio si adatta al continuo evolversi dell’ambiente esterno. Infatti, come è noto, l’impresa interagisce con l’ambiente esterno sia sui mercati di approvvigionamento dei fattori produttivi sia su quelli di sbocco delle produzioni traendovi opportunità e minacce. Così per perseguire obiettivi di economicità ed efficienza, le imprese devono continuamente migliorare la propria capacità organizzativa coordinando convenientemente le proprie relazioni con l’ambiente esterno. Esse danno quindi vita, a legami ed accordi con altre unità produttive, originando varie forme di aggregazione tra cui quella dei gruppi aziendali.
Dal punto di vista contabile, il documento di maggiore valenza esterna riferita ai gruppi aziendali è il bilancio consolidato attraverso il quale si trasmettono informazioni relative alla situazione patrimoniale e finanziaria nonché economica del gruppo d’imprese considerato come se fosse un’unica entità economica. Esso assolve, quindi, ad una funzione informativa e non può essere considerato sostitutivo dei bilanci delle singole unità ma complementare ad essi.
Il presente lavoro vuole soffermare l’analisi proprio sul bilancio consolidato esaminando in primo luogo le teorie di gruppo che si pongono alla base della redazione del bilancio consolidato nell’ipotesi in cui siano presenti nel gruppo partecipazioni non totalitarie. In particolare saranno trattate le teorie della proprietà (proprietary theory), dell’entità (entity theory) e della capogruppo (pure parent company theory).
Successivamente si indagherà sulla natura delle cosiddette differenze contabili e verranno esposte le modalità di contabilizzazione delle stesse che derivano dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il patrimonio netto contabile dell’azienda acquisita. In proposito si evidenzierà il modo difforme di procedere dei diversi Autori alla luce della dottrina economico-aziendale e dei principi contabili nazionali ed internazionali.

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8 Capitolo 1 “TEORIE DI GRUPPO” 1.1 Premessa La VII direttiva CEE, recepita nel nostro ordinamento, ha disciplinato il bilancio consolidato dei gruppi aziendali, rendendo obbligatoria l’aggregazione in un unico bilancio dei dati contenuti in quelli specifici delle imprese appartenenti al gruppo. Così, alla fine dell’esercizio, nei gruppi aziendali dovrà essere redatto un bilancio che evidenzi la situazione attuale e la gestione passata del gruppo stesso. Come accade per il bilancio d’esercizio, le informazioni contenute nel bilancio consolidato devono soddisfare gli interessi espressi da numerosi soggetti (stakeholders): innanzitutto vi sono gli azionisti della capogruppo interessati a conoscere l’ammontare complessivo del capitale del gruppo, compreso l’apporto delle affiliate; poi vi sono gli azionisti delle controllate; il personale dipendente; i clienti; gli analisti finanziari che possono utilizzare questo documento soprattutto per costruire i rapporti concernenti l’utile netto consolidato per azione, strumento valido per effettuare comparazioni sul rendimento dei titoli azionari in gruppi diversi; gli organi amministrativi della società madre interessati a tutte le informazioni utili per investigare l’economicità della gestione di esercizio. La funzione del bilancio consolidato è infatti, quella di indicare il risultato economico e le variazioni intervenute nel patrimonio del gruppo, considerato

Laurea liv.I

Facoltà: Economia Aziendale

Autore: Ilaria D'acunzo Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.