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La rottura del contratto psicologico nel mobbing

Nella tesi sono presentati i temi del contratto psicologico e del mobbing secondo la letteratura, in particolare con un'analisi di come possono essere messi in relazione tra loro nell'ambito delle relazioni nel mondo del lavoro.

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1 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni la natura del mondo del lavoro sta cambiando radicalmente. Le nuove tecnologie e le nuove sfide di produttività imposte dal mercato hanno comportato profondi mutamenti nell’organizzazione del lavoro tanto da trasformarne la stessa concezione: il classico modello taylorista è sempre più sostituito da nuove forme lavorative flessibili come l’occupazione a tempo determinato, part-time o interinale. Inoltre il continuo miglioramento delle tecnologie e la maggiore competizione globale richiedono al lavoratore la capacità di sviluppare competenze sempre più versatili per adattarsi a queste pressanti condizioni lavorative. Tutto questo non pesa solamente nelle mansioni che sono richieste al soggetto, ma modifica completamente la visione di costui verso il mondo del lavoro soprattutto in termini di rapporti con gli altri lavoratori e col datore di lavoro. Le relazioni interpersonali sono un aspetto fondamentale nell’ambito lavorativo poiché incidono fortemente sulla qualità della vita degli individui al suo interno. Per comprendere la natura e i cambiamenti di tali relazioni, il costrutto del contratto psicologico rappresenta un elemento chiave. Questo concetto è stato sviluppato negli anni ’60 per intendere l’insieme delle aspettative che lavoratore e datore di lavoro costruiscono all’inizio della loro relazione: un patto, un contratto non scritto e non necessariamente dichiarato tra le parti, per definire quali sono i loro obblighi e le loro promesse nei confronti della contro- parte. L’interesse per questa tematica si è poi attenuato negli anni successivi, fino agli anni ’80 quando hanno cominciato a manifestarsi le prime conseguenze dei cambiamenti sopra descritti nel mondo del lavoro. Gli studi si sono però concentrati in particolar modo sul punto di vista del lavoratore, intendendo il contratto psicologico come l’insieme di credenze dell’individuo circa gli obblighi reciproci esistenti tra l’individuo stesso e la sua organizzazione; esso ha origine quando la persona inferisce promesse che generano tali credenze (Rousseau, 1989). Ciò significa che quando un individuo accede al mondo del lavoro, in una determinata occupazione, si crea delle aspettative su di essa che vanno oltre le semplici mansioni che dovrà svolgere e i termini stabiliti dal contratto lavorativo: queste aspettative riguardano le sue aspirazioni e gli obiettivi che vorrà raggiungere, gli obblighi che l’organizzazione deve mantenere nei suoi confronti e allo stesso modo gli obblighi e i diritti che lui ha nei confronti dell’organizzazione. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Margherita Cipone Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.