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Aree di grande impresa e aree distrettuali: implicazioni economico-finanziarie per le imprese industriali

Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Abate
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Daniela Venanzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

Questo lavoro mira a individuare ed evidenziare le principali differenze economico- finanziare per le imprese operanti in due distinte aree caraterizzantil territorio Italiano, individuate secondo la metodologia usata da Beccatini e Coltorti in un loro lavoro. La tesi è prettamente empirica, si basa sullo studio dei bilanci di esercizio di un campione di imprese (Dati Settori-Online di Mediobanca S.p.A.), con i quali sono stati costruiti degli indici ( ROA, ROE, Leverage, intensità di capitale, ecc...), testate le differenze con diversi test statistici non parametrici ( principalmente il test di Kruskal-Wallis) e commentati i risultati. Il lavoro non è semplicemente uno studio degli effetti della diversa dimensione sull'attività delle imprese, ma è più uno studio su due diverse modalità, e sui vantaggi/svantaggi derivanti, nello svolgere la medemisa attività con due forme organizzative opposte, una riconducibile alle imprese operanti nelle aree di grande imprese, l'altra per le imprese operanti nelle aree distrettuali.

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AREE DI GRANDE IMPRESA E AREE DISTRETTTUALI: IMPLICAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE PER LE IMPRESE INDUSTRIALI di Giorgio Abate 1. Premessa Il presente lavoro tenta di individuare, empiricamente, le principali differenze economico- finanziarie tra due aree cruciali per lo sviluppo economico italiano, le aree di grande impresa e le aree distrettuali. Molti sono gli scritti teorici che enfatizzano la peculiarità del caso economico italiano, l’unico ad avere una cosi radicata e profonda tradizione di piccole medie imprese (d’ora in poi PMI) che con il passare del tempo sono diventate il motore dell’ economia e dello sviluppo italiani, ruolo assunto negli altri paesi da imprese di più grandi dimensioni. L’analisi qui condotta non si fermerà allo studio delle peculiarità dei distretti industriali cosi come definiti dall’Istat e dalla tradizione letteraria, ma si baserà sul confronto tra aree distrettuali e aree di grandi impresa, cosi come individuate dalla classificazione Becattini- Coltorti (Becattini-Coltorti 2004i). Il distretto non è più soltanto un luogo chiuso in cui si estrinseca il processo produttivo delle imprese al suo interno, dalla fase iniziale alla fase finale della produzione del prodotto, ma diventa una vera e propria area, dove anche imprese esterne all’attività principale del distretto, che non svolgono l’attività tipica del distretto in questione, ma si occupano di tutte quelle situazioni complementari necessarie per il suo successo (come ad es. la produzione di macchinari necessari per le imprese distrettuali, imprese di trasporti che distribuiscono i prodotti, imprese che offrono diversi tipi di servizi,ecc… globalmente indicate come industrie ausiliarie) riescono ad essere influenzate dagli effetti benefici che nascono in quell’area, influenzando in maniera rilevante le prestazioni economico-finanziarie delle singole imprese. Di contro, le aree di grande impresa non sono aree dove sono presenti solo grandi imprese, ma aree dove i rapporti tra le imprese di grandi dimensioni e le imprese sussidiarie (come, ad esempio le imprese sub-fornitrici), che non sono necessariamente 1

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Parole chiave

aree di grande impresa
aree distrettuali
distretti industriali

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