Skip to content

L'unificazione nella letteratura storico economia del primo e del secondo cinquantenario

Informazioni tesi

  Autore: Dario Battaglino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Fiorenzo Mornati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Centocinquant’anni sono ormai trascorsi dall’unificazione italiana. Con questa tesi si è cercato di ricostruire lo sviluppo dell’economia italiana nel primo secolo di unità osservando su quali basi demografiche poggiò, gli effetti che ebbe in campo agricolo, industriale, commerciale, finanziario, occupazionale ed evidenziando le difficoltà incontrate in questo cammino mediante l’analisi delle opere pubblicate in occasione del primo e del secondo cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Al risorgimento politico non corrispose un risorgimento economico. I dati statistici sono concordi nel documentare, per il primo ventennio dalla proclamazione del Regno, cioè tra il 1861 ed il 1880, una situazione economica stagnante, nel corso della quale tuttavia si prepararono i fattori che avrebbero determinato gli ulteriori sviluppi.
Al momento dell’unificazione la realtà si dimostrò purtroppo ben diversa da quella fino ad allora prospettata da studiosi e letterati.
L’Italia non possedeva risorse naturali quali vaste aree fertili e giacimenti minerari.
L’economia si fondava su un’attività agricola esercitata in maniera poco proficua che produceva solo quanto occorrente agli immediati consumi di un ristretto raggio territoriale; le difficoltà delle comunicazioni contribuivano poi a circoscrivere al mercato locale anche la maggior parte delle attività industriali, esercitate prevalentemente da piccole aziende.
La prima necessità che si presentò e che venne affrontata fu quindi la sistemazione di un sistema ferroviario, viario e portuale in grado di servire i bisogni del Paese.
Lo sviluppo delle attività industriali, noto come “rivoluzione industriale”, si manifestò in Italia con notevole ritardo rispetto agli altri Paesi europei e se ne possono fissare gli inizi nel corso dell’ultimo ventennio del XIX secolo, che fu caratterizzato da numerosi fattori di progresso quali: un aumento dei flusso di capitali stranieri verso l’Italia; un aumento delle dimensioni delle imprese; l’aumento delle produzioni metalmeccaniche, attuatosi anche grazie agli sviluppi delle rete ferroviaria, delle costruzioni navali, della industria chimica e dell’energia idroelettrica.
I primi anni del ventesimo secolo sono quelli in cui si registrò un progresso generale di tutte le attività: aumentò il valore delle produzioni agricole grazie all’aumentato uso dei concimi chimici; nell’industria aumentarono le dimensioni delle imprese; aumentò l’importazione di materie prime e conseguentemente il deficit della bilancia commerciale, compensato però dalle rimesse degli emigranti che si erano stabiliti e avevano trovato occupazione oltre oceano.

Nel periodo tra il 1876 ed il 1885 l’emigrazione aveva coinvolto dalle centomila alle centocinquantamila persone l’anno, prevalentemente destinate ai Paesi europei: migrazione in prevalenza permanente, pur considerando la non grande distanza dai Paesi di destinazione, data la lentezza e le difficoltà delle comunicazioni. Dal 1886 al 1895 si registrò un notevole sbalzo, con una media annua di 230 mila emigranti, più della metà verso i Paesi transoceanici. Negli anni successivi ebbe inizio il grande esodo: nei cinque anni dal 1896 al 1900 gli italiani emigrati furono in media 310 mila l’anno, dal 1901 al 1905 circa 550 mila e dal 1906 al 1910 raggiunsero i 651 mila. Il massimo valore si raggiunse nel 1913, cioè a ridosso della prima guerra mondiale, con 870 mila emigranti.

I trent’anni che vanno dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al termine della seconda furono caratterizzati da molti fattori di disordine, che alterarono l’andamento che lo sviluppo aveva avuto nei primi dieci anni del secolo. La crisi mondiale della fine degli anni venti colpì tutte le industrie.
Il governo fascista cercò nelle imprese coloniali il mezzo per risollevare il Paese: le successive sanzioni, unitamente alle esigenze di guerra, determinarono una ripresa delle attività produttiva sotto il segno dell’autarchia a costi non controllati.
Il decennio seguente la fine della seconda guerra mondiale fu caratterizzato dalle preoccupazioni per la ricostruzione del Paese e da un periodo di elevata disoccupazione.
Fortunatamente la ricostruzione venne attuata in modo davvero celere, ciò grazie all’aiuto offerto dall’America ai Paesi europei. L’aumentata domanda di merci di ogni genere dopo le privazioni del periodo bellico; la graduale ripresa dei rapporti commerciali con l’estero; la scoperta nel Paese e l’utilizzo di nuove fonti di energia nel campo degli idrocarburi che permisero all’Italia di ridurre le gravose importazioni di combustibili fossili dall’estero; furono i principali fattori del miracolo economico che emancipò l’Italia dal “complesso” di Paese povero.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo I La demografia italiana e le migrazioni nel centenario 5 I. LA DEMOGRAFIA ITALIANA E LE MIGRAZIONI NEL CENTENARIO Nei cento anni trascorsi dall‟unificazione la popolazione italiana è quantitativamente aumentata passando dai circa 26 milioni di individui del 1861 ai 50 milioni del 1961. Tuttavia il ritmo di crescita non è stato costante ed ha subito riprese e rallentamenti legati, naturalmente, alle falcidie delle due guerre mondiali e a due fenomeni in particolare: la prolificità in rapporto alla produzione agricola e le migrazioni dirette verso i Paesi europei o d‟oltre Oceano. I. I. La prolificità in rapporto alla produzione agricola in Italia dal 1861 al 1960 Uno studio di Livio Livi esaminò il grado di collegamento esistente tra gli scostamenti della produzione agricola e quelli della prolificità femminile, confrontando i dati della produzione di un certo anno con quelli della prolificità dell‟anno successivo.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi