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Saussure esperantista

René de Saussure, matematico ed esperantista ginevrino, fu il fratello di Ferdinand de Saussure, padre della linguistica moderna. Nonostante tale importante legame di parentela, la sua figura, per quando fondamentale nello sviluppo della lingua esperanto e della comunità esperantista, è passata in secondo piano: risulta davvero difficile, ad oggi, trovare notizie su René che esulino dalla biografia schematica ed essenziale che potrebbe esserci fornita da una qualsiasi Wikipedia, al di là di alcuni limitati cenni all'interno di manuali di storia del movimento esperantista, a rari articoli per lo più in esperanto o francese, a qualche fortuito ritrovamento in qualche rivista dell'epoca in cui visse o di poco successiva, e nelle sue pubblicazioni, che restano comunque di difficile reperibilità.
Scopo della presente tesi è di raccogliere una parte, seppur piccola, del materiale esistente su René de Saussure dando una forma piuttosto organica, evidenziando i punti principali della sua evoluzione all'interno dell'ambiente esperantista e, dall'altro lato, dell'evoluzione dello stesso ambiente sottoposto al suo passaggio: ci si chiede quali siano effettivamente le tracce lasciate dai lavori di René sull'esperanto e nei lavori e negli studi del più noto fratello Ferdinand. Tralasciando in gran parte il primo periodo, ovvero quello degli studi prettamente scientifici, la struttura della tesi si dividerà in una rapida presentazione della nascita e della prima evoluzione del movimento esperantista, per poi scendere nel dettaglio della vita di René, delle sue opere nel campo dell'interlinguistica e dei progetti ad esse paralleli (come, ad esempio, la moneta unica).

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Capitolo 1 Breve storia della nascita dell'Esperanto (ovvero una seconda introduzione) La maggior parte delle lingue artificiali nasce, in Europa, nel corso dell' 800, in un contesto socio-culturale in continuo fermento: concluso il secolo dei Lumi, l'Ottocento si presenta come una fusione tra il romanticismo e l'illuminismo, per cui la passione è mediata dalla ragione e viceversa. L'Ottocento è il secolo del telegrafo, della macchina da scrivere e dei nuovi mezzi di comunicazione: la stampa perde il suo monopolio, e la possibilità di conoscere si allarga anche ai ceti più bassi e agli individui analfabeti attraverso il cinematografo, il grammofono e il fumetto. La cultura resta riservata ad un ambito socialmente privilegiato, mentre iniziano ad aprirsi 1 nuove porte, e prende vita “il lento processo di alfabetizzazione universale” che porterà, nei secoli successivi, all'estensione su grande scala dell'istruzione e, di conseguenza, della conoscenza. Il concetto di Nazione, sviluppatosi già da dopo la fine della rivoluzione francese e in epoca napoleonica, si trasforma in modo quasi radicale: la 1 Ortoleva, Peppino, Mediastoria - comunicazione e cambiamento sociale nel mondo contemporaneo, Pratiche, Parma 1995, pag.40 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefania Rinaldi Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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