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Irrappresentabilità e scrittura cieca in(oltre) Bataille

Il desiderio eccede la visione personale per geometrizzarsi in un percorso di morte che conduce dal piacere della carne alla sideralità incandescente. C’è qualcosa nel godimento che trasfigura la vita, annienta l’essere e indirizza alla calma folgorante dell’inorganico: al limite dell’esistenza si pone lo spazio vuoto della luce che accieca, della stella-sole che irradia energia con l’esuberanza e la gloria tipiche della sovranità, quella sovranità nella quale Georges Bataille ha ravvisato il senso più profondo dell’agire umano. Irrappresentabile è la parola che, a nostro avviso, meglio tematizza la sideralità che pertiene all’esperienza della scrittura batailleana.

L’irrappresentabile non è, banalmente, ciò che non può essere rappresentato ma ciò che, nella rappresentazione, ne forza i limiti fino a frammentarne il senso per aprirsi sulla vertigine dell’impensabile, dell’immediato, dell’indicibile. Forzare i limiti significa altresì porsi sui limiti stessi per calpestarli con la violenza del senso di ciò che essi racchiudono. Se infatti c’è qualcosa che Bataille ha voluto comunicarci con la sua opera è che l’eccesso di senso produce la letteratura dell’innominabile, che dal suo punto di vista è la vera letteratura.

Questo lavoro segue un itinerario oculare che, hegelianamente, parte da una tesi volta ad enucleare le tappe e i compiti della irrappresentabilità batailleana secondo uno svolgimento discorsivo per poi impelagarsi in un'antitesi antidiscorsiva - in cui è il frammento a far da padrone - che ne mostra le concretizzazioni artistiche più perspicue.
La sintesi è inevitabilmente assente, cieca.

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4 SYNOPSIS […] mi venne in mente che, essendo la morte l‟unico esito della mia erezione, quando fossi- mo uccisi Simone ed io, all‟universo della nostra visione personale si sarebbero sostituite le pure stelle, realizzando a freddo ciò che mi pare il termine delle mie dissolutezze, una incan- descenza geometrica (coincidenza, tra l‟altro, della vita con la morte, dell‟essere con il nulla) 1 e perfettamente folgorante. Il desiderio eccede la visione personale per geometrizzarsi in un percorso di morte che conduce dal piacere della carne alla sideralità incandescente. C‟è qualcosa nel go- dimento che trasfigura la vita, annienta l‟essere e indirizza alla calma folgorante dell‟inorganico: al limite dell‟esistenza si pone lo spazio vuoto della luce che accieca, della stella-sole che irradia energia con l‟esuberanza e la gloria tipiche della sovranità, quella sovranità nella quale Georges Bataille ha ravvisato il senso più profondo dell‟agire umano. Divenire-siderali sarà la parola d‟ordine del nostro lavoro. Il suo compito sarà inve- ce quello di guardare oltre, guardare nell‟oltre per restarne folgorati e, nel medesimo tempo, folgorare. Ciò che lo sguardo fa è indirizzare la visione, tracciare confini e ri- conoscere forme; ma cosa succede quando indugia sull‟incandescenza? Bataille ci ha insegnato appunto a rivolgere lo sguardo su ciò che si sottrae alla vista, rivolgere lo sguardo su ciò che si configura secondo una geometria fatta di macchie cieche, angoli bui e spazi inospitali, vale a dire su ciò che è per noi intollerabile quanto la visione di- 2 retta della luce solare. In Bataille, così come in Cusano, le tenebre infinite coincidono con la luce infinita e non ci si può sottrarre a nessuna delle due nel momento in cui si esplorano le possibilità precipue dell‟essere umano, cioè quelle che lo invitano ad in- terrogare la propria soggettività, la sua illusione di salda appartenenza a se stesso. E questa illusione di accoglimento e formalizzazione di sé viene meno quando si fa espe- 1 G. BATAILLE, Histoire de l’œil, in Œuvres complètes, t. I, Gallimard, Paris, 1970-1988 (da ora in poi l‟edizione delle Œuvres complètes verrà abbreviata con la dicitura O.C. seguita dall‟indicazione del tomo in numeri romani; laddove non venga citata l‟edizione italiana la traduzione sarà da intendersi nostra); trad. it in Storia dell’occhio, in Tutti i romanzi, a cura di Guido Neri, Bollati Boringhieri, To- rino, 1992, p. 119 (corsivo nostro). 2 Si noti che Bataille aveva seguito, nel 1931, un seminario su Nicola Cusano tenuto da Alexandre Ko- yré all‟École Pratique des Hautes Études di Parigi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicola Apicella Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.