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I genitori ''nati due volte''

Obiettivo
L’argomento centrale dell’elaborato consiste nell’esperienza dei genitori di figli disabili. Si è consapevoli, infatti, che il lavoro nel campo della disabilità implica la relazione con le figure genitoriali che sono le prime risorse da coinvolgere ed attivare in un intervento educativo. Tale tematica impone degli interrogativi: cosa sperimentano i genitori di una persona con disabilità? Quali bisogni hanno? E soprattutto, cosa li può portare ad una “rinascita”? E come?

Metodo
Si è tentato in primo luogo di evidenziare quanto di autobiografico Giuseppe Pontiggia inserisce nel suo romanzo Nati due volte, per passare poi alla realizzazione dell’indice delle tematiche ricorrenti rispettivamente in Nati due volte e nel film Le chiavi di casa di Gianni Amelio (ispirato al romanzo), mettendo a confronto le due opere per analogie e differenze.
Si è fatto, poi, riferimento alla letteratura psicologica e pedagogica sul tema genitorialità e disabilità. Ci si è soffermati sul percorso di madri e padri con figli disabili (le reazioni, gli aspetti patologici, l’adattamento e la rinascita), sui loro bisogni e sul loro essere risorsa, sottolineando il concetto di resilienza e la metodologia della pedagogia dei genitori. È stata evidenziata, poi, l’importanza del coinvolgimento delle figure genitoriali nell’intervento educativo, per migliorare la sua efficienza ed efficacia, e pertanto, la qualità della vita del figlio con disabilità e della sua famiglia.
Si è cercato di approfondire l’argomento attraverso: la ricostruzione dell’esperienza di Pontiggia, un’intervista a due padri con figli disabili, il contributo di due tutor ipovedenti della Facoltà di Psicologia I dell’Università La Sapienza di Roma, nonché estratti del romanzo di Pontiggia, foto del film di Amelio insieme a interviste rilasciate dallo scrittore e dal regista.

Conclusioni
Il mondo interiore di un genitore con un figlio disabile sembra essere talmente ricco e complesso da rendere consapevoli che sarebbe importante poter indagare a fondo sulla questione, per poter offrire risposte e aiuti concreti a tutti quei genitori che convivono con la disabilità e che, grazie ad essa, se effettivamente riconosciuti come risorse e sostenuti nel loro percorso, possono rinascere per e con i loro figli.

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  Premessa  Il tema centrale di questa tesi di laurea specialistica è l’esperienza ge‐ nitoriale di chi ha un figlio con disabilità. Gli interrogativi centrali posti,  pertanto, sono i seguenti: cosa sperimentano i genitori di una persona  disabile? Quali sono i loro bisogni? E soprattutto, cosa li può portare a  rinascere? E come?  La scelta di tale argomento è dovuta, in primo luogo, alle esperienze  personali avute con bambini e ragazzi disabili che hanno influenzato la  mia scelta universitaria in vista di una professione da educatrice che mi  permetta di lavorare per e con loro. Il lavoro in questo campo, però, non  implica solo la relazione con la persona con disabilità. Richiede, infatti,  di entrare a contatto anche con la sua realtà familiare ed, in particolare,  con i suoi genitori. Questi ultimi rappresentano, effettivamente, le prime  risorse da attivare e coinvolgere in un intervento educativo rivolto al di‐ sabile. Solo grazie alla collaborazione con queste figure così significative,  infatti, diventa possibile migliorare la qualità della vita loro e dei figli.  Bisogna ammettere che tale coinvolgimento non è sempre semplice o  scontato, anzi, a volte risulta molto difficile. Tale difficoltà, però, non  deve rappresentare un motivo per relegare le figure genitoriali ad un  ruolo passivo o per etichettarle come necessariamente patologiche; ben‐ sì, dovrebbe spingere a cercare di comprendere più a fondo la realtà del  mondo genitoriale che fa esperienza della disabilità, per poterne stimo‐ lare la collaborazione anche lì dove sembra impossibile. A volte, infatti,  si tratta semplicemente di promuovere in questi genitori la consapevo‐ lezza delle forze che hanno a disposizione, quelle risorse tra cui la prima  è rappresentata sicuramente dal loro stesso figlio, che attraverso un per‐ corso lungo e non sempre semplice, devono imparare ad accettare. Solo  ad accettazione avvenuta, in effetti, sembra poter aver luogo quel pro‐ cesso educativo e pedagogico che non è unidirezionale e che porta ad  una duplice rinascita, quella dell’educando e quella dell’educato, in un  rapporto in cui, ad un certo punto, diventa difficile stabilire chi è l’uno e  chi è l’altro, se il vero educatore sia il genitore “normale” o il figlio disa‐ bile. E non sono pochi i genitori che non sono nati una volta sola, ma che  sono stati capaci di rinascere per una seconda volta. Sono genitori che,  anche se hanno attraversato dei momenti difficili, non hanno perso la  speranza; anche se hanno dovuto affrontare delle difficoltà, non si sono  arresi; ed anche se hanno incontrato la disabilità, non sono ricorsi alla  fuga o alla negazione dei deficit del figlio. Tutto ciò che hanno fatto è   

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Lucia Donfrancesco Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.