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L'etnografia va a Hollywood: cultura e conoscenza nelle organizzazioni

Informazioni tesi

  Autore: Pedro Eduardo do Nascimento Monteiro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Emanuela Ciuffoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Le organizzazioni, soprattutto quelle con uno scopo economico, cercano continuamente la nuova moda che risolva tutti i suoi mali, principalmente i fallimenti lasciati da quella passata. Cultura, conoscenza e etnografia sono da parecchi anni tra questi elementi magici. Tuttavia, nella fretta per trovare un modello vincente, spesso questi strumenti analitici non sono riusciti ad esprimere tutto le loro potenzialità.

L’intento di questo lavoro è capire come l’utilizzo dell’etnografia possa coniugarsi a una prospettiva attenta alle pratiche lavorative che vada oltre una visione formale-razionale. Seguendo la lezione fenomenologica, si tratta di osservare i soggetti come produttori di senso e narrative che costruiscono la loro interpretazione sulla realtà. Così, si possono cogliere le organizzazioni come fenomeni culturali, facendo attenzione al dramma umano presente.

Poiché nelle organizzazioni contemporanee la conoscenza è divenuta il prodotto principale, diversi metodi e scuole hanno cercato di afferrare i processi in cui il sapere è creato, condiviso e insegnato. In questo universo la prospettiva della conoscenza in pratica porta un contributo originale, poiché si discosta dalle solite visioni individualistiche e positivistiche. Questo paradigma vede l’agire dei soggetti in connessione a un sapere locale, a un copione che fornisce le basi per le pratiche sociali. Conoscenza e cultura possono, dunque essere considerate insieme, stabilendo le condizioni per un’analisi etnografica che metta a fuoco come gli attori realizzano il lavoro.

La tesi si struttura in tre capitoli. Nel primo si esaminano l’origine e la natura del metodo etnografico e si opera uno slittamento dall’idea di cultura organizzativa verso una visione delle organizzazioni come cultura. Per questo si analizza il fare etnografico secondo una revisione dei suoi presupposti e di come è stato messo in atto in alcuni lavori. Ovvero, si indagano le condizioni in cui l’etnografia si è avvicinata al mondo organizzativo. Successivamente, nel secondo capitolo, si realizza una breve rassegna del quadro sociale ed economico del capitalismo contemporaneo e la centralità che la conoscenza ha assunto. Seguendo questo panorama si cerca di capire come le condizioni e le strutture lavorative siano cambiati e come le organizzazioni tendono a strutturarsi per rispondere a questi mutamenti.

Alla fine, nel terzo capitolo, si discutono gli studi orientati alla pratica e come questi abbiano portato a una visione della conoscenza come azione che si realizza in un determinato contesto sociale. Successivamente si riporta il lavoro di Julian Orr come esemplificativo di un’analisi che tratta le dinamiche della conoscenza all’interno di un gruppo di lavoratori secondo una prospettiva etnografica. L’opera di questo studioso è utilizzata per tracciare una possibile strada per gli studi etnografici delle organizzazioni che intendano fornire strumenti pratici per intervenirne di forma più consapevole e vicina ai lavoratori.

L’obiettivo dello studio è presentare una narrazione di come l’etnografia sia diventata famosa nel mondo organizzativo – sia come strumento analitico che applicato – e quali possibilità ha da offrire, senza incorrere in apprezzamenti sfrenati o in critiche puriste.

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7 INTRODUZIONE Le organizzazioni, soprattutto quelle con uno scopo economico, cercano continuamente la nuova moda che risolva tutti i suoi mali, principalmente i fallimenti lasciati da quella passata. Cultura, conoscenza e etnografia sono da parecchi anni tra questi elementi magici. Tuttavia, nella fretta per trovare un modello vincente, spesso questi strumenti analitici non sono riusciti ad esprimere tutto le loro potenzialità. L’intento di questo lavoro è capire come l’utilizzo dell’etnografia possa coniugarsi a una prospettiva attenta alle pratiche lavorative che vada oltre una visione formale-razionale. Seguendo la lezione fenomenologica, si tratta di osservare i soggetti come produttori di senso e narrative che costruiscono la loro interpretazione sulla realtà. Così, si possono cogliere le organizzazioni come fenomeni culturali, facendo attenzione al dramma umano presente. Poiché nelle organizzazioni contemporanee la conoscenza è divenuta il prodotto principale, diversi metodi e scuole hanno cercato di afferrare i processi in cui il sapere è creato, condiviso e insegnato. In questo universo la prospettiva della conoscenza in pratica porta un contributo originale, poiché si discosta dalle solite visioni individualistiche e positivistiche. Questo paradigma vede l’agire dei soggetti in connessione a un sapere locale, a un copione che fornisce le basi per le pratiche sociali. Conoscenza e cultura possono, dunque essere considerate insieme, stabilendo le condizioni per un’analisi etnografica che metta a fuoco come gli attori realizzano il lavoro. La tesi si struttura in tre capitoli. Nel primo si esaminano l’origine e la natura del metodo etnografico e si opera uno slittamento dall’idea di cultura organizzativa verso una visione delle organizzazioni come cultura. Per questo si analizza il fare etnografico secondo una revisione dei suoi presupposti e di come è stato messo in atto in alcuni lavori. Ovvero, si indagano le condizioni in cui l’etnografia si è avvicinata al mondo organizzativo. Successivamente, nel secondo capitolo, si realizza una breve rassegna del quadro sociale ed economico del capitalismo contemporaneo e la centralità che la conoscenza ha assunto. Seguendo questo panorama si cerca di capire come le condizioni e le strutture lavorative siano cambiati e come le organizzazioni tendono a strutturarsi per rispondere a questi mutamenti. Alla fine, nel terzo capitolo, si discutono gli studi orientati alla pratica e come questi abbiano portato a una visione della conoscenza come azione che si realizza in un determinato contesto sociale. Successivamente si riporta il lavoro di Julian Orr come esemplificativo di un’analisi che tratta le dinamiche della conoscenza all’interno di un gruppo di lavoratori secondo una prospettiva etnografica. L’opera di questo studioso è utilizzata per tracciare una possibile strada per gli studi etnografici delle organizzazioni che intendano

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