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La revisione delle passività potenziali. Valutazione dei rischi e procedure di verifica.

Il tema centrale della tesi è rappresentato dalle problematiche connesse alla revisione legale dei conti, secondo la terminologia introdotta con l’emanazione del d.lgs. 27 gennaio 2010, n.39, che ha sostituito l’espressione “revisione contabile”, non in senso generico, bensì applicata alla verifica della sussistenza delle passività potenziali, le quali assumono un’importanza dettata dall’elevato grado di criticità ed incertezza dell’ambito cui appartengono.
Lo scopo della tesi è quello di offrire un caso svolto sull’applicazione dell’approccio per cicli non a tutto il bilancio, bensì soltanto alle passività finanziarie relativamente alle quali vi siano alla chiusura dell’esercizio ancora incertezze sull’ammontare oppure sull’esistenza. Chiaramente, trattasi di un caso teorico, anche perché non sarebbe auspicabile attualmente effettuare una revisione sulla base di dati concreti. Si è cercato di rispettare la classificazione minima dei Fondi per rischi e oneri prevista dal Codice Civile (art. 2424-bis C.c.), la quale prevede tre voci fondamentali, esaminando, attraverso una valutazione comparativa, quello per Trattamento di Quiescenza ed obblighi simili, nonostante sia un un fondo per oneri futuri, ed uno appartenente agli Altri Fondi, allo scopo di porre in evidenza le differenze fondamentali.

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P Pr re es se en nt ta az zi io on ne e Il tema centrale della tesi è rappresentato dalle problematiche connesse alla revisione legale dei conti, secondo la terminologia introdotta con l’emanazione del d.lgs. 27 gennaio 2010, n.39, che ha sostituito l’espressione “revisione contabile”, non in senso generico, bensì applicata alla verifica della sussistenza delle passività potenziali, le quali assumono un’importanza dettata dall’elevato grado di criticità ed incertezza dell’ambito cui appartengono. Gli argomenti sono stati trattati in modo tale da creare le basi per procedere lungo una scalata immaginaria verso ciò che interessa maggiormente, secondo un criterio che va dal generale al particolare. Difatti, parlando di revisione dei conti, è stato già compiuto in questa sede un piccolo passo, in quanto si è specificato che il riferimento sia a quel particolare tipo di revisione aziendale. Una caratteristica intrinseca è la presenza di limiti molto labili e difficilmente individuabili in maniera definita, considerato che la teoria a riguardo offre soltanto una serie di strumenti e di schemi da seguire, tra l’altro comuni, in linea di massima, a tutti i casi concreti nei quali il revisore potrebbe imbattersi. Motivo per cui, il cliente che affida un incarico del genere farebbe bene a privilegiare, nella fase di selezione del professionista, quelli che risultino in possesso di requisiti concernenti piø che altro la capacità di giudizio professionale che si rivelerà tanto piø idonea alla natura delle incombenze, quanto piø fondata su di un bagaglio colmo di esperienze. L’interesse, per i soggetti tenuti alla redazione del Bilancio d’esercizio o consolidato, è quello di ricorrere ad una certificazione di veridicità dei dati in esso esposti, che si apprezza maggiormente se si rammenta che i documenti contabili del quale si compone rappresentano il principale punto di riferimento per i potenziali investitori di un’impresa, ovvero quello che viene considerato come la base piø concreta per prendere oculate decisioni di investimento. Tale aspetto si desume dal giudizio che il revisore formula ed inserisce nella cosiddetta relazione di revisione, dopo aver espletato tutte le fasi di quel processo che prende le mosse dalla conoscenza

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Agnese Palmitessa Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1168 click dal 25/02/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.