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Individuo e totalitarismo nel pensiero di Hannah Arendt. Il caso Eichmann

Tale elaborato,avendo come base le Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt, parte con una dettagliata descrizione dei sistemi totalitari, ossia quello sovietico e in modo speciale quello nazista. Tutto ciò serve a introdurre il tipo di uomo creato dal regime. Una rotella del grande meccanismo totalitario, totalmente spersonalizzato e senza alcuna capacità di domandarsi se ciò che si sta compiendo sia giusto o sbagliato. Esempio emblematico di tale tipo di uomo è Adolf Eichmann a cui la Arendt 'dedicò' l'intera opera "Banalità del Male" e a cui sarà dedicata una descrizione approfondita in questa mia opera
Durante tutta l'opera saranno però trattate anche le varie forme di opposizione al regime: militare, politica, religiosa e soprattutto civile. L'obiettivo è dimostrare che date certe capacità personali era possibile resistere alla grande macchina propagandistica nazista.

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Introduzione 1 Il XX secolo è definito da alcuni come il secolo breve, a causa dell‟alta concentrazione di avvenimenti storici e politici, alcuni dei quali di estrema gravità. Tra questi ultimi un ruolo da padrone è giocato dall‟avvento dell‟apparato totalitario, un sistema politico e sociale che vede la sue prime affermazioni negli anni „30 in Russia ad opera del regime staliniano e in Germania con l‟avvento del nazionalsocialismo. Quello totalitario si presenta come un fenomeno del tutto nuovo: mai nella storia si erano registrati simili tentativi di riorganizzazione della politica e della stessa società, ma anche di imposizione di una ideologia sistematica propria solo di una fazione sull‟intero corpo sociale e dello Stato. Ogni regime totalitario, come si vedrà bene in seguito, avrà la necessità di individuare un nemico oggettivo, al quale addebitare ogni colpa e contro il quale scagliarsi, anche per tenere occupata l‟attenzione della popolazione. In Russia tale nemico fu individuato nella classe sociale dei kulaki; nel regime nazista da noi analizzato invece com‟è noto il nemico oggettivo del popolo tedesco era rappresentato dall‟intera razza ebraica. Nell‟ambito della letteratura filosofico-politica, Hannah Arendt deve essere considerata come una delle massime studiose di questo fenomeno. Tedesca di origini e cultura ebraica, dedicò alcuni importanti studi all‟origine e alla struttura dei sistemi totalitari, e, dopo l‟avvento del nazismo, all‟impatto sull‟ebraismo come cultura e ipotesi politica dell‟avvento del nazismo. In questo lavoro mi servirò di due testi di Hannah Arendt Le Origini del Totalitarismo e La Banalità del Male, come linee giuda nello studio sulla genesi e lo sviluppo del totalitarismo, soffermandomi soprattutto su un aspetto centrale dell‟ideologia nazista, ossia l„idea che il nazionalsocialismo avrebbe condotto alla 2 creazione di dell‟ “uomo nuovo”. 1 Per la precisione il primo che usò e coniò questo termine fu Eric Hobsbawm, in un‟opera intitolata appunto “Il secolo breve”, dove vengono descritti ed analizzati tutti gli avvenimenti storici accaduti tra il 1914 e il 1991 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Enrico D'Ambrosio Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.