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Le privatizzazioni in economia: teorie ed esperienze a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Marco Vigliotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Roberto Pasca Di Magliano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 262

La tesi è strutturata in otto capitoli. I primi sei capitoli sono dedicati ai contributi teorici ed agli studi in materia, mentre gli ultimi due esaminano le principali esperienze relative alla privatizzazione delle imprese di pubblica utilità, facendo particolare riferimento all’esperienza britannica ed a quella italiana.
La prima parte affronta i seguenti argomenti:
· nel primo capitolo sono esposti i motivi principali che inducono ad una politica di privatizzazione. Si considerano le ragioni di natura economica indirizzate ad aumentare l’efficienza delle imprese e a ridurre il debito pubblico, e le ragioni politiche che possono spingere un governo ad attuare le politiche di privatizzazione;
· nel secondo capitolo si analizzano le principali teorie economiche a sostegno dei processi di privatizzazione. In particolare, si fa riferimento alla teoria dei diritti di proprietà, che pone l’accento sulla trasferibilità e la contendibilità della proprietà privata dell’impresa, e la teoria principale – agente, che evidenzia la diversità di incentivi e di informazioni che esiste tra impresa privata ed impresa pubblica. Inoltre, si sottolinea il contributo dell’economista inglese Ronald H. Coase riguardo alle sue analisi su la teoria dei costi di transazione, la questione delle esternalità e la critica mossa alla teoria dell’uguaglianza del prezzo al costo marginale;
· nel terzo capitolo si valuta l’impatto fiscale e macroeconomico delle politiche di privatizzazione, esaminando i limiti che esse manifestano sulla situazione finanziaria e patrimoniale dello Stato e sull’andamento di grandezze macroeconomiche, quali gli investimenti pubblici e privati, i prezzi ed i consumi, accennando in particolare all’esperienza britannica sulle scelte di consumo delle famiglie che hanno investito in azioni delle società privatizzate;
· nel quarto capitolo si affronta l’importanza che riveste il contesto giuridico di una nazione nell’influenzare le privatizzazioni, il ruolo svolto dal mercato finanziario, dal diritto societario e dalla credibilità del governo che attua la dismissione, facendo una comparazione tra i Paesi di common law e quelli di civil law;
· il quinto capitolo si occupa dei diversi sistemi di incentivo e di controllo dell’impresa privata e pubblica, dei sistemi di corporate governance presenti in alcuni Paesi europei e dell’influenza che lo Stato continua ad esercitare sulle imprese privatizzate attraverso lo strumento della golden share;
· nel sesto capitolo si esaminano i monopoli naturali, le principali imprese che operano in tale situazione di mercato (soprattutto le società di pubblica utilità) e le diverse soluzioni che derivano dalla regolamentazione di queste imprese.
I capitoli sette ed otto, sono dedicati alle principali esperienze di privatizzazione che si sono avute nelle imprese di pubblica utilità con particolare riferimento all’esperienza britannica e a quella italiana ed al ruolo svolto dalle agenzie di regolamentazione.

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I INTRODUZIONE Le ragioni che hanno condotto molti Paesi ad attuare delle politiche di privatizzazione sono numerose. Le ipotesi spaziano da motivi di carattere ideologico – sociale, indirizzati a ridisegnare il rapporto tra Stato e cittadini, favorire gli ideali di libero mercato e ridurre l’interferenza statale nella gestione dell’economia, a ragioni di natura prevalentemente economica, consistenti nella necessità di ridurre l’apparato statale e la spesa pubblica, porre un freno all’eccesso di politicizzazione ed eliminare le inefficienze del settore pubblico delle imprese. L’obiettivo principale consiste nello stimolare la concorrenza, migliorare l’allocazione delle risorse e, di conseguenza, aumentare l’efficienza delle imprese e del sistema economico in generale. Altri obiettivi che si intendono perseguire con le politiche di privatizzazione possono essere così puntualizzati: • l’esigenza di ridurre la spesa pubblica; • accrescere le entrate statali e migliorare la situazione finanziaria del debito pubblico; • ridurre il coinvolgimento politico nelle decisioni strategiche e gestionali delle imprese; • diffondere l’azionariato presso il pubblico dei risparmiatori; • sviluppare il mercato dei capitali; • stimolare la concorrenza. Alcuni di questi obiettivi possono entrare in contrasto tra loro obbligando, in tal modo, a scegliere un obiettivo determinato su cui concentrarsi. Ad esempio, si possono considerare gli obiettivi volti, da un lato a diffondere l’azionariato e dall’altro ad aumentare le entrate in favore dello Stato. Stimolare la creazione di un azionariato popolare, potrebbe richiedere una diminuzione del prezzo di collocamento delle azioni delle società da privatizzare. Infatti, quanto maggiore sarà lo sconto concesso dal governo sul prezzo di tali azioni, tanto più alto sarà il numero degli individui disposti ad acquistarle, in virtù di aspettative di innalzamento delle quotazioni dei titoli. Lo sconto consentirà un’ampia diffusione azionaria, quindi, il raggiungimento dell’obiettivo che si intendeva raggiungere con la privatizzazione.

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