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Da "les rwandais" a "the rwandans": il Rwanda e la comunità internazionale dal genocidio ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Lucia Cecconi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali e studi europei
  Relatore: Maria Stella Rognoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

Questa tesi è un lavoro incentrato sull’analisi della storia e della politica attuale del Rwanda, un Paese che ha vissuto, nel 1994, uno dei peggiori genocidi della storia mondiale contemporanea.
La struttura ha come punto di partenza un’analisi storica del Rwanda, effettuata nel primo capitolo, dalla colonizzazione alla guerra civile del 1994. Attraverso una breve descrizione del funzionamento della società rwandese prima dell’arrivo dei colonizzatori, si arriverà a comprendere come le politiche coloniali hanno stravolto gli equilibri esistenti in Rwanda, creando una frattura etnica prima inesistente tra i rwandesi hutu e tutsi (sancita dalle carte d’identità etnica introdotte intorno al 1930). A partire dall’indipendenza, si assiste a una crescente polarizzazione ed estremizzazione dello scontro etnico tra i due gruppi; gli Hutu (la maggioranza) assumono il potere e iniziano a massacrare i Tutsi in più occasioni tra il 1959 e il 1973 (per cui questi sono costretti a rifugiarsi in massa nei Paesi limitrofi), fino ad elaborare un piano di sterminio che nel 1994 provoca la morte di circa 800 mila persone (soprattutto Tutsi ma anche Hutu moderati).Nella seconda e terza parte del primo capitolo verranno analizzate le responsabilità dei principali attori occidentali e della comunità internazionale in generale, con un particolare accento sulle missioni fallimentari dell’ONU.
Nel secondo capitolo ci si propone di analizzare le caratteristiche e le politiche del regime di Paul Kagame, instauratosi al termine del genocidio e tuttora al governo del Paese. In una prima parte saranno prese in considerazione le dinamiche politiche che portano ad un sempre maggiore accentramento dei poteri nelle mani del partito dominante (il Fronte patriottico rwandese) e all’esclusione delle opposizioni dalla vita politica del Paese. Si farà, poi, una breve descrizione delle relazioni instaurate da Kagame sia con gli Stati occidentali più rilevanti per la storia rwandese, sia con i Paesi dell’Africa orientale, oltre ad accennare alla critica situazione del Congo orientale, su cui il Rwanda mira ad espandere la sua influenza.
L’ultimo capitolo sarà incentrato sullo studio dei rapporti tra il Rwanda e i donatori internazionali prima e dopo il genocidio. Si può affermare che le politiche allo sviluppo adottate dai Paesi occidentali nei confronti del Rwanda rischiano di legittimare, ancora una volta, un regime autocratico e repressivo. Sono pochi i donatori che, a seguito di evidenze degli abusi commessi dal regime, hanno deciso di ritardare o sospendere gli aiuti verso il Paese. La condizionalità degli aiuti, principio su cui la comunità internazionale pone una forte enfasi dalla fine della Guerra Fredda, rimane quasi totalmente inapplicata al caso rwandese.

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Introduzione Questa tesi si incentra sull’analisi della storia e della politica attuale del Rwanda, un Paese che ha vissuto, nel 1994, uno dei peggiori genocidi della storia mondiale contemporanea. Capire a fondo le cause di un conflitto che ha provocato un numero così alto di vittime in tempi tanto brevi è essenziale per varie ragioni. Innanzitutto vi è l’esigenza, a livello internazionale, di prevenire in futuro tragedie di tali dimensioni. In secondo luogo, lo studio della formazione delle identità etniche rwandesi permette di comprendere perché, a partire dal periodo della colonizzazione, si è andata creando una frattura sempre più incolmabile all’interno della società tra i rwandesi hutu e tutsi. Ciò è importante soprattutto per impedire la diffusione di stereotipi legati al continente africano, alimentati in primo luogo dai media, che vedono i conflitti che in tutto il XX secolo sono esplosi in Africa come scontri tribali originati dalle rivalità tra etnie costrette a convivere forzatamente all’interno di Stati i cui confini sono stati decisi arbitrariamente dagli europei. I conflitti africani hanno, in realtà, delle spiegazioni molto più complesse. Nel caso specifico del Rwanda si vedrà come vari fattori hanno contribuito, durante gli anni precedenti al genocidio, a portare la società a un livello di tensioni tali da culminare nel massacro di quasi un milione di persone. Si tratta di un evento che tuttora rimane molto impresso nella memoria e nella vita dei rwandesi, e le cui responsabilità ricadono anche, e in larga parte, sulla comunità internazionale e su alcuni governi occidentali in particolare. Analizzare le cause del genocidio rwandese è utile anche per la comprensione dell’evoluzione politica del Paese, in cui si è instaurato un regime (non molto differente da quello che ha governato sino al 1994) che mantiene il potere da più di quindici anni e che gode di una buona reputazione a livello internazionale. Il fallimento delle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite in Rwanda nel 1994 e la tragedia che ne consegue portano, apparentemente, gli attori internazionali a ristudiare le loro politiche verso questo Stato e, più in generale, verso i Paesi in via di sviluppo. Il risultato non sarà, però, pienamente soddisfacente e, nonostante il Rwanda abbia fatto progressi in alcuni campi (come quello economico) dal 1994, la situazione politica rwandese rimane ancora molto 5

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Parole chiave

aiuti internazionali
genocidio
hutu
missioni peacekeeping
onu
paul kagame
rwanda
tutsi

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