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La voce del silenzio: un viaggio visivo ed educativo nel mondo dei sordi

Questa tesi non vuole essere altro che un viaggio antropologico nella storia e nella pedagogia del mondo dei sordi, un mondo dove a prevalere è il silenzio.
Essa affronta gli aspetti psicologici e didattici delle persone affette da handicap uditivo ed è rivolta a tutti coloro che, per caso o per semplice curiosità, si sono accostati o avranno il piacere di accostarsi in futuro al mondo dei sordi, restando fin dall’inizio affascinati dalla molteplicità delle esperienze comunicative e dalla ricchezza degli incontri umani possibili.
La tesi è divisa in quattro parti: nella prima parte viene affrontata la condizione delle persone sorde, cosa significhi realmente avere un handicap uditivo in una società verbale come la nostra e come questa forma di disabilità è stata concepita dall’antichità sino ai tempi nostri, esamina quindi le implicazioni cliniche e socio psicologiche della sordità, sottolineando i fattori che possono aggravare o ridurre l’handicap; nella seconda parte viene invece affrontato il cuore del mondo dei sordi: la LIS (Lingua dei Segni Italiana) come espressione della loro naturalezza, come didattica da usare nella scuola per tutti e quindi come mezzo d’integrazione per abbattere quelle barriere comunicative che non permettono l’incontro e lo scambio tra due mondi: quello degli udenti e quello dei non udenti, mediato da quel ponte comunicativo, qual è: l’educatore/assistente alla comunicazione; nella terza parte si è esaminato a fondo il rapporto che intercorre tra handicap, sordità e tecnologie, come quest’ultime siano rilevanti per il bambino audioleso e come siano molto usate nella didattica e nella vita quotidiana, tanto da rendere a volte inesistente un handicap che d'altronde risulta ad una lettura superficiale, invisibile agli occhi di tutti; nell’ultima parte, invece, è stata fatta un’analisi dettagliata sulle strutture, attività e progetti educativi presenti nell’Istituto Suore Salesiane dei Sacri Cuori, avente come caratteristica principale, la possibilità di far interagire udenti e non insieme, in quanto presenta al suo interno una sezione speciale per i non udenti.
Per cui, non bisogna dare nulla per scontato, bisogna affrontare il tutto come una scoperta, mentre per gli educatori come una scommessa pedagogica, perché insegnare a tutti, ma soprattutto ai sordi, significa entrare in una dimensione in continuo divenire, dove tutte le certezze educative e didattiche possono e devono essere messe in discussione in ogni fase, e non solo dinanzi ad un insuccesso.

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3 INTRODUZIONE << Il bambino il cui sviluppo è già aggravato da un deficit, non è semplicemente un bambino meno sviluppato dei suoi coetanei normali, ma un bambino che si è sviluppato in modo diverso>>……<<una pedagogia che legge e descrive gli organi solo in senso anatomico, incapace di riconoscerli come importanti organi sociali,rischia di vedere nella persona solo il deficit, solo l’aspetto patologico e non anche l’enorme riserva di salute>>(Lev Semenovic Vygotskij) 1 Questa tesi non vuole essere altro che un viaggio antropologico nella storia e nella pedagogia del mondo dei sordi, un mondo dove a prevalere è il silenzio. Essa affronta gli aspetti psicologici e didattici delle persone affette da handicap uditivo ed è rivolta a tutti coloro che, per caso o per semplice curiosità, si sono accostati o avranno il piacere di accostarsi in futuro al mondo dei sordi, restando fin dall’inizio affascinati dalla molteplicità delle esperienze comunicative e dalla ricchezza degli incontri umani possibili. 1 Vygotskij L. S., Pensiero e linguaggio,Firenze, Giunti, 1976, pp. 16-17

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Vitobello Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3196 click dal 24/05/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.