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Contenimento e rimozione dell’interrimento negli invasi artificiali. Studio di un intervento realizzato sul bacino di Sampeyre (CN)

La presente tesi affronta il problema della perdita di capacità di invaso dei bacini artificiali, fornendo un inquadramento generale sulle possibili azioni di difesa da tale fenomeno. Si pone particolare attenzione sia all‟efficacia sia agli impatti causati da questi interventi sull'ambiente circostante, con particolare riferimento alle azioni di rimozione del materiale accumulato.
Si analizza il caso reale del bacino di Sampeyre in provincia di Cuneo che, in particolare negli ultimi anni, è stato spesso interessato da piene che ne hanno provocato interrimenti rapidi e consistenti. In particolare si esaminano gli effetti sul deterioramento delle qualità biologiche del torrente Varaita, sul quale insiste lo sbarramento, in seguito ad un intervento di fluitazione eseguito nel Giugno 2004. Con lo scopo di verificare se sia possibile ottenere stime preliminari di tali effetti, da usarsi nelle fasi di programmazione degli interventi, si esegue la simulazione della fluitazione con il software HEC-RAS 4.0, dopo aver analizzato gli altri codici di modellazione numerica, ad oggi esistenti, adatti a questo scopo.

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1 INTRODUZIONE Verso la metà del secolo scorso in Europa, ma anche nel resto del mondo, si è verificato un grande incremento del numero di dighe, in particolare tra gli anni ‟50 e‟70, come conseguenza dell‟aumento dell‟utilizzo della risorsa idrica sia dal punto di vista idroelettrico che da quelli industriale ed agricolo. Tale crescita è comprovata da numerosi studi statistici, un esempio dei quali è riportato in Figura A e Figura B. Inoltre, da essi, si può osservare, che l‟andamento nel tempo di questa risorsa segue una tipica curva logistica, anche detta “curva ad S” che è caratteristica dei processi di saturazione. La curva evidenzia un periodo di lenta crescita seguito da un forte incremento che si è poi ridotto nell‟ultimo ventennio. In realtà, è impossibile stimare se la quantità di volume di invaso ancora utilizzabile attraverso la costruzione di nuove dighe si sia percettibilmente ridotta rispetto all‟inizio del secolo scorso, ma si può affermare che, se essa risulta probabilmente ridotta di una quantità non significativa a livello planetario, in alcune regioni del mondo si è ormai annullata da diversi anni. Questa condizione, vera soprattutto in Europa , ma più in generale, nei paesi sviluppati, è provocata principalmente, più che da limiti fisici, da vincoli di tipo sociale ed ambientale posti alle nuove costruzioni,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Fabio Garnero Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.