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Approcci teorici e strumenti delle abilità grafiche nelle forme tipiche e atipiche dello sviluppo del bambino

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Sebastiani Ferri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Modulo Aggiuntivo per il sostegno
  Relatore: Claudia Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

Questo elaborato è nato con l’obiettivo di passare in rassegna gli approcci teorici e gli strumenti che fin dall’inizio dello sviluppo della psicologia ad oggi, si sono occupati di studiare come il disegno possa essere un mezzo per comprendere la persona, sia da un punto di vista intellettuale che per quanto riguarda la personalità. Vari approcci teorici e metodologie si sono sviluppati per approfondire la conoscenza di questi due ambiti attraverso il disegno. Tale lavoro si sofferma in particolare sull’aspetto cognitivo dello sviluppo del bambino riguardo l’evolversi delle sue capacità grafiche. Il punto di partenza è quello di fornire una rassegna delle principali teorie psicologiche sul disegno infantile.Si inizia fornendo un quadro teorico di riferimento, citando i contributi dei maggiori esponenti di ogni approccio.
In seguito ci si sofferma, su un primo richiamo, alle principali teorie cognitive rapportate allo sviluppo del disegno; secondo tali teorie, coerenti con la concezione dello sviluppo della mente attraverso teorie stadiali, si definiscono le competenze che caratterizzano gli stadi evolutivi dell’abilità grafica. Gli approcci teorici più contemporanei sostengono che il responsabile della trasposizione grafica di figure “imperfette” o “primitive” non sia uno schema concettuale immaturo o un fallimento dell’analisi percettiva, per questo tali figure “imperfette” non corrisponderebbero necessariamente a un deficit o ritardo cognitivo. (Freeman, 1980; Golomb,1973). Tali autori sostengono che queste imperfezioni potrebbero riflettere semplicemente problemi di realizzazione tecnica (Freeman, 1987), una mancata abilità o una mancata motivazione o pratica.
Dopo tale preambolo riguardante le teorie, ci si sofferma sulle tendenze nello sviluppo del disegno dei bambini, dalla comparsa dei primi scarabocchi fino agli esordi degli elementi rappresentativi, in particolare della figura umana. Si è indagato inoltre se tali stadi possano essere gli stessi in bambini dotati di talento artistico, e soprattutto se una particolare dote artistica possa essere sinonimo di uno stadio cognitivo abbastanza evoluto.
Oltre allo studio degli approcci teorici, come si evince dal titolo, in tale lavoro si approfondirà la conoscenza di alcuni strumenti utilizzati in ambito psicologico, che utilizzano l’abilità grafica per valutare la cognizione e l’affettività del bambino in termini sia quantitativi che qualitativi.
Dopo aver passato in rassegna i test grafici, ci si occuperà di andare a conoscere quali sono le principali caratteristiche del disegno e delle abilità grafiche nei bambini con una forma di sviluppo atipica, in particolare si prenderanno in considerazione casi di bambini con autismo e/o ritardo mentale. Tra questi il caso di Nadia Chomyn, la bambina con autismo e ritardo mentale incredibilmente dotata dal punto di vista artistico. Grazie a questo e ad altri casi si vedrà come alcuni autori hanno cercato di spiegare la mancanza di corrispondenza tra intelligenza e talento artistico. Tale studio si contrapporrà naturalmente a quelli più cognitivisti secondo i quali, le discordanze che si osservano nei disegni dei bambini con deficit intellettivi, rispecchiano una più generale disarmonia del loro sviluppo.

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4 PRESENTAZIONE Perché studiare il disegno infantile? La ragione principale consiste nell‟esplorare l‟acquisizione dell‟abilità grafica considerandola una “finestra aperta” sulla mente del bambino, attraverso la quale, lo sviluppo delle abilità e delle emozioni dei più piccoli, può essere osservato e compreso. Il disegno è, infatti, una modalità espressiva, un‟occasione comunicativa con il quale il bambino manifesta le proprie idee, esperienze, conoscenze, interessi, paure, desideri, condividendo parti di sé con gli altri. L‟attività grafica infantile è un argomento ampiamente studiato dagli psicologi dell‟età evolutiva, sia in ambito prettamente psicologico, che psicopedagogico, grafologico e psicoterapeutico. I ricercatori continuano a dedicarvisi con passione nel tentativo di comprendere, chiarire e spiegare cosa c‟è “dietro” un segno tracciato da un bambino. Questo elaborato è nato con l‟obiettivo di passare in rassegna gli approcci teorici e gli strumenti che fin dall‟inizio dello sviluppo della psicologia ad oggi, si sono occupati di studiare come il disegno possa essere un mezzo per comprendere la persona, sia da un punto di vista intellettuale che per quanto riguarda la personalità. Vari approcci teorici e metodologie si sono sviluppati per approfondire la conoscenza di questi due ambiti attraverso il disegno. Tale lavoro si sofferma in particolare sull‟aspetto cognitivo dello sviluppo del bambino riguardo l‟evolversi delle sue capacità grafiche. Il punto di partenza è quello di fornire una rassegna delle principali teorie psicologiche sul disegno infantile; la tesi quindi si propone di indagare se il disegno evolve secondo

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