Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il futuro del lavoro nella società dell'informazione e delle idee

L’intento di questa tesi di laurea è quello di dimostrare che il lavoro si modificherà, nei paesi maggiormente industrializzati, nella sua natura, compiendo una svolta di portata simile, se non superiore, a quella che aveva condotto la maggior parte della popolazione a passare dal lavoro agricolo e artigianale al lavoro di fabbrica, durante la Prima Rivoluzione Industriale, modificandone in toto le abitudini e gli stili di vita. L’idea centrale è che si modificheranno i tempi e le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, ma, soprattutto, si modificherà l’idea di lavoro, che non è un’idea “innata”, ma è frutto delle “incrostazioni” culturali, caratteristiche delle diverse epoche storiche. Il lavoro, grazie agli strumenti resi disponibili dalla “rivoluzione digitale”, può diventare, in molti ambiti, più creativo, rendendo le pratiche lavorative molto simili a quelle attuate nelle aziende dell’entertainment, anche in settori che, apparentemente, non hanno nulla in comune con quello dello “spettacolo”.

Mostra/Nascondi contenuto.
8 INTRODUZIONE Premessa L’impatto delle nuove tecnologie sulla vita dell’uomo si manifesta come un insieme di fenomeni complessi e variegati, che intaccano non solo la sfera dei rapporti eco- nomici, ma anche quella dei rapporti sociali, degli stili di vita, delle abitudini, dell’estetica, all’interno delle società dei paesi tecnologicamente più avanzati. Tali fenomeni sono in costante “divenire” ed alcuni di essi sono, allo stato attuale, ancora “in fieri”. Perciò, se è possibile descrivere dettagliatamente i percorsi fin qui compiu- ti dalla tecnologia ed i suoi riflessi sulla vita dell’uomo, quando ci si spinge a deline- are i possibili scenari futuri, il grado di dettaglio deve diminuire, per non sconfinare nella futurologia o nella fantascienza.3 Alcuni autori ritengono che la civiltà contem- 3 Fare riferimento alla fantascienza è un espediente, a volte dichiarato, a volte non dichiarato, con cui la sociologia e la filosofia soprattutto, lavorano ormai da un paio di decenni. Molte grandi ide- e, che hanno percorso il pensiero filosofico, in questi ultimi anni, di passaggio, dalla modernità alla post – modernità, si devono agli scrittori di fantascienza. La letteratura fantascientifica ha le sue radici nell’Ottocento, sulla spinta del grande sviluppo della civiltà industriale. Il nuovo punto di passaggio, oggi, è costituito dal transito dalle comunicazioni di massa alle reti, che costituiscono un territorio del tutto nuovo perché sono permeate da forti componenti di virtualità, elemento che, proprio perché si oppone, concettualmente, al “reale” lascia grande spazio al fiorire di componenti ipotetiche, fanta- scientifiche appunto. In realtà reale e virtuale non sono sempre antitetici; si potrebbe affermare che, in alcune situazioni, il virtuale “amplifica” il reale. Si pensi ad un’operazione chirurgica, in cui alle im- magini reali, del corpo del paziente, sono sovrapposte quelle virtuali: ciò aumenta la leggibilità delle immagini stesse, permettendo una maggiore precisione di intervento. “Si può affermare che il virtuale è simile ad un nuovo mondo, ad una nuova America; esso ci permette di accrescere le nostre capacità di capire il reale. […] Il virtuale è una neo – realtà, astratta e matema- tica, creata con dei modelli e dei linguaggi particolari. Il virtuale diventa il lato astratto della nostra comprensione del mondo reale”. QUEAU Philippe, Tra reale e virtuale,

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Mondini Contatta »

Composta da 334 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5058 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.