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The WTO Agreement on Government Procurement: storia, evoluzione e applicazione all'interno dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Gimma
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia degli scmbi internazionali
  Relatore: Bruna Lazzerini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

I governi di tutto il mondo sono portati ad acquistare prodotti come imput nella produzione di beni pubblici e servizi (siano essi beni e servizi per educazione, di difesa, infrastrutture, utilities o sicurezza). In corrispondenza del sistema economico interno nazionale, gli acquisti governativi di solito costituiscono il 10% del proprio prodotto interno lordo. Se vengono prese in considerazione anche le imprese pubbliche, i monopoli regolamentati e i governi regionali, la percentuale cresce. Da questo ne deriva che più uno stato è influente e potente, più importante dovrà essere l’efficienza nel processo di appalto pubblico. Ogni governo si preoccupa di massimizzare l’uso delle proprie risorse scarse così da sviluppare diverse procedure e meccanismi per assicurarsi che gli agenti (le entità pubbliche) mettano in appalto beni e servizi in accordo con gli obiettivi dei principali . Un elemento comune a tutte queste procedure è la richiesta che i potenziali fornitori competano per il lavoro del proprio stato.L’obiettivo di minimizzazione dei costi sottostante i requisiti di offerta competitiva è controbilanciato da una maggiore o minore attenzione ad altri obiettivi, come il desiderio di promuovere lo sviluppo di un’industria nazionale o di una determinata tecnologia, nonchè per una questione di sicurezza nazionale.L’importanza di questi nuovi obiettivi provoca molto spesso una discriminazione nei confronti dei fornitori stranieri, che può andare ben oltre il semplice settore.Proprio per il fatto che l’appalto pubblico potesse risultare inefficiente nel soddisfare gli obiettivi previsti, ebbero inizio alcune negoziazioni in materia di appalto pubblico che diedero vita al GPA firmato nel 1994 a Marrakesch. Questa tesi cercherà di toccare tutti questi argomenti, cercando di inserirli anche nell’ottica europea. Il primo capitolo di questo elaborato è dedicato alla storia e alla genesi del GPA. Una breve escursione dalle discussioni in seno all’International Trade Organization, fino alla prima stipulazione del GPA in ambito GATT, con tutte le sue revisioni fino ad arrivare al GPA redatto in seno al WTO nel 1994 Il secondo capitolo invece si occupa della struttura e dei contenuti dell’Accordo, toccando anche alcune controversie in materia, che si sono verificate sia nell’ambito del GATT/GPA che nel WTO/GPA. Il terzo capitolo invece, andrà ad analizzare l’evoluzione del recepimento delle disposizioni internazionali da parte dell’Unione Europea, partendo dalle prime direttive del 1989 e quelle che regolavano gli appalti pubblici, passando poi alle direttive 97/52 e 98/04 che esprimono un primo tentativo di armonizzazione con le disposizioni del GPA, per poi arrivare alle direttive 17 e 18/2004 che integrano le direttive precedenti e offrono un contributo fondamentale all’innovazione dell’appalto, anche in vista dell’entrata in vigore dell’Euro e di altre procedure che lo sviluppo della tecnologia ha permesso (ad esempio le aste elettroniche). Infine la più recente tra le direttive la 66/2007, entrata in vigore il mese scorso che ingloba le precedenti direttive inerenti alle procedure di ricorso, e che si allinea con gli obblighi internazionali espressi nel GPA . Il quarto capitolo infine, si occupa dell’introduzione all’UNCITRAL Model Law, che non è considerato un Accordo ma una serie di raccomandazioni che però hanno avuto un’influenza rilevante per i Paesi meno sviluppati, permettendo loro di modellare i loro sistemi interni e di portarli sullo stesso livello di quelli industrializzati, fornendo loro le capacità necessarie per chiedere l’accesso al GPA stesso, che altrimenti non avrebbero potuto chiedere. Verrà inoltre messo a confronto con l’Accordo GPA, evidenziandone affinità e differenze, anche alla luce della sua recente revisione.

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Capitolo 1: Storia delle negoziazioni multilaterali in materia di appalto: dall’ITO al WTO 1.1: Genesi ed evoluzione dell’Accordo Generale sulle tariffe doganali e sul Commercio: Una panoramica generale La conclusione dell’Accordo Generale sulle Tariffe Doganali e sul Commercio rientra nel più generale processo di ricostruzione delle relazioni interstatali avviati subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, allo scopo di creare stretti legami di cooperazione economica, oltre che politica, tra gli Stati. Ancor prima del termine del conflitto, appariva evidente che la pace si sarebbe instaurata e mantenuta non solo grazie alla conclusione di accordi che sancissero l’illiceità dell’uso della forza nelle relazioni internazionali, ma anche attraverso la predisposizione di strumenti normativi finalizzati ad una più completa collaborazione in campo economico. Prima dello scoppio della prima guerra mondiale, l’adozione di politiche liberiste si era rivelata inadeguata a salvaguardare la pace, e perfino le politiche estreme di nazionalismo economiche e di beggar-thy-neighbor , considerate indispensabili per far fronte alla grande crisi degli anni venti, sono generalmente riconosciute come una delle cause dello scoppio del conflitto mondiale. Le iniziative di alcuni Stati, principalmente Stati Uniti e Gran Bretagna, contribuirono all’affermazione di un sistema multilaterale degli scambi commerciali di impostazione “neoliberista”, nel quale gli ostacoli al commercio e ai pagamenti sarebbero stati progressivamente ridotti ed applicati in maniera non discriminatoria 1 .Tale risultato sarebbe stato conseguito grazie alla creazione e al buon funzionamento di alcune istituzioni internazionali intergovernative. Con la conclusione di accordi internazionali si intendeva raggiungere due obiettivi: da un lato, sottoporre gli Stati ad un sistema articolato di diritti ed obblighi in materia di cooperazione commerciale, sia monetaria che finanziaria, al fine di raggiungere una liberalizzazione dei rapporti economici internazionali. Dall’altro, creare istituzioni intergovernative competenti in questi stessi settori le quali, seppur dotate di limitati poteri d’intervento a livello nazionale, sarebbero state di sicuro in grado di incidere in maniera 1 Gardner, S. “Sterling Dollar Diplomacy in Current Perspective.The Origins and the Prospects of our International Economic Order” New York, 1980 7

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