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La comunicazione dell'ufficio turistico. Confronto tra il modello francese e quello italiano.

Dopo aver constatato l’eterogeneità dei differenti uffici turistici italiani, abbiamo analizzato le principali forme di comunicazione che si possono riscontrare in un ufficio turistico. Si può notare come la comunicazione assuma particolare importanza in Francia, tanto da dipendere da regole ben precise, seguendo le quali l’ufficio adempie efficacemente alle proprie funzioni.
In Italia, mancando delle direttive generali e, sottovalutando il fattore comunicativo, l’ufficio turistico finisce involontariamente per adempiere ai propri compiti in maniera meno efficace.

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3 INTRODUZIONE La comunicazione è un elemento di primaria importanza all‟interno di un ufficio turistico, dato che la funzione principale di quest‟ultimo è quella d‟informare il turista e quindi comunicare, interagire con lui. Di conseguenza la comunicazione non può e non deve essere improvvisata ove si voglia adempiere in maniera efficace a questa funzione. La situazione italiana ha forse contribuito a sminuire la centralità del ruolo comunicativo, probabilmente involontaria conseguenza della gestione della materia turistica. Ricordiamo infatti che, con la riforma del 2001, il turismo diventa di competenza legislativa residuale regionale (le materie non esplicitamente elencate nell‟art. 117 tra quelle di competenza esclusiva dello stato vengono considerate di competenza regionale). A distanza di una ventina di giorni viene però emanata la legge quadro sul turismo (legge 135/01) il che contrasta in linea di principio con l‟autonomia affidata alle regioni: emanare una legge quadro significa infatti considerare il turismo ancora di competenza statale. Molte regioni trovano questa legge incostituzionale e decidono quindi di impugnarla. Alla fine, la sentenza 197/03 della Corte Costituzionale decreta che l‟art. 117 assegna alle regioni la possibilità d‟intervenire intermini di turismo, ma fintanto che le regioni non adottino la loro legge, la normativa precedente continuerà ad essere valida secondo il “principio di continuità dell‟ordinamento”. Sicuramente la riforma aveva intenzioni positive: le regioni italiane sono molto diverse tra loro dal punto di vista climatico, geografico, artistico/culturale e sociale, perciò si è pensato che fosse più appropriato consentire all‟autonomia regionale di gestire la propria realtà territoriale nella maniera che ritenesse più opportuna. Se consideriamo poi che ogni regione si avvale dell‟ausilio di enti provinciali e locali, la situazione si diversifica ulteriormente. È quindi difficile parlare di un “modello italiano” in ambito turistico. A riprova di ciò si possono confrontare le risposte risultanti dal questionario esposto nel capitolo tre “disegno della ricerca”, dove vengono spiegate appunto le modalità di acquisizione dei dati e di sviluppo della tesi. Il primo capitolo introduce, invece, una panoramica generale sulla comunicazione nel turismo, mentre il secondo individua più precisamente l‟ambito dell‟ufficio turistico. I capitoli

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale

Autore: Laura Crestani Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 805 click dal 11/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.