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Aspetti della vita religiosa nella diocesi di Bergamo (1880-1896)

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Benvenuto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1975-76
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Luisa Dodi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

La tesi analizza la realtà religiosa e parrocchiale della bergamasca alla fine dell’ottocento, periodo nel quale nacque e si sviluppò con successo l’azione sociale del movimento cattolico. In modo particolare, quest’analisi si prefigge l’obiettivo di meglio comprendere la realtà della vita bergamasca del tempo e l’influenza che si di essa esercitava il clero, anche al di fuori del movimento cattolico organizzato. Per svolgere questo lavoro si sono esaminati i questionari della visita pastorale di monsignor Guindani, vescovo di Bergamo dal 1868 al 1891, che si sono rivelati importanti per la ricchezza di informazioni sia riguardo alla vita religiosa dei fedeli, sia riguardo all’organizzazione parrocchiale; si sono poi esaminate le lettere pastorali per rilevare le direttive fornite ai parroci dall’autorità ecclesiastica. Dall’analisi emerge lo stretto rapporto tra il clero bergamasco e i propri fedeli: il sacerdote era molto rispettato, sia per l’indubbia autenticità della vocazione che per la frugalità, se non povertà, dei costumi, e riscuoteva la fiducia incondizionata della popolazione di cui, quasi sempre, condivideva la vita. Emerge anche quanto la parrocchia fosse, nonostante la forte emigrazione e l’ incipiente industrializzazione, il fulcro centrale della vita del paese, il punto di riferimento principale per tutti i fedeli, numero che coincideva , in pratica, con quello degli abitanti del paese. Emerge, insomma, come nel periodo esaminato, fosse notevole l’incidenza religiosa e saldo il nucleo parrocchiale, formato dal parroco e dai suoi fedeli.

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CAPITOLO I REALTÀ POLITICA E RELIGIOSA NELLA BERGAMASCA NELLA SECONDA METÀ DEL SECOLO XIX CENNI SULLA SITUAZIONE ECONOMICA NELLA PROVINCIA DI BERGAMO Nella seconda metà dell’ottocento le attività economiche prevalenti nella provincia di Bergamo erano l’agricoltura, la pastorizia in montagna e la bachicoltura in pianura. In montagna prevaleva la piccola proprietà contadina; in collina e in pianura, dove dominavano le grandi e medie proprietà dei nobili e delle pie istituzioni, le forme prevalenti 1 erano la mezzadria e l’affittanza. La piccola proprietà diffusa in montagna spesso consisteva in poche centinaia di metri quadrati e non bastava alla sussistenza dei contadini, soprattutto dove erano decaduti gli usi civici, come il ‘diritto di legnatico’ o il ‘diritto di pascolo’. Facilmente allora i contadini 2 ricorrevano all’emigrazione sia interna alla provincia, che nel resto d’Italia e all’estero. In pianura, il contratto mezzadrile rendeva particolarmente dure le condizioni dei 3 contadini, soprattutto per l’imposizione degli ‘appendizi’ che variavano a seconda del padrone o del luogo, ma erano sempre molto gravosi per i contadini. I più comuni ‘appendizi’ erano: l’affitto della casa detratto dalla parte spettante al contadino; il parto di banco, che consisteva in questo a una data quantità di terreno ricevuto in mezzadria 4 corrisponde nel contadino l’obbligo di coltivare gratuitamente una data quantità di prato ; l’ ‘obbligo della giornata’, cioè l’obbligo di lavorare a un compenso bassissimo i campi del padrone per un numero di giornate che il padrone stesso stabiliva. Il contratto di mezzadria restava il più diffuso nella provincia di Bergamo, dove non era avvenuta la forte trasformazione capitalistica dell’agricoltura comune nel resto della pianura padana: i ‘fittabili’ che prendevano in affitto i grandi fondi della classe nobiliare non potevano, o non volevano investire capitali in una grande azienda agricola, ma preferivano suddividere il fondo in piccoli poderi che affidavano, generalmente a mezzadria, ai contadini. 1 cfr I. Cantù Storia di Bergamo e della sua provincia, Bergamo 1860. E’ importante tener presente che la superficie agraria e forestale produttiva occupava un’area di 244500 ettari pari all’89% dell’intera provincia, A. Pesenti Vita e progresso nella provincia di Bergamo, Bergamo 1914 p.396 2 A. Gasparini Monografia agricola della provincia di Bergamo, Bergamo 1881 3 F. Maironi La condizione dei contadini nella provincia di Bergamo, Bergamo 1902, p.11 4 Maironi, op. cit. p.14 2

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Parole chiave

bergamo xix secolo
camillo guindani
clero bergamasco
movimento cattolico
visita pastorale

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