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Leadership dei coordinatori infermieristici nei contesti di qualità delle prestazioni

Questo lavoro di tesi si propone di comparare i risultati di un indagine caapce di sondare i diversi stili di leadership esercitati dai coordinatori infermieristici, ed i livelli di qualità dell’assistenza (con particolare riguardo alla presenza, e utilizzo, di contestualizzati sistemi di valutazione del personale e di job description) presenti nelle unità operative da loro gestite. La ricerca è stata svolta individuando dieci realtà operative di due Aziende Sanitarie pubbliche del nord Italia. Gli obiettivi del progetto nascono dalla ricerca bibliografica inerente alla leadership in ambito infermieristico, la quale si trova quasi sempre accostata a tematiche come quelle del Burnout e del Job Satisfaction, che oggi possono essere adeguatamente misurati (attraverso validati strumenti d’indagine) risultando sempre più frequentemente correlati con determinati stili di condotta dei gruppi da parte dei manager. Nello specifico, quello che si è cercato di stimolare, attraverso l’intero progetto, è un dibattito critico sull’ importanza del ruolo del coordinatore infermieristico come leader, e sulle implicazioni che i comportamenti sociali, comunicazionali ed emozionali, che esso quotidianamente sceglie di operare, influiscano sul clima e sulla organizzazione dei gruppi. un accostamento critico tra una misurazione della leadership dei coordinatori. Attraverso un questionario eterovalutato (Multifactor Leadership Questionnaire, MLQ : Avolio, Bass, Jung; 1999), ed una check, list formata da elementi misurabili (indicatori) di qualità dell’assistenza, derivanti dagli standard Joint Commission International, si sono poste in evidenza analogie e differenze tra gli stili di leadership esercitati dai coordinatori e i diversi risultati raggiunti in materia di qualità dell’assistenza.
Il fine ultimo di chi ha redatto questo progetto è perlopiù volto al “rilancio” dell’ argomento leadership-qualità dell’assistenza, soprattutto inteso come tema futuro di ricerca in campo infermieristico. L’ obiettivo a lungo termine è quello di poter definire (in modo inferenziale), quello che ora si può solo teoricamente ipotizzare, ovvero un correlazione tra gli stili di conduzione dei gruppi infermieristici (o sanitari più in generale), ed i possibili successi in termini di qualità, intesa come: ”capacità di migliorare lo stato di salute e di soddisfazione di una popolazione, nei limiti concessi dalle tecnologie, dalle risorse disponibili, e dalle caratteristiche dell’utenza” (Palmer 1998).

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PREMESSA Quando ci si “avvicina” al termine “Qualità”, per definirne gli aspetti, si deve tener conto della dimensione, generalmente astratta, del concetto che esso genera in ognuno di noi. Relativamente ai contesti, ai livelli sociali (nonché ai momenti storici), all’interno dei quali la qualità ha conosciuto la sua evoluzione, se ne possono riscontrare definizioni e sviluppi anche molto differenti. Una delle definizioni possibili di qualità, che la Carta Europea della Qualità ha emesso nel 2000 dice che: “La Qualità è un obiettivo di eccellenza dell’organizzazione. La Qualità è anche una metodologia e una via per promuovere la partecipazione attiva degli individui, basata sul coinvolgimento e sulla responsabilità di ciascuno”. Il pensiero continua, specificando l’importanza di ogni soggetto, qualsiasi sia il ruolo che esso è chiamato a ricoprire (cliente, fornitore, portatore d’interesse), nel reale processo di sviluppo della qualità, compresa la qualità della vita stessa. L’ inizio del complesso iter storico che il processo di evoluzione della qualità ha conosciuto, si può identificare con il: “bisogno di controllo del prodotto” avvertito inizialmente (già più di un secolo fa) nel settore manifatturiero. Al fine di trarre preziosi elementi di miglioramento dagli errori rilevati, si iniziarono a porre in essere vere e proprie strategie di controllo della qualità, evolutesi poi anche verso una considerazione delle aspettative della clientela. Con il passare del tempo, e il conseguente sviluppo di tutto i settori afferenti al mondo industriale, i sistemi produttivi hanno conosciuto un incremento degli interessi rivolti ai sistemi di qualità, non solo come forma di garanzia di un migliore prodotto, ma anche come metodo per il governo dei processi di produzione, e non ultimo, come “assicurazione” nei confronti della clientela. Solamente dopo l’avvento dell’era post-industriale (fine ’70, inizio ’80), la qualità ha iniziato ha farsi conoscere anche in quelle che oggi vengono definite: “Aziende di Servizi e di Servizio alla Persona”, che fanno capo al settore socio-sanitario. 8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Matteo Seligardi Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.