Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L’immigrazione straniera nella città di Pisa: dalla gestione dell’emergenza al progetto d’interazione multiculturale

Il lavoro da me redatto parte dalla diretta osservazione del fenomeno migratorio nella città di Pisa e dall'esperienza di Servizio Civile Nazionale svolta presso il Consultorio Immigrati dell Asl5. Attraverso l'eccesso ai dati messimi a disposizione dagli enti locali, e attraverso le interviste concessemi dagli "addetti ai lavori", mi è stato possibile tracciare un quadro descrittivamente critico che mettesse in luce le criticità della gestione dell'accoglienza dello straniero e la sua eventuale permanenza sul luogo. Il luogo, la città, i suoi spazi, le associazioni culturali di e per immigrati, sono divenute oggetto di studio, tappe di un percorso che ha portato ad avvalorare l'ipotesi circa la potenzialità di una politica locale improntata sull'interazione dell'immigrato con la città ospitante. Sono stati individuati i bisogni primari dell'essere umano immigrato, ai quali rispondono i servizi socio sanitari territoriali, e quelli più complessi dello straniero in quanto essere sociale, che una volta superate le difficoltà prodotte da una legislatura, come quella italiana, scarna e inadeguata, in materia d'immigrazione, riscopre la voglia di partecipare alla vita comunitaria e ricostruirsi un'identità in un luogo non più sconosciuto ma familiare.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE L‟elaborato qui presentato si propone l‟obiettivo di descrivere quali siano gli strumenti a servizio degli enti locali al fine di promuovere l‟interazione dei cittadini immigrati con il territorio pisano, prestando particolare attenzione al valore che possono assumere i luoghi, pubblici e privati, nell‟iter che porta lo straniero dal primo approdo alla permanenza nella città. L‟idea di trattare tale argomento è nata grazie alla possibilità offertami dalla Dott.ssa Giuseppina Trimarchi, Responsabile dell‟Unità Funzionale Consultoriale della Zona Pisana, Asl 5, di collaborare all‟attività del Consultorio Immigrati di Via Cilea, giacché volontaria del Servizio Civile Nazionale. Il servizio prestato all‟interno della struttura, la visione quotidiana del lavoro degli operatori sanitari e sociali, delle associazioni che ruotano intorno a questa realtà, e soprattutto il contatto con l‟utenza immigrata, hanno innestato una serie di riflessioni sfociate nell‟analisi qui riportata. Tutte le dinamiche vissute in prima persona, sono state un input per avviare una valutazione su quale sia la qualità della vita degli immigrati nella città di Pisa, come l‟amministrazione comunale gestisca il momento dell‟accoglienza dei nuovi arrivati, quali siano i servizi messi a disposizione al fine di promuovere l‟integrazione dello straniero nella società pisana, come gli immigrati reagiscano a questi sforzi e cosa facciano per collaborare nella riuscita di tale percorso. E‟ stato importante tracciare fin dall‟inizio il quadro della presenza straniera nella città, sia per capire quale fosse l‟immigrato “tipo” presente sul territorio (età, sesso, provenienza, modello insediativo, importanza della comunità d‟appartenenza nel panorama cittadino), sia per rendersi conto della realtà dei fatti, visto l‟uso demagogico che la politica fa di questo tema e i dati da invasione che i media propongono. Il primo capitolo è dunque prettamente descrittivo: un breve excursus sulla storia delle migrazioni dal primo „900 a oggi fa luce sulle difficoltà del nostro Paese nell‟affrontare il fenomeno migratorio, lasciato in balia di sanatorie e respingimenti, trattato più come sintomo d‟insicurezza nazionale che come parte di un processo di ristrutturazione sociale obbligatoria nell‟età contemporanea. Da qui, la reazione delle amministrazioni locali, in termini di politica, a una legislatura poco chiara e poco incline a mettere l‟uomo e i suoi bisogni al centro della propria dialettica. La Regione Toscana in generale, e la Provincia e il Comune di Pisa in particolare, si sono rivelate un unicum in Italia, dotandosi di provvedimenti e organismi che mettano la persona al centro di qualsiasi azione in tema d‟immigrazione, in quanto essere sociale e portatore di diritti fondamentali, quali salute, casa, lavoro e assistenza sociale. Dopo aver chiarito quali siano i numeri reali riferibili alla zona pisana, si è proceduto con l‟analizzare quali siano i bisogni primari di un immigrato appena approdato e chi si occupa di soddisfarli. La ricerca è stata condotta adottando il metodo dell‟intervista: è stato fondamentale rintracciare e parlare con i rappresentanti degli enti che propongono i servizi e verificare l‟efficacia di questi attraverso lo sguardo multifocale degli operatori stranieri che operano nel medesimo settore. Questi “operatori ponte”, consapevoli degli sforzi sostenuti dall‟amministrazione pubblica per favorire gli immigrati nell‟accesso ai servizi, sono anche in grado di cogliere le problematiche vissute dal migrante e capaci di mediare fra le due parti. Ne viene fuori una visione costruttivamente critica di quali siano le concrete necessità degli utenti e su quali strade si debba muovere il terzo settore per soddisfarle e avviare così un progetto che sia prima di tutto d‟accoglienza del diverso. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Tiziana Etzo Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1456 click dal 13/01/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.