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Fondi strutturali e azione di tutela del paesaggio agricolo in alcune realtà del mediterraneo

Informazioni tesi

  Autore: Michele Pisano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Giovanni Sistu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Il territorio Europeo è costituito prevalentemente da aree rurali, soggette allo spopolamento e alla perdita di competitività rispetto alle aree urbane. Il paesaggio rurale nel mondo industrializzato ha subito profonde trasformazioni. In molti casi ha subito un forte degrado. Un modello di agricoltura intensiva, l’abbandono delle colture locali e il crollo dell’azienda tradizionale hanno determinato la necessità di ripensare l’agricoltura e la tutela del paesaggio. L’Unione Europea si è fatta promotrice di un modello di sviluppo eco-sostenibile delle aree rurali, che integri lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente, nel quale l’agricoltore, oltre a svolgere un’attività economica, sia anche un presidio del territorio e si renda attivamente partecipe della sua tutela. Un intervento di tutela e valorizzazione di un territorio può condurre ad un recupero culturale, ambientale ed identitario della comunità che in esso vive e lavora, ma questo può tradursi in opportunità di sviluppo economico? Questa è la scommessa della politica rurale. Dopo un’attenta descrizione dei principali fondi comunitari, della loro evoluzione nel corso degli ultimi due periodi di programmazione (2000-2006 e 2007-2013), e della loro struttura, vengono confrontate due realtà del Mediterraneo: la Sardegna e l’Andalusia. Sono messi a confronto i singoli piani di sviluppo rurali e i piani operativi regionali nei settori inerenti al mondo rurale, i dati e le osservazioni scaturite dalle rispettive valutazioni, delle esperienze relative alla Sardegna e all’Andalusia. Queste esperienze hanno dato segnali incoraggianti, hanno favorito innovazioni o miglioramenti nella gestione del territorio o sono state attuate semplicemente forme di assistenzialismo?

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CAPITOLO 1 Fondi strutturali: QCS, Obiettivi, Funzioni 1.1 Introduzione L'allargamento a 27 dell'Unione ha reso necessario apportare alcune novità sia nel funzionamento degli organi comunitari sia nella gestione delle politiche. Per questo motivo la nuova politica di coesione 2007 - 2013 si presenta rinnovata negli obiettivi, nella programmazione e negli strumenti. Un‟ innovazione si è resa necessaria in seguito agli obiettivi programmatici inseriti nell‟agenda ideale della UE. Tra questi vanno ricordate le svolte di Lisbona (istruzione e formazione) e Goteborg (ambiente, cambiamento climatico). Infatti, nel consiglio europeo di Lisbona (2000) si gettano le basi per costruire una economia fondata sulla conoscenza e sviluppare una società dell‟informazione. Mentre nel consiglio europeo di Goteborg (2001) si integra la Strategia di Lisbona con gli aspetti della sostenibilità ambientale e si affrontano le politiche economiche, sociali e ambientali in modo sinergico. 1.2 Quadro Comunitario di Sostegno Per ogni ciclo di programmazione di sette anni ogni stato membro deve presentare un documento denominato Quadro Comunitario di Sostegno, strutturato in assi prioritari, che deve essere approvato dalla Commissione europea. Gli assi prioritari sono 6: I - Valorizzazione risorse naturali e ambientali, II - Valorizzazione risorse culturali e storiche, III - Valorizzazione risorse umane, IV - Sistemi locali di sviluppo, V Città - VI - Reti e nodi di sviluppo. Gli assi che maggiormente sono inerenti allo sviluppo rurale sono quelli finanziati dal Feoga (Fondo Europeo di Orientamento e di Garanzia Agricola), in particolare l‟ asse IV - Sistemi locali di sviluppo, ma anche l‟asse I - Valorizzazione risorse naturali e ambientali, in particolare le misure riguardanti il ciclo integrato dell‟acqua nelle aree rurali e la prevenzione degli incendi boschivi. Esso definisce le priorità e le strategie d‟intervento in merito all‟uso dei fondi strutturali europei. La realizzazione del QCS avviene attraverso l‟attuazione di uno o più Programmi Operativi, come ad esempio il P.O.R.(programma operativo regionale). Le regioni italiane comprese nell‟obiettivo 1, in pratica il Mezzogiorno e le isole, hanno redatto il P.O.R., che è organizzato per assi prioritari e riguarda tutti i settori dell‟economia. Le misure del P.O.R. hanno un carattere prevalentemente strutturale e sono cofinanziati dal Fers e dal Fse. Mentre tutte le regioni italiane e le province autonome di Trento e Bolzano hanno redatto il Piano di Sviluppo Rurale, che riguarda solo l‟ambito rurale e ambientale. Le misure del P.S.R. hanno un regime di sostegno diretto e sono cofinanziate dal Feoga-garanzia, nell‟ambito, quindi, della Politica Agricola Comune. 4

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