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Alcuni esempi di città nel musical: New York, Los Angeles, Parigi

Informazioni tesi

  Autore: Fatima Simona Romano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Michele Fadda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Questo lavoro intende prendere sotto esame il musical classico, proponendo come esempi dei film che hanno come sfondo una città in modo emblematico, e che fanno di essa la vera protagonista. I personaggi interagiscono con la città, si immedesimano nella sua vita e nelle sue regole, acquistando i modi di fare propri della città in cui sono collocati.
Nel primo capitolo ho trattato in generale il rapporto tra città, cinema e cultura, cercando di spiegare con riferimenti scientifici i comportamenti insiti nei modi di fare dei cittadini della metropoli, rispetto a quelli del paese e poi rapportando il tutto alla città nel cinema e nel musical in particolare. Prendendo ad esempio Il Mago di Oz e Brigadoon, ho parlato anche della città immaginaria e dell’onirismo. Il musical è un genere nato per intrattenimento ed evasione, e come tale è quello che presenta più spesso dei temi di fantasia. Registi come Vincente Minnelli o Victor Fleming hanno fatto sognare milioni di gente con le loro “favole in musica”, prestando attenzione ad ogni minimo dettaglio nella messa in scena, nel décor o nella fotografia, che potesse stonare. Soprattutto sono stati i grandi precursori dell’uso del colore nel sogno, che hanno saputo utilizzare con grande maestria, influenzando tutti i registi successivi a loro.
Nel secondo capitolo ho trattato New York, la città dove sono stati ambientati più musicals in assoluto. Partendo da un po’ di storia ho cercato di analizzare alcuni dei posti più salienti della città, come Broadway, con le backstage stories di Busby Berkeley, di cui prendo in esempio Quarantaduesima Strada; o Central Park, luogo eletto dagli innamorati, attraverso Spettacolo di varietà di Vincente Minnelli; arrivando poi a parlare dei simboli della Grande Mela, i grattacieli, attraverso l’energia che sprigiona Un giorno a New York, il primo musical girato interamente fuori dai teatri di posa nonché primo dei tre musical della coppia Stanley Donen e Gene Kelly.
Nel terzo capitolo ho trattato Los Angeles, cercando di fare un confronto generale con New York tra dimensione spaziale, cultura, gente e clima. Di questa città ho preso in considerazione due film in particolare, perché analizzano due dei punti chiave della metropoli: Due marinai ed una ragazza, Cantando sotto la pioggia. Il primo perché mette in scena la componente latina nella realtà della metropoli californiana, facendo riflettere sulle differenze caratteriali e culturali della gente americana in confronto con le usanze dei latini. Il secondo è “il musical per eccellenza”, una divertente commedia metafilmica che racconta di Hollywood all’epoca del passaggio dal muto al sonoro, con tutti i suoi problemi di produzione.

Nel quarto ed ultimo capitolo ho spostato i miei orizzonti analizzando Parigi, la città europea che più di tutte ha avuto la fortuna di essere protagonista di musical. Prendendo ad esempio Un americano a Parigi e Cenerentola a Parigi ho analizzato due componenti diverse della cultura di questa città: il flâneur da un lato, legato alla nostalgica visione di una città di altri tempi, e la mondanità della moda dall’altro, simbolo di una modernità dell’epoca, rapportandole anche alla visione dei due registi: Minnelli più nostalgico e sognatore e Donen più realista e moderno.

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INTRODUZIONE Questo lavoro intende prendere sotto esame il musical classico, proponendo come esempi dei film che hanno come sfondo una città in modo emblematico, e che fanno di essa la vera protagonista. I personaggi interagiscono con la città, si immedesimano nella sua vita e nelle sue regole, acquistando i modi di fare propri della città in cui sono collocati. Nel primo capitolo ho trattato in generale il rapporto tra città, cinema e cultura, cercando di spiegare con riferimenti scientifici i comportamenti insiti nei modi di fare dei cittadini della metropoli, rispetto a quelli del paese e poi rapportando il tutto alla città nel cinema e nel musical in particolare. Prendendo ad esempio Il Mago di Oz e Brigadoon, ho parlato anche della città immaginaria e dell’onirismo. Il musical è un genere nato per intrattenimento ed evasione, e come tale è quello che presenta più spesso dei temi di fantasia. Registi come Vincente Minnelli o Victor Fleming hanno fatto sognare milioni di gente con le loro “favole in musica”, prestando attenzione ad ogni minimo dettaglio nella messa in scena, nel décor o nella fotografia, che potesse stonare. Soprattutto sono stati i grandi precursori dell’uso del colore nel sogno, che hanno saputo utilizzare con grande maestria, influenzando tutti i registi successivi a loro. Nel secondo capitolo ho trattato New York, la città dove sono stati ambientati più musicals in assoluto. Partendo da un po’ di storia ho cercato di analizzare alcuni dei posti più salienti della città, come 1

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