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Proprietà di rilassamento di zuccheri in relazione alla bioprotezione

La convergenza di conoscenze diverse nello studio dei sistemi biologici complessi ha portato alla definizione di nuovi modelli interpretativi ed approcci sperimentali innovativi che richiedono competenze proprie di settori anche lontani.
Da un lato, la funzionalità biologica degli organismi viventi è sempre più correlata ad algoritmi molecolari specifici, dall’altro emergono comportamenti fisici, sia macroscopici sia microscopici che assumono significati generali.
Tra i tanti temi oggi dibattuti ed affrontati nei vari laboratori, quello della mobilità dinamica a diverse scale temporali e spaziali investe sia la ricerca fondamentale biofisica-biomolecolare che aspetti applicativi di enorme rilevanza nel mondo biofarmaceutico, agro-alimentare e biomedico.
La tematica centrale riguarda i livelli di mobilità che garantiscono le funzionalità del vivente e la possibilità di modulare queste mobilità in modo da controllare lo stato di quiescenza per un tempo prestabilito. Se macroscopicamente un parametro come la temperatura è in linea di principio in grado di modificare la mobilità molecolare a piacimento, tuttavia il controllo molecolare necessita di strutture stabili e plasmabili secondo regole ben definite. Lo stato vetroso degli zuccheri sembra rispondere a questa richiesta ed è già utilizzato per soddisfare una gran parte delle esigenze precedentemente descritte, sia in natura che in laboratorio.
In questa introduzione, anche se in modo incompleto e frammentario, verranno esposti alcuni argomenti che riguardano gli zuccheri più implicati nei processi di immobilizzazione biomolecolare (bioprotezione), in primis il trealosio, e alcuni elementi di base per la comprensione del comportamento peculiare dello stato liquido sottoraffreddato, fino a giungere allo stato di vetro vero e proprio.

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2 1. Introduzione La convergenza di conoscenze diverse nello studio dei sistemi biologici complessi ha portato alla definizione di nuovi modelli interpretativi ed approcci sperimentali innovativi che richiedono competenze proprie di settori anche lontani. Da un lato, la funzionalità biologica degli organismi viventi è sempre più correlata ad algoritmi molecolari specifici, dall’altro emergono comportamenti fisici, sia macroscopici sia microscopici che assumono significati generali. Tra i tanti temi oggi dibattuti ed affrontati nei vari laboratori, quello della mobilità dinamica a diverse scale temporali e spaziali investe sia la ricerca fondamentale biofisica-biomolecolare che aspetti applicativi di enorme rilevanza nel mondo biofarmaceutico, agro-alimentare e biomedico. La tematica centrale riguarda i livelli di mobilità che garantiscono le funzionalità del vivente e la possibilità di modulare queste mobilità in modo da controllare lo stato di quiescenza per un tempo prestabilito. Se macroscopicamente un parametro come la temperatura è in linea di principio in grado di modificare la mobilità molecolare a piacimento, tuttavia il controllo molecolare necessita di strutture stabili e plasmabili secondo regole ben definite. Lo stato vetroso degli zuccheri sembra rispondere a questa richiesta ed è già utilizzato per soddisfare una gran parte delle esigenze precedentemente descritte, sia in natura che in laboratorio. In questa introduzione, anche se in modo incompleto e frammentario, verranno esposti alcuni argomenti che riguardano gli zuccheri più implicati nei processi di immobilizzazione biomolecolare (bioprotezione), in primis il trealosio, e alcuni elementi di base per la comprensione del comportamento peculiare dello stato liquido sottoraffreddato, fino a giungere allo stato di vetro vero e proprio.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Francesco Nodale Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 594 click dal 14/01/2011.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.