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Un'analisi dell'offshoring di ricerca e sviluppo nei Paesi emergenti

Il presente lavoro si propone di analizzare gli investimenti diretti esteri (IDE) in ricerca e sviluppo (R&S) rivolti alle economie emergenti - ed in particolare al Brasile, alla Russia, all’India, alla Cina, a Singapore e a Taiwan (BRICST) - dalle imprese multinazionali (IM) dei paesi sviluppati, membri dell’Organization for Economic Co-operation and Development (OECD).
Tale lavoro è stato ispirato dai recenti trend che stanno trasformando il volto dell’internazionalizzazione delle imprese, ed in particolare della R&S. Quest’ultima è sempre più frequentemente oggetto di un processo di frammentazione e di rilocalizzazione in paesi con salari più bassi e ricercatori con capacità adeguate. In particolare, essa è interessata sia da fenomeni di offshoring che di outsourcing. inoltre le economie emergenti diventano sempre più frequentemente meta di investimenti in R&S da parte di imprese multinazionali degli Stati sviluppati. Ma anche a livello qualitativo si assiste a significativi cambiamenti. Tradizionalmente, infatti, la delocalizzazione dell’attività di R&S in tali paesi ha avuto il mero scopo di adattare prodotti e processi alle condizioni locali, intervenendo sulla tecnologia esistente per renderla più efficiente nel nuovo contesto. Essa è stata inoltre tradizionalmente animata da una logica orientata alla ricerca di mercati di sbocco, al superamento delle barriere all’importazione, all’accesso ai mercati vicini, nonché alla migliore comprensione dei gusti dei consumatori. Tuttavia negli ultimi anni, in virtù soprattutto dell’ampio bacino di ricercatori qualificati e a basso costo e degli incentivi governativi offerti da tali paesi, si è assistito ad una crescente delocalizzazione in tali paesi di attività di R&S più sofisticate, volte all’ampliamento della tecnologia sviluppata dalla casa-madre e legate a risorse tecnologiche relativamente alle quali sia la casa-madre che il contesto locale presentano molti punti di forza. La globalizzazione, dopo aver rimodellato i mercati del capitale, delle merci e dei servizi, integra sempre più anche i mercati della tecnologia e della conoscenza, determinando una nuova mobilità dell’innovazione. Lo studio della R&S condotta specificamente nelle economie emergenti non è stato ancora particolarmente approfondito dalla letteratura, poiché l’offshoring di attività innovativa in questi paesi è un fenomeno relativamente recente . Tale letteratura si interroga se la R&S nelle economie emergenti incrementi la R&S domestica oppure la rimpiazzi. La letteratura esistente scarseggia tuttavia di analisi effettuate a livello di impresa volte ad indagare gli effetti dell’offshoring di R&S sulla performance propriamente finanziaria dell’impresa. Moltissimi studi hanno analizzato invece gli effetti dell’internazionalizzazione della produzione e di altre funzioni dell’impresa sulla performance finanziaria della stessa.
Questa tesi intende contribuire a questa letteratura, in particolare analizzando se tra la R&S condotta a casa e quella dislocata nelle economie emergenti vi sia o meno una relazione, confermando l’essenzialità della R&S domestica.
In particolare, essa si propone di rispondere ai seguenti tre quesiti.
1) Esiste una relazione tra la R&S condotta a casa e gli IDE in R&S nelle economie emergenti?
2) Vi sono differenze negli effetti sulla performance finanziaria tra le imprese che effettuano investimenti in uno dei paesi emergenti considerati piuttosto che in un altro?
3) Quali sono queste differenze?
Quest’argomento verrà affrontato in quattro capitoli. Nel secondo capitolo verranno descritti i trend connessi all’offshoring di R&S e analizzate le dinamiche che caratterizzano l’azione e le scelte dell’impresa lungo i due assi della centralizzazione/dispersione e dell’internalizzazione/esternalizzazione dell’attività di R&S, avendo riguardo alla principale letteratura in merito. In tale capitolo verrà inoltre rivista criticamente la letteratura sugli effetti dell’offshoring di R&S, focalizzandosi su due meccanismi, il trasferimento inverso di tecnologia e le esternalità di conoscenza. Oggetto del terzo capitolo sarà la descrizione della banca-dati, costruita ai fini dell’analisi empirica, nonché un’analisi descrittiva delle imprese coinvolte, in termini di settore industriale, di dimensione, origine geografica, ed una descrizione delle economie dei paesi ospiti. Nel quarto capitolo verranno descritte le variabili utilizzate e le metodologie di analisi statistica utilizzate per l’indagine empirica. In tale capitolo saranno inoltre discussi i risultati. L’ultimo capitolo conclude il lavoro e delinea alcune possibili prospettive future di ricerca.

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CAPITOLO I INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di analizzare gli investimenti diretti esteri (IDE) in ricerca e sviluppo (R&S) rivolti alle economie emergenti - ed in particolare al Brasile, alla Russia, all’India, alla Cina, a Singapore e a Taiwan (BRICST) - dalle imprese multinazionali (IM) dei paesi sviluppati, membri dell’Organization for Economic Co-operation and Development (OECD). Tale lavoro è stato ispirato dai recenti trend che stanno trasformando il volto dell’internazionalizzazione delle imprese, ed in particolare della R&S. Quest’ultima è sempre più frequentemente oggetto di un processo di frammentazione e di rilocalizzazione in paesi con salari più bassi e ricercatori con capacità adeguate. In particolare, essa è interessata sia da fenomeni di offshoring che di outsourcing. L’offshoring è definito come la localizzazione o il trasferimento di attività all’estero attraverso un processo di internalizzazione, ovvero attraverso un trasferimento di attività della catena del valore dalla casa- madre alle sue affiliate. L’outsourcing costituisce invece una cosciente abdicazione di alcune attività a favore di soggetti esterni all’impresa (Contractor et al. 2010). In particolare, le economie emergenti diventano sempre più frequentemente meta di investimenti in R&S da parte di imprese multinazionali degli Stati sviluppati. Ma anche a livello qualitativo si assiste a significativi cambiamenti. Tradizionalmente, infatti, la delocalizzazione dell’attività di R&S in tali paesi ha avuto il mero scopo di adattare prodotti e processi alle condizioni locali, intervenendo sulla tecnologia esistente per renderla più efficiente nel nuovo contesto. Essa è stata inoltre tradizionalmente animata da una logica orientata alla ricerca di mercati di sbocco, al superamento delle barriere all’importazione, all’accesso ai mercati vicini, nonché alla migliore comprensione dei gusti dei

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Vanessa Aiosa Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.