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Lo sviluppo sostenibile e le relazioni con lo spazio geografico: il caso Fiat

Informazioni tesi

  Autore: Martino Antonio Palmieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Antonietta Ivona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Nel suo significato etimologico il termine geografia deriva dal greco geo (terra) + graphìa (scrittura). In particolare la geografia economica studia l’insieme delle relazioni che legano i vari elementi naturali, antropici, economici ed il modo in cui le diverse strutture complesse interagiscono fra loro in uno spazio geografico definito, creando fenomeni economici enormemente diversificati di livello macroeconomico e/o locale. Tali relazioni generanti lo spazio geografico posso essere sia rappresentate dallo scambio di beni, servizi, informazioni tra i diversi ambiti territoriali (relazioni orizzontali) sia rappresentate da numerosi legami fra i soggetti economici e le caratteristiche geomorfologiche e strutturali delle diverse realtà territoriali (relaziono verticali).
A fine Ottocento, nell’ambito della nuova scienza geografica, la geografia economica era di fatto geografia commerciale, coloniale, consistente nell’elencazione di risorse e prodotti di paesi e regioni. Se da un lato quest’ultima geografia si sarebbe limitata a descrivere, la nuova geografia sarebbe stata in grado di comprendere e spiegare la realtà e di fare previsioni. Alla nuova geografia, era infatti estraneo l’interesse per la storia bensì, ciò che interessava era piuttosto comprenderne le tendenze evolutive e prevederne gli sviluppi.
Oggi quindi, la geografia economica, sviluppa il suo filone attraverso la lettura del territorio osservando i luoghi, l’individuazione delle relazioni strategiche per l’organizzazione territoriale, l’analisi dei processi dinamici di sviluppo e la comprensione delle interconnessioni tra fenomeni aventi scale diverse (es. economica, statistica, sociale). Tra i diversi ambiti la geografia economica dedica particolare attenzione alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile che rende possibile la soddisfazione dei bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere alle loro o, per meglio dire lo sviluppo sostenibile consente di integrare nello sviluppo delle politiche territoriale obiettivi economici, sociali e ambientali garantendo alle generazioni future di godere almeno dello stesso livello di risorse di cui disponiamo noi oggi.
Il presente lavoro persegue l’obiettivo di evidenziare come il Gruppo FIAT e quindi la più grande impresa industriale italiana, tra i fondatori dell’industria automobilistica europea, il cui core business è focalizzato sul settore auto motive, si impegna a fare proprio il concetto stesso di sostenibilità, intesa quest’ultima come un vero e proprio modo di fare impresa, a livello economico, sociale e ambientale al fine di ottimizzare i processi produttivi, valorizzare le risorse umane e migliorare la customer experience. Dietro a queste affermazioni, c’è un impegno serio, c’è un’intera cultura aziendale, c’è un metodo di gestione responsabile, nella convinzione che sia questa l’unica strada ad assicurare merito e dignità a qualunque risultato. Ciò viene dimostrato dal fatto che, nonostante il difficile contesto di mercato, il Gruppo continua a investire sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale raggiungendo obiettivi importanti comunicati mediante la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2009.
Nel primo capitolo viene analizzata l’evoluzione storica della FIAT, passando dalla costituzione avvenuta nel 1899, al miracolo economico degli anni ’50, all’utilizzo delle prime attrezzature automatiche, fino all’attuale gestione dirigenziale da parte del presidente Jonh Elkan e dell’amministratore delegato Sergio Marchionne.
Nel secondo capitolo viene osservata la struttura del profilo del Gruppo FIAT, con particolare attenzione all’attuale fase di spinn-off che vedrà la nascita di due realtà distinte FIAT & FIAT INDUSTRIAL. Nello stesso viene presentato l’attuale scenario tra tradizione e innovazione intesa quest’ultima come responsabilità sociale dell’impresa e quindi del Gruppo FIAT.
Infine nel terzo capitolo viene evidenziato l’approccio integrato del Gruppo FIAT al concetto di sostenibilità e di sviluppo sostenibile, che viene definitivo un impegno responsabile. A conferma che la sostenibilità è un modo di fare impresa, nel 2009 FIAT s.p.a. è stata riconosciuta leader di sostenibilità entrando negli indici Dow Jones Sustainability (DJSI) World e Dow Jones Sustainability STOXX, ricevendo diversi riconoscimenti tra cui SAM Sector Mover e SAM Gold Class.

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4 Cap. 1 – L’EVOLUZIONE STORICA DELLA FIAT 1.1 Dalla sfida dei fondatori alla nascita del Lingotto (1899 – 1929). L’undici luglio 1899 1 nove tra imprenditori e nobili piemontesi firmarono l’atto costitutivo, con un capitale sociale di 800 mila lire (5 miliardi di oggi) della inizialmente denominata “Fabbrica Italiana di Automobili Torino Società Anonima” successivamente divenuta “Fabbrica Italiana Automobili Torino” più semplicemente “FIAT”. È l’atto di nascita della FIAT, l’azienda destinata a diventare, in poco tempo, uno dei maggiori gruppi industriali del mondo. La nascita della FIAT è una sfida che vede impegnato in prima linea un ex ufficiale di cavalleria, Giovanni Agnelli che, grazie alla sua determinazione e visione strategica, nel 1902 divenne amministratore delegato. Fu proprio lui ad orientare lo sviluppo dell’Azienda sulle due direttrici che la caratterizzeranno nel futuro, ossia la diversificazione produttiva e l’attenzione ai mercati più allettanti, infatti, in pochi anni l’originario stabilimento di Corso Dante non bastava più, si pensò subito ad ampliarlo e a trasferire alcune lavorazioni. Nel 1906 il valore delle vendite raggiunse i 6 milioni di lire, su un totale di 8 e tutto questo confermò quanto scritto dalla Gazzetta Piemontese il giorno dopo la nascita dell’azienda. Nel riportare la notizia, la stampa, osservava che l’industria sembrava esser destinata ad un grande sviluppo e ad un fiorente avvenire. La Grande Guerra costrinse la FIAT a convertire parte della sua produzione alle esigenze belliche producendo autocarri, mitragliatrici, ambulanze, velivoli, ecc. 1 Il perché della nascita della FIAT nel 1899 a Torino viene spiegato dal concetto stesso di Accidente Storico, con il quale si evidenzia la nascita di imprese (spesso di successo) costituite e sviluppate nella stessa città di origine o di residenza degli stessi fondatori. Fig. 1 – Atto Costitutivo della FIAT (Fonte: www.balillaregistroitaliano.it)

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