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Direzione d'orchestra e interpretazione musicale: passato, presente, futuro

Nell’Ottocento la nascita del concetto di opera musicale ha sollevato un lungo dibattito sull’interpretazione musicale che ha cercato di definire il ruolo dell’interprete, la sua posizione all’interno della creazione musicale. Presupposti, questi, che hanno suscitato il mio particolare interesse, da cui è derivata la decisione di indagare la figura del direttore d’orchestra attraverso la sua “primitiva” funzione di coordinamento, la nascita della disciplina direttoriale e le nuove sfide poste dalla musica contemporanea.

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  Capitolo I    L’interpretazione musicale      1.1. L’esigenza interpretativa    Beate le arti che non hanno bisogno d’interpreti 1   (Arrigo Boito)      Quali arti non hanno bisogno d’interpreti? È questa la prima osservazione  che emerge dall’affermazione di Arrigo Boito. In realtà, tutte le arti per  essere vive devono essere interpretate. Chiunque si ponga davanti un’opera  d’arte e la guardi, la legga, l’ascolti e la fruisca con intelligenza e gusto, è di  fatto un interprete. 2  Ma per quanto riguarda la musica affinché l’interprete‐ spettatore possa trovarsi di fronte l’opera d’arte occorre la mediazione di  un  interprete‐esecutore.  Da  qui  la  preoccupazione  di  Boito  di  doversi  affidare  a  una  terza  persona  per  l’espressione  della  sua  creazione,  sentimento condiviso pure da Lully che, dopo aver inviato una partitura a un  direttore  di  un  teatro,  disse:  «fine  delle  gioie,  inizio  dei  guai». 3                         Il  compositore  è  consapevole  che  la  realizzazione  scritta  della  sua  idea  musicale non è, né potrà mai essere, totale; come scrisse Liszt, non si riesce                                                                1  Andrea Della Corte, L’interpretazione musicale e gli interpreti, Torino, Utet, 1951, p. 23.  2  Ibidem.  3  Ivi, p. 9. 

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Quacinella Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 869 click dal 15/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.