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Cambiamenti dell'economia mondiale. Dalla svolta neoliberista alle recenti dinamiche dell'economia globalizzata

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Riggio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Domenico Preti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 270

L’obiettivo di questa ricerca è stato quello di tracciare un percorso lungo i cambiamenti che l’economia mondiale ha iniziato a sviluppare a partire dalla svolta neoliberista degli anni ’80, con un’attenzione particolare verso le evoluzioni sorte nel corso degli anni ’90, per approdare infine alle crisi più recenti. Il primo capitolo si incentra sull'analisi del passaggio dall'economia keynesiana del dopoguerra all'economia neoliberista inaugurata dal Regno Unito di M.Tatcher e dagli Usa di R. Reagan, in seguito alla grave recessione che le economie occidentali hanno attraversato durante gli anni '70. Nel corso del capitolo verrà tracciato un breve bilancio sull'eredità che le nuove politiche economiche consegneranno al decennio successivo. Il secondo capitolo analizza nel dettaglio le cause delle performances dell'economia americana durante gli anni '90, con particolare attenzione all'andamento delle principali macrovariabili economiche ed al processo incalzante di finanziarizzazione dell'economia durante gli anni della cosiddetta New Economy o globalizzazione. Il progetto si sofferma sugli effetti della deregolamentazione dei mercati nell'economia reale e finanziaria analizzando anche il caso Enron. Il terzo capitolo è interamente dedicato all'analisi delle crisi economiche sorte nella periferia del sistema nel corso dello stesso decennio. Dalla seconda metà degli anni '80 ad oggi l'economia mondiale ha sperimentato almeno 10 grandi crisi. Il crollo di Wall Street nel 1987, la crisi della borsa giapponese nel 1989, due spettacolari attacchi speculativi a danno della lira e della sterlina nel 1992, la crisi Tequila in Messico(1994), Tigri Asiatiche ('97), crollo del rublo russo('98), Brasile('99 e Argentina(2001). Il tentativo è quello di analizzare gli elementi in comune e le differenze riscontrabili nelle crisi del decennio valutando inoltre gli effetti della liberalizzazione dei movimenti di capitale sui sistemi a cambio fisso, dei principi del Washington Consensus, del ruolo delle Istituzioni Finanziarie Internazionali (Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale) e per ultimo del livello di indebitamento delle economie.
Il capitolo seguente analizza in profondità l'andamento dell'Economia europea post-Maastricht e del Giappone scivolato lentamente nella cosiddetta Trappola della liquidità. L'analisi si sofferma sul confronto delle cause che spiegherebbero le divergenti performance dell'economia europea rispetto all'economia americana. Il quinto capitolo analizza nel dettaglio la dinamica del crollo di Wall Street nel 2001 e la crisi dei mutui subprime nel 2007. Il capitolo affronta inoltre il problema del delicato equilibrio economico tra Usa e Cina e la spinosa questione delle riserve monetarie internazionali. Per finire, il capitolo conclusivo della tesi si incentra sul tema della disuguaglianza mondiale e su come è destinato ad evolvere il confronto capitale-lavoro. Lo studio ripropone un excursus sulle origini della disuguaglianza e sulle cause della sua evoluzione, approfondendo la ricostruzione degli eventi condotta dalla Banca Mondiale e le principali critiche che le sono state rivolte. Gli effetti inoltre della finanziarizzazione dell'economia mondiale sui livelli di disuguaglianza interna agli stati e sul cambiamento del core business delle aziende o delle principali Corporations / Multinazionali dei paesi industrializzati. Il capitolo quindi si sofferma sul fallimento degli Obiettivi del Millennio, emersi durante la "Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite", sul processo di deindustrializzazione che le economie industrializzate stanno sperimentando da decenni, in parallelo con il processo di industrializzazione dell'economie periferiche del sistema, dando uno sguardo alle condizioni umane e di impiego all'interno dei luoghi di lavoro delle principali fabbriche dei paesi in via di sviluppo. Le conclusioni della tesi pongono enfasi sulle proposte più urgenti da attuare sul fronte macroeconomico e politico orientate verso il raggiungimento di uno sviluppo maggiormente sostenibile.

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Introduzione Introduzione Il 9 agosto del 2007 la banca francese BNP Paribas, prima in Francia e sesta in Europa 1 per capitalizzazione con 77,6 miliardi di euro, nata nel maggio del 2000 dalla fusione tra la BNP e la storica banca Paribas, sospese i ritiri da tre dei suoi fondi di investimento che avevano in portafoglio mutui ipotecari americani, facendo precipitare nel panico la Borsa di Parigi. Neppure qualche mese prima, il 7 febbraio dello stesso anno, la New Century Financial una società americana specializzata in questo genere di 2 mutui, annunciò forti perdite che scossero l’indice Dow Jones del 4,5% in un giorno e nel settembre lunghe code presso gli sportelli della banca inglese Northern Rock, soltanto lievemente esposta al mercato dei subprime, fecero affiorare nell’immaginario 3 collettivo un sinistro ricordo della Grande Depressione. Eppure, soltanto qualche anno addietro, erano in molti a tessere le lodi di una nuova economia che sembrava lasciarsi alle spalle il timore dei cicli recessivi. Le incredibili 4 performances dell’economia americana durante i “Ruggenti anni Novanta”, incoraggiavano a credere che qualcosa fosse realmente cambiato nelle leggi “gravitazionali” dell’impianto macroeconomico tradizionale e, allo stesso tempo, un diffuso ottimismo dai toni trionfalistici annunciava la lenta diminuzione del livello di 5 povertà alla periferia del sistema. L’economia del tricke down stava generando i suoi primi risultati. Gli anni ’90 tuttavia, furono altresì caratterizzati da uno stridente contrasto tra le ottime performances dell’economia americana e i deludenti risultati nel resto del mondo. L’Europa, afflitta com’era dall’applicazione di rigide politiche economiche restrittive imposte dai criteri di Maastricht, sembrò lasciarsi sfuggire 1 Fonte: http://www.reuters.com/, in Il Sole 24 ore, sabato 21 aprile 2007, pag 4. 2 M.Deaglio-G.S.Frankel-P.G.Monateri-A.Caffarena, La resa dei conti, Tredicesimo rapporto sull’economia globale e l’Italia, Guerini e Associati, Milano, 2008, p 32 3 Ivi, p.35 4 J.E.Stiglitz, I ruggenti anni novanta. Lo scandalo della finanza e il futuro dell’economia, Einaudi, Torino, 2005 5 Lett: sgocciolamento verso il basso. 8

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