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Descrizione fenotipica di linee cellulari di medulloblastoma geneticamente modificate

Diversi approcci genomici hanno identificato un distinto sottogruppo di MB caratte-rizzato dall’attivazione del sistema WNT, direttamente coinvolto nell’oncogenesi del tumore. E’ stato inoltre evidenziato che questo sottogruppo presenta fenotipo meno aggressivo e quindi prognosi più favorevole. [20,65,140] Pertanto la nucleopositività per la β-catenina, indicativa di attivazione del WNT nel MB, rappresenta un importante marcatore prognostico, associandosi ad un significativo miglioramento dell’ OS e del EFS. [20] Le varianti istologiche desmoplastico/nodulare ed estesa nodularità del MB, caratterizzate dalla presenza di nidi cellulari differenziati, sono associate a prognosi più favorevole. [140]
In questo studio vogliamo quindi chiarire se l’attivazione del sistema WNT e la con-seguente nucleoposività per la β-catenina valutata in vitro, possa essere correlata ad una minore aggressività del tumore, e se questa possa essere coinvolta nel processo differenziativo delle cellule neoplastiche. A tale scopo abbiamo modificato geneti-camente una linea cellulare di MB, le UW228-1, mediante tecniche di trasferimento genico, per indurre una condizione equiparabile all’attivazione del sistema WNT. Abbiamo così ottenuto una popolazione cellulare esprimente in modo costitutivo β-cateninaS33Y ed una seconda popolazione cellulare di controllo priva del transgene. Lo studio comparativo fra le due popolazioni cellulari permette la valutazione della proliferazione e della mortalità cellulare, e quindi la definizione di una correlazione fra l’attivazione della β-catenina e l’induzione di un fenotipo tumorale meno aggres-sivo. L’osservazione della morfologia cellulare mediante indagini in microscopia ot-tica ed elettronica ha infine permesso di valutare un possibile coinvolgimento di β-catenina nella determinazione del differenziamento neuronale nella linea cellulare con pathway WNT attivo.

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1 INTRODUZIONE 1.1 Il Medulloblastoma 1.1.1 Generalità Il medulloblastoma (MB) è il tumore cerebrale maligno più frequente nell’età [1] pediatrica, con 350 nuovi casi diagnosticati ogni anno negli USA. Costituisce circa il 20% di tutti i tumori del sistema nervoso centrale nei bambini e quasi la metà delle [2,3] neoplasie della fossa cranica posteriore, essendo il cervelletto la sede d’insorgenza del tumore (80% nel verme e 20% negli emisferi). I soggetti più colpiti 6 sono bambini di età compresa tra 0 e 14 anni (insorgenza 1/10), con due picchi di [1] incidenza uno tra i 3-4 anni e l’altro tra 8-9 anni. Nel 15% dei casi il tumore si presenta negli infanti di età inferiore a 1 anno e nel 30% dei casi la neoplasia si [4] sviluppa al di sopra dei 10 anni, in età adulta ed addirittura nei pazienti anziani. Il MB è 1,75 volte più comune nei bambini caucasici rispetto a quelli di altre etnie ed è [1] 1,7 volte più frequente nei maschi che nelle femmine. Solitamente la neoplasia è sporadica, ma nel 10% dei casi una predisposizione genetica all’insorgenza del MB è associabile ad alcune sindromi familiari, come la sindrome di Turcot di tipo 2, la sindrome di Gorlin, la sindrome di Li-Fraumeni e la sindrome di Rubinstain [5,6] Taybi.La sindrome di Turcot di tipo 2 è associata a mutazioni nella linea germinale del gene oncosoppressore APC (Adenomatous Polyposis Coli), coinvolto nel sistema di trasduzione del segnale WNT (Wingless Type) ed è caratterizzata dalla presenza concomitante di Poliposi Adenomatosa Familiare (FAP) e di tumori [7,8] cerebrali primitivi, tra cui il MB. La sindrome di Gorlin, definita anche sindrome dei nevi multipli basocellulari (NBCCS), è invece il risultato di una mutazione ereditaria nel recettore Patched (PTCH), appartenente al sistema di segnalazione Sonic Hedgehog (SHH) e si 2

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Enrico Giuseppe Marulli Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.