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Viaggio linguistico - letterario attraverso la storiografia latina. I maggiori storici romani: Sallustio, Livio e Tacito

Dopo una rapidissima digressione introduttiva sulle origini e sugli sviluppi della storiografia latina, in primo luogo, si prenderanno in esame singolarmente i tre autori, dei quali nei capitoli loro dedicati saranno tracciati brevi profili biografici, verranno esposti in maniera più approfondita i contenuti degli scritti, i temi e gli orientamenti predominanti, e saranno esaminati lingua e stile. Nelle conclusioni, poi, saranno confrontati sommariamente gli oggetti trattati, l’uso delle fonti, i metodi storiografici, i destinatari, i fini, gli atteggiamenti socio- politici, e in ultimo, si accennerà all’influenza sulla cultura storico- letteraria delle epoche successive.

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Prima di intraprendere il viaggio linguistico- letterario attraverso la storiografia latina, che ci siamo prefissati, si rivela imprescindibile premettere che, come è ben noto, l’intera storiografia classica presenta una netta diversità di impostazione e di intenti rispetto a quella moderna: la prima è eminentemente etica e artistica, mentre la seconda ha carattere del tutto critico e scientifico. La caratteristica fondamentale che distingue la storiografia antica da quella moderna, pertanto, è che lo storico antico scrive, innanzitutto, un’opera d’arte, con una lingua letteraria, cioè che si differenzia dai discorsi in funzione della mera comunicazione, in cui il significante corrisponde al significato: infatti, nelle opere letterarie, anche storiche, le parole si caricano di ulteriori significati, attraverso le figure retoriche, l’intertestualità e le allusioni all’interno di un certo genere letterario in senso diacronico. Inoltre, è imprescindibile tener conto del fatto che molte figure retoriche sono ambigue, polisemiche, perciò spesso è difficile scovare il parere dello storico e si deve ricorrere, quindi, necessariamente al confronto con fonti documentarie, se possibile, verificando eventualmente il livello di selezione, di organizzazione e deformazione dei fatti storici, alla luce del quale bisogna decodificare il testo in questione. Bisogna, quindi, analizzare i tre storici antichi prescelti, alla luce della constatazione, che essi, pur sovrastando i contemporanei, non possano oltrepassare i limiti pragmatici, psicologici, moralistici e didascalici della storiografia tradizionale o di tendenza. Questi storiografi, difatti, mostrano lacune o deficienze generali di metodo, non imputabili a loro, in quanto singoli autori di scritti storici, dunque, il problema del valore storico si risolve nel riscontrare in quale misura e con qual risultato siano assolti i compiti del sistema storiografico obbligato, a cui devono di necessità attenersi. Superfluo e ozioso, di conseguenza, appare il considerare la questione sulla veridicità storica di tali scrittori, sebbene qualcuno potrebbe obiettare che possa trattarsi di artisti, i quali abbiano preso a pretesto la materia storica per romanzarla in modo più o meno rilevante. Negli storiografi antichi, infatti, è molto ricorrente l’istanza di oggettività, ma una storiografia pragmatica e oggettiva è possibile solo per i fatti contemporanei all’autore, 6 Premessa

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Ida Cirillo Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.