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Profili di illiceità dell'utilizzo della posta elettronica nell'ordinamento giuridico italiano: responsabilità per phishing

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Ratto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Elena Bassoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

Dallo sviluppo di internet alla proliferazione di reati informatici il passo è stato breve. In particolar modo, in questi ultimi anni, si è assistito alla crescente diffusione di frodi informatiche finalizzate a sottrarre i dati personali degli utenti e utilizzarli per scopi illeciti. Una particolare forma di frode online che si è sviluppata in Italia a partire dal 2005 è il cosiddetto "phishing", realizzato attraverso l'invio di e-mail ingannevoli che spingono i destinatari a fornire volontariamente informazioni personali e riservate, quali "nome utente" e password o numeri di carte di credito.
Il phishing si configura come un illecito di natura penale e civile: si va dal reato di truffa alla frode informatica, passando per i reati di accesso abusivo ad un sistema informatico nonchè diffusione abusiva di codici di accesso allo stesso, fino a giungere al trattamento illecito di dati personali.
Il phishing è inoltre legato al cyber riciclaggio, fenomeno gestito da organizzazioni criminali e nato per mascherare i movimenti compiuti con il denaro sottratto alle vittime di phishing.
Molto recenti sono le prime sentenze in materia di phishing aventi ad oggetto, oltre che il cyber riciclaggio, un caso di phishing via sms (il cd. caso "CartaSi") e la nota operazione "Phish & Chip".
E' infine estremamente importante sapere come difendersi dal fenomeno del phishing, soprattutto quello bancario, che colpisce la maggior parte degli utenti; a tal riguardo esistono consigli e misure di sicurezza che sia gli istituti di credito che la clientela sono tenuti ad adottare per difendersi da eventuali attacchi.

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CAPITOLO PRIMO LA DISCIPLINA DEI REATI INFORMATICI 1. La legge 547/93 e la repressione penale della criminalità informatica A partire dalla fine degli anni ’80 si è assistito al crescente sviluppo della tecnologia informatica e telematica, sia per uso commerciale che privato. Parallelamente a tale evoluzione, si è dovuto prendere atto della nascita e diffusione di molteplici nuove forme di aggressioni informatiche commesse sia tramite l’utilizzo di sistemi 1 informatici, sia a danno degli stessi. Nel nostro ordinamento non esisteva ancora una specifica normativa in materia di reati informatici per cui, di fronte a condotte criminose di questo tipo, si cercavano di 1 I settori maggiormente a rischio erano quelli assicurativo, bancario e finanziario, industriale, dei trasporti, della pubblica amministrazione e sanità. F. LISI, G. MURANO, A. NUZZOLO, I reati informatici. La disciplina penale nella società dell’informazione. Profili procedurali, Maggioli, 2004, pag. 68. 1

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Parole chiave

cyber riciclaggio
frodi informatiche
malware
pharming
phish and chip
phishing
phishing via sms
reati informatici
tabnapping
truffe online

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