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Giovanni Paolo II: interpretazioni di un pontificato

Informazioni tesi

  Autore: Sandro Pozza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Paolo Bettiolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Nei duemila anni di vita della Chiesa Cattolica ci sono stati Pontefici protagonisti della storia: non soltanto di quella spirituale e religiosa, ma anche di quella laica, la storia dei popoli e delle nazioni, specialmente la nazione italiana. Ci sono altri Pontefici dei quali il correre dei secoli ha sbiadito la memoria: il loro nome e la loro azione rimangono solo nel bagaglio culturale degli studiosi e il loro volto, per chi vuole conoscerlo, è effigiato in quella sorta di galleria dei Papi che corre lungo le pareti della Basilica di San Paolo a Roma.
Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, è già di diritto nella prima schiera, quella dei protagonisti, quella dei Pontefici che non si dimenticheranno neppure quando sarà tramontato il Terzo Millennio. Questo Papa che venne dall'Est, questo pastore polacco ha già il suo trono nella storia. Un trono gigantesco, per una figura da gigante.
Un recente sondaggio dell'Eurispes, istituto di studi politici, economici e sociali, ha intervistato mille giovani italiani dai 12 ai 24 anni, ripartiti uniformemente per provenienza geografica e per sesso, chiedendo di indicare il personaggio considerato come icona esemplare. A sorpresa il 25% degli intervistati ha scelto come personaggio "mito" Madre Teresa di Calcutta, il 24% Giovanni Paolo II. Al terzo posto, all'8%, e quindi ben staccato, compare Che Guevara.
In definitiva, pressoché la metà degli adolescenti e dei giovani coinvolti nell'indagine riconosce come figure simbolo due grandi testimoni della fede cattolica.
Alla richiesta di individuare i valori incarnati dai personaggi prescelti, sono stati indicati il coraggio, l'altruismo, l'onestà e la coerenza.
La mia attenzione vuole ora focalizzarsi proprio su uno di questi due "campioni" e "capisaldi" della storia del cristianesimo contemporaneo, sulla straordinaria figura, cioè, di quell'impareggiabile "atleta di Dio" che è stato Wojtyla, il Papa che in negli ultimi anni del suo pontificato ha servito la Chiesa con la sua sofferenza. "Il soffrire è un ingrediente necessario della santità. Come lo è l'amore". La sera del 2 aprile 2005, ad un'ora dalla morte del Santo Padre, il presidente della Repubblica Ciampi, a reti unificate, così ha ricordato Giovanni Paolo II: "Nonostante fossimo coetanei, nati nello stesso anno, lo sentivo come un fratello maggiore. Anzi, come un padre".
Il viaggio che invito a compiere si articolerà in due tappe: nella prima racconterò qualche frammento dell'esistenza di Papa Wojtyla, mentre nella seconda m'arrischierò di interpretare il suo pontificato, cercando di focalizzarne luci e ombre.

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Giovanni Paolo II: “mito” che ha acceso gli ideali dei giovani ei duemila anni di vita della Chiesa Cattolica ci sono stati Pontefici protagonisti della N storia: non soltanto di quella spirituale e religiosa, ma anche di quella laica, la storia dei popoli e delle nazioni, specialmente la nazione italiana. Ci sono altri Pontefici dei quali il correre dei secoli ha sbiadito la memoria: il loro nome e la loro azione rimangono solo nel bagaglio culturale degli studiosi e il loro volto, per chi vuole conoscerlo, è effigiato in quella sorta di galleria dei Papi che corre lungo le pareti della Basilica di San Paolo a Roma. Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, è già di diritto nella prima schiera, quella dei protagonisti, quella dei Pontefici che non si dimenticheranno neppure quando sarà tramontato il Terzo Millennio. Questo Papa che venne dall‟Est, questo pastore polacco ha già il suo trono nella storia. Un trono gigantesco, per una figura da gigante. Un recente sondaggio dell‟Eurispes, istituto di studi politici, economici e sociali, ha intervistato mille giovani italiani dai 12 ai 24 anni, ripartiti uniformemente per provenienza geografica e per sesso, chiedendo di indicare il personaggio considerato come icona esemplare. A sorpresa il 25% degli intervistati ha scelto come personaggio “mito” madre Teresa di Calcutta, il 24% Giovanni Paolo II. Al terzo posto, all‟8%, e quindi ben staccato, compare Che Guevara. In definitiva, pressoché la metà degli adolescenti e dei giovani coinvolti nell‟indagine riconosce come figure simbolo due grandi testimoni della fede cattolica. Alla richiesta di individuare i valori incarnati dai personaggi prescelti, sono stati indicati il coraggio, l‟altruismo, l‟onestà e la coerenza. La mia attenzione vuole ora focalizzarsi proprio su uno di questi due “campioni” e “capisaldi” della storia del cristianesimo contemporaneo, sulla straordinaria figura, cioè, di quell‟impareggiabile “atleta di Dio” che è stato Wojtyla, il Papa che in questi ultimi anni del suo pontificato ha servito la Chiesa con la sua sofferenza. “Il soffrire è un ingrediente necessario della santità. Come lo è l’amore”. La sera del 2 aprile scorso, ad un‟ora dalla morte del Santo Padre, il presidente della Repubblica Ciampi, a reti unificate, così ha ricordato Giovanni Paolo II: “Nonostante fossimo coetanei, nati nello stesso anno, lo sentivo come un fratello maggiore. Anzi, come un padre”. 4

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bilancio
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