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Rilevamento di sostanze odorigene durante operazioni di bonifica: aspetti generali, igienico-sanitari e chimici

Scopo della presente tesi è quello di illustrare i risultati relativi all’approfondimento del monitoraggio della qualità dell’aria dell’ambiente limitrofo ad un’area in cui era ubicata una raffineria, ora sottoposta a bonifica.
Lo studio è stato effettuato al fine di individuare la presenza di sostanze odorigene e non, causa di fenomeni di molestia olfattiva, e di valutare complessivamente il potenziale rischio per l’esposizione della popolazione alle sostanze presenti nell’aria.
Il sito in esame è stato inizialmente oggetto di lavori di bonifica consistenti essenzialmente in scavo, movimentazione, stoccaggio e trattamento con land farming e soil washing dei terreni inquinati; successivamente, a causa del perdurare delle molestie olfattive avvertite dalla popolazione durante le operazioni di bonifica citate, si è privilegiato il trattamento dei suoli inquinati in idonea discarica.
E' stata quindi effettuata una preventiva analisi della normativa vigente in campo ambientale, prendendo in considerazione le corrispondenti linee guida per quanto rigurda le operazioni di bonifica e per le operazioni di campionamento necessarie per le analisi di laboratorio.

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Introduzione Fin dai primi anni ’90, per la definizione propria di ―suolo contaminato‖, sono state emanate, in alcune Regioni italiane, specifiche norme e/o linee guida le quali si basano fondamentalmente sul criterio del ― valore soglia‖, in alcuni casi corretto da una semplice valutazione di rischio sito specifica. L’emanazione del D.L.vo 5 febbraio 1997, n. 22 [1], ha posto le basi per l’elaborazione di specifici ed univoci criteri di valutazione per i suoli contaminati su tutto il territorio nazionale; lo stesso Decreto ha altresì definito le procedure tecniche ed amministrative da adottare per le operazioni di bonifica. L’articolo 17 del citato D.L.vo stabilisce che la definizione di suolo contaminato deve avvenire attraverso il criterio del ―valore soglia/valore limite di concentrazione‖ rimandando ad un apposito Decreto/Regolamento ministeriale la definizione degli stessi. Tale ―Regolamento‖ è stato emanato con DM n. 471 del 25 ottobre 1999 [2] e successivamente sostituito ed integrato con il D.L.vo n. 152 del 3 aprile 2006 [3]. Anche a seguito dell’emanazione di tale norma tecnica le problematiche sollevate da un ―sito contaminato‖ rimangono comunque molteplici. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Emanuela Pisanu Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 317 click dal 31/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.