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Bigenitorialità fallita: la PAS

Il presente lavoro è suddiviso in 2 parti: nella prima viene affrontato il tema della separazione e del divorzio, eventi che negli ultimi anni stanno crescendo in maniera esponenziale. Saranno analizzati tali temi da un punto di vista sia giuridico che psicologico, con le conseguenze ad essi connesse.
Nella seconda parte si affronterà nello specifico la "Sindrome di Alienazione Parentale", disturbo delineato per la prima volta da Gardner, che può presentarsi in casi di separazione e divorzio conflittuali. Tale sindrome, individuabile attarverso la presenza di 8 sintomi specifici, è caratterizzata da una campagna di denigrazione non giustifica messa in atto dal figlio, in seguito alla programmazione ed al lavaggio del cervello agito su di lui da parte del genitore affidatario, nei confronti dell'altro genitore.

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INTRODUZIONE “Avrei tanta voglia di vedere mio padre, ma mi sento come una prigioniera, avrei l‟impressione di tradire mia madre e forse lei mi respingerebbe definitivamente” 26 anni, vittima di una PAS, soffre di attacchi di panico cronici “Rifiuto definitivamente di vedere mio padre perché ogni volta che ci parlo al telefono si lamenta di non vedermi abbastanza…” 28 anni, vittima di una PAS, dopo aver chiamato suo padre per la prima volta in 6 anni “Mi ricordo, quando eri incinta di me di 5 mesi hai voluto uccidermi…” 13 anni, vittima di una PAS, rivolgendosi per l‟ultima volta a sua madre Negli ultimi anni il numero di separazioni e di divorzi sta crescendo in maniera esponenziale. E‟ normale che questo porti a delle alterazioni a livello relazionale all‟interno della famiglia e a delle modificazioni psicologiche e comportamentali da parte di tutti i membri. Può succedere, però, che alcune risposte genitoriali siano dannose e non siano affatto da considerarsi normali, in quanto hanno lo scopo di separare il figlio dall‟altro genitore e legarlo a sé. La concettualizzazione di Parental Alienation Syndrome come patologia relazionale venne delineata negli anni ‟80 del secolo scorso dallo psichiatra Richard Gardner, che la descrisse come una condizione che si può presentare nelle situazioni di separazione e divorzio conflittuali per cui il figlio, in seguito alla programmazione ed al lavaggio del cervello agito su di lui da parte del genitore affidatario, dà vita ad una campagna di denigrazione non giustificata nei confronti dell‟altro genitore. Nonostante non sia ad oggi una condizione contemplata dal DSM-IV, anche se c‟è la probabilità che venga inserita nel futuro DSM-V, tale concetto sta circolando negli ultimi anni in ambienti scientifici e forensi in modo via via sempre più frequente, a volte quasi in maniera eccessiva. Già nel 1991 Clawar e Rivlin sottolinearono come molte categorie professionali (giudici, avvocati, professionisti della salute mentale) denunciassero da tempo l‟esistenza di tale fenomeno pur trovandosi in seria difficoltà per quanto concerneva il portarlo alla luce, diagnosticarlo correttamente secondo indicatori specifici e, soprattutto, programmare un intervento efficace. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Manuela De Paolis Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.