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Moda fra società di corte e postmodernità

Nella stesura di questa tesi sono stati indagati fenomeni di moda attraverso l’analisi dell’evoluzione sociale. Dallo studio delle varie fasi storiche e dei i consumi delle varie società infatti, possiamo notare come il sistema moda sia stato in grado di adattarsi alle diverse esigenze sociali, ricoprendo di volta in volta ruoli sempre diversi per gli individui.
Nell’excursus storico emerge inoltre, come i consumi di moda si diffondono con modalità differenti nelle varie società, per distinzione-imitazione nel passato, per contaminazioni fra stili e moda tradizionale oggi . Alla luce di queste considerazioni individuo un modello di diffusione delle mode valido in epoca contemporanea, nel quale queste teorie contrapposte si fondono. Infine attraverso il caso studio nel quale ho analizzato il comportamento di circa 100 consumatori della catena United Colors of Benetton,ho valutato come oggi i consumatori affrontano ed interpretano i consumi di moda, confrontando i risultati con quanto è emerso nei precedenti capitoli.

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INTRODUZIONE L’obbiettivo che mi sono posta nella stesura di questa tesi è stato quello di indagare i fenomeni di moda attraverso l’analisi dell’evoluzione sociale. Dallo studio delle varie fasi storiche e dei i consumi delle varie società infatti, possiamo notare come il sistema moda sia stato in grado di adattarsi alle diverse esigenze sociali, ricoprendo di volta in volta ruoli sempre diversi per gli individui. E’ durante il Medio Evo (XIII secolo) che alla moda viene attribuita per la prima volta una funzione sociale: dividere la società in caste. Con lo sgretolarsi del sistema feudale e l’avvento dei Regimi Assolutistici poi, assume il compito di rappresentare il prestigio e la condizione di agiatezza delle classi sociali dominanti, i nobili, diventando segno visibile di distinzione. Con la Rivoluzione Francese del XVIII secolo, evento che segna l’entrata sulla scena sociale delle masse e l’ascesa al potere della classe borghese, la moda si carica di un significato politico inedito, che sarà il preludio del riconoscimento di importanza al singolo individuo. Il XIX secolo vedrà trionfare l’affermazione del principio capitalistico, che identificherà il successo economico come nuova forma di distinzione sociale. L’aumento della disponibilità economica e la progressiva industrializzazione incrementeranno la domanda di beni, tanto che il sistema produttivo dovrà preoccuparsi di soddisfarla velocizzando i processi produttivi. E’ a questo proposito che alla metà del secolo nascono i primi sistemi industriali, dove fra i più importanti ritroviamo quello della moda, che con le sue caratteristiche di rinnovamento ciclico e velocità di diffusione, sposa perfettamente la nuova logica capitalistica. In questa società, definita di massa per il tipo di sistema produttivo, il consumo è accessibile a tutti, perché l’aumento delle quantità fa diminuire i prezzi delle merci; inoltre possedere beni significa non trovarsi più in una condizione di bisogno, perdurata a lungo dopo le guerre mondiali, e così si alimenta il meccanismo consumistico. Durante il XX e XI secolo diversi fattori quali la saturazione del mercato, i cambiamenti della stratificazione sociale, degli stili di vita e delle ideologie sociali portanti, hanno profondamente modificato le abitudini di consumo degli individui, che appaiono eclettiche, incoerenti, a volte incomprensibili. In questo scenario storico analizzato nel primo capitolo, si riscontra un parallelo fra funzione della moda ed evoluzione della società, inizialmente la moda è intesa come forma di distinzione, caratterizzante società fortemente stratificate. In seguito, durante la 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Lavarini Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 952 click dal 21/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.