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G.E. portale J2EE per la gestione di gare d'appalto

Da alcuni anni l'evoluzione del Web propone scenari entusiasmanti nell'ambito dell'interazione complessa tra gruppi di lavoro.
Oggi le Web Applications rappresentano il modo più efficace di interagire e cooperare: le applicazioni web-based concorrono ad implementare, in tutto o in parte, soluzioni software quali Webmail, e-commerce, web forum, blog, MMORPG e molto altro ancora.
Troviamo applicazioni Web ovunque: esempi comuni sono quelle applicazioni che ci permettono di cercare sul web, come Google, di collaborare a progetti, come SourceForge, di acquistare prodotti da un'asta, come avviene su eBay.
Ma questi sono solo degli esempi poiché, se ricerchiamo su Google, è facile scoprire un'infinità di siti in tutte le lingue.
Il concetto alla base delle Web Applications è molto semplice: trarre vantaggio dalla diffusione dei browser di navigazione (Internet Explorer, Netscape, ...) per implementare applicativi software, in grado di far cooperare team remoti o di attuare un modello operativo distribuito di tipo client-server.
Le Web applications sono, quindi, programmi eseguiti all'interno del browser e legati ad un server remoto di gestione; esse sono adatte all'utilizzo sia su rete Internet che su Intranet.
Praticamente tutti i tradizionali contesti delle business applications possono essere gestiti attraverso il Web.
I vantaggi di un’applicazione Web sono molteplici:
• copertura immediata su larga scala;
• semplicità nell'aggiunta di postazioni operative;
• riduzione dei costi;
• aggiornamenti in tempo reale;
• alta affidabilità.
Per quanto detto, dopo aver ascoltato, da parte di alcuni enti pubblici e privati, le esigenze di tipo organizzativo, gestionale e imprenditoriale, si è scelto di sviluppare una Web Application di supporto ad una problematica molto sentita dalle Pubbliche Amministrazioni: l’edilizia sociale.
Tradizionalmente la politica della casa, in Italia, ha favorito l’accesso alla proprietà immobiliare privata, tant’è che l’attuale mercato residenziale nazionale appare caratterizzato da un’elevata diffusione della casa di proprietà, da una contenuta presenza di alloggi pubblici destinati alla popolazione a basso reddito e da un’offerta, estremamente ridotta, di abitazioni in locazione.
L’Italia si colloca tra i Paesi con la più bassa percentuale di alloggi sociali in affitto, meno del 5%, là dove la media comunitaria è del 20%. Tuttavia il problema abitativo non è una prerogativa solo italiana in quanto colpisce anche altri paesi Europei, come Francia, Regno Unito e Spagna dove, però, l’edilizia sociale svolge da sempre un ruolo più forte.
Il patrimonio immobiliare italiano è di circa 950.000 alloggi, a fronte di 2.600.000 famiglie che, avendone i requisiti di reddito, richiedono di accedere all’edilizia residenziale pubblica. Questo vuol dire che tra i 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, a più della metà spetterebbe un alloggio sociale, non potendosi permettere di pagare il canone di locazione.
Nel quadro economico appena descritto, le istituzioni, per andare incontro a questi soggetti, pianificano, con gli investitori privati e i cittadini che posseggono terreni adatti, opere di edilizia residenziale sociale, più note come social housing.
In questo contesto trova applicazione il portale G.E., il cui scopo è gestire bandi di concorso per la costruzione e ristrutturazione di edifici, al fine di consentire ai Comuni di presentare le domande di intervento agli Uffici preposti della Regione, in modo da ottenere finanziamenti, in base ai fondi disponibili. Il tutto gestito via Web, con la creazione automatica delle graduatorie e la gestione contabile dei fondi.
I vantaggi di utilizzare un software per tale scopo sono molteplici: si tratta di reali ed oggettivi miglioramenti nell’organizzazione e nell’operatività. In generale la riduzione degli errori, dei tempi di risposta dell’esito di una domanda, la maggiore precisione, rendono possibile un servizio agli utenti più rapido, puntuale, efficiente e quindi più soddisfacente di quanto, invece, accade con i metodi convenzionali.

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6 1. L’Edilizia Sociale Tradizionalmente la politica della casa, in Italia, ha favorito l‟accesso alla proprietà immobiliare privata, tant‟è che l‟attuale mercato residenziale nazionale appare caratterizzato da un‟elevata diffusione della casa di proprietà, da una contenuta presenza di alloggi pubblici destinati alla popolazione a basso reddito e da un‟offerta, estremamente ridotta, di abitazioni in locazione. L‟Italia si colloca tra i Paesi con la più bassa percentuale di alloggi sociali in affitto, meno del 5%, là dove la media comunitaria è del 20%, e raggiunge picchi del 35% in paesi come l‟Olanda. Il problema abitativo non è tuttavia una prerogativa solo italiana in quanto colpisce anche altri paesi Europei come Francia, Regno Unito e Spagna dove, però, l‟edilizia sociale svolge da sempre un ruolo più forte. Il patrimonio immobiliare italiano è di circa 950.000 alloggi, a fronte di 2.600.000 famiglie che, avendone i requisiti di reddito, richiedono di accedere all‟edilizia residenziale pubblica. Questo vuol dire che tra i 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, a più della metà spetterebbe un alloggio sociale, non potendosi permettere di pagare il canone di locazione. La situazione abitativa si è ulteriormente aggravata nell‟ultimo decennio: dal 2000 ad oggi il costo di costruzione di una casa è cresciuto del 18%, il costo delle aree edificabili del 35%, delle abitazioni del 70%, e il caro affitti ha subito un‟impennata del 114%, mentre la crescita delle disponibilità familiari è aumentata sole del 21%. Si assiste ad un incremento del disagio abitativo caratterizzato, in primo luogo, dalla domanda di alloggi sociali in affitto proveniente dalle fasce più deboli della

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Carmine Maria Pierri Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 505 click dal 07/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.