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L'ospedale psichiatrico giudiziario: dal trattamento psichiatrico alla progettazione psico-educativa

“..si immagini ora un uomo a cui, insieme alle persone amate,
vengano tolti la sua casa,le sue abitudini, i suoi abiti,
tutto infine,
letteralmente tutto quanto possiede..
sarà un uomo vuoto,
ridotto a sofferenze e bisogno,
dimentico di dignità e discernimento,
poiché accade facilmente a chi ha perso tutto di perdere anche se stesso..”

(Primo Levi)

Ammassati a causa del sovraffollamento in 8/9 persone per stanza, in reparti scrostati dal tempo, gli internati conservano intatta tutta la loro umanità. Ebbene, è forse questa la sensazione più destabilizzante che si prova oltrepassando quel cancello che separa la società dei “normali” da quella dei pazzi criminali, o per lo meno questa è la sensazione che provai la prima volta che entrai dentro un' O.P.G.


In questa tesi viene tracciata con rigore scientifico la storia del manicomio dall’Europa fino ad arrivare al nostro paese, l’ Italia, che ha vissuto momenti travagliati e leggi alterne prima di giungere a prese di posizione nette che puntassero al rispetto della dignità umana e al perseguimento della cura del malato di mente. Il nostro paese, grazie a politici coraggiosi e studiosi irriverenti come Franco Basaglia, si è mostrato in questo campo all’avanguardia rispetto al resto del mondo e si è posto come modello di riferimento in ambito internazionale. Successivamente viene di analizzata nello specifico la storia dei manicomi criminali, ribattezzati solo in anni più recenti Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Tale storia ha seguito un percorso diverso rispetto ai comuni manicomi dal quale sono usciti fortemente penalizzati. Molti sono stati i tentativi di riforma ed i progetti di legge proposti fino ad oggi. Dopo averli passati in rassegna, si giunge all’analisi della situazione odierna, quella derivante dalla Legge Finanziaria 2008. Siamo in un momento cruciale della storia degli O.P.G. in cui si gioca il futuro di tali istituti e della loro funzione nella nostra società. Ecco perché si è scelto di fare un passo avanti ed oltrepassare quel cancello, di andare oltre le sbarre e toccare con mano la realtà che si vive dentro un O.P.G., per indagare concretamente le esigenze avvertite da operatori ed internati, i bisogni, le prospettive future di questo mondo ai margini della società.
Tramite l’esperienza diretta dei colloqui con gli internati, la partecipazione ai momenti di socialità e alle varie attività svolte, e grazie alle interviste alle varie figure professionali, è stato possibile tracciare le linee di un ipotetico percorso per il futuro di queste strutture, tante volte denigrate e definite anacronistiche, ma che in realtà, si dimostrano talvolta estremamente all’avanguardia e sensibili alle esigenze della popolazione che vi si trova ristretta.

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Introduzione “..si immagini ora un uomo a cui, insieme alle persone amate, vengano tolti la sua casa,le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede.. sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenze e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente a chi ha perso tutto di perdere anche se stesso..” (Primo Levi) 1

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Noemi Vetrano Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.