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Coinvolgimento del cane nella disabilità

I centri riabilitativi, educativi ed occupazionali, oggi presenti diffusamente su tutto il territorio, si stanno evolvendo nella direzione di offrire la possibilità al cittadino diversamente abile di poter crescere e di inserirsi in una società sempre più evoluta e più predisposta a “dare una mano”.
Sta inoltre crescendo la consapevolezza che “una mano” importante può essere offerta non solo dall’uomo e quindi dalla società, ma anche dagli animali. Quest’ultimi donano affetto incondizionato e, con la loro fedeltà, la loro compagnia e vitalità sono in grado di alleviare il senso di insicurezza, di isolamento e di solitudine di una persona.
La pet-therapy non è del resto una terapia medica come comunemente si intende, o un farmaco da somministrare a dosaggio controllato. Essa è piuttosto una tecnica complessa che ruota intorno a variabili delicatissime come la relazione uomo-animale.

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Coinvolgimento del cane nella disabilità. Parte III – Progetti di pet-therapy per la disabilità 4. LA PROGETTAZIONE PER I DISABILI 4.1 Fasi del progetto e figure professionali I progetti di pet-therapy con l’ausilio del cane, condotti secondo il canone zooantropologico, per utenti con disabilità in particolare e di pet-therapy in generale, si basano sulla strutturazione di sei fasi: 1) Valutazione operativa ed ambientale; 2) Definizione degli Obiettivi Plausibili ed Auspicabili (OPA); 3) Individuazione delle aree problematiche (criticità); 4) Scelta delle dimensioni; 5) Definizione delle Attività di Pet-Relationship (APR) 6) Valutazione e monitoraggio che precedono, seguono e chiudono l’intera filiera del servizio. Le diverse fasi prevedono l’intervento di figure professionali operative specifiche. Si possono distinguere, in particolare, due ambiti: uno più propriamente progettuale/ programmatorio, in cui sono necessarie figure professionali capaci di individuare obiettivi corretti e di prescrivere le attività più adeguate; un altro più operativo (pianificazione interventi, attuazione e valutazione), dove sono necessarie figure in grado di tradurre la prescrizione in attività e condurre la seduta in modo adeguato. Le figure professionali necessarie: 1) Le figure di riferimento, che hanno in carico il disabile e ne conoscono le caratteristiche tipologiche e biografiche; per cui sono in grado e hanno titolo per formulare obiettivi referenziali “auspicabili”; 2) Il team prescrittivo, un’èquipe di professionisti con competenze differenti ma con una preparazione di base in zooantropologia applicata; 3) Il team operativo, un gruppo di operatori che da soli o in coppia con un pet intervengono per strutturare operativamente il progetti ed attuarlo: arbitrare la seduta sulla base della loro specifica competenza nelle attività di pet-relationship. In un primo momento di definizione delle coordinate terapeutiche, dove si intrecciano le linee di programma (obiettivi) ed i principi utili per raggiungerle (prescrizione) e in 52

Tesi di Master

Autore: Davide Ferrante Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.