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L’euroscetticismo italiano. La Costituzione europea secondo "il manifesto" e "la Padania"

Informazioni tesi

  Autore: Isabella Zaffarami
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Lorenzo Medici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

Nel mio lavoro ho analizzato il faticoso processo di elaborazione di una «Costituzione per l’Europa», attraverso le interpretazioni dei quotidiani “il manifesto” e “la Padania”. Le due testate furono tra i pochi mezzi di informazione a schierarsi, sin dall’inizio, su una posizione di contrarietà rispetto al Trattato costituzionale. Del resto, ad opporsi fermamente e sistematicamente al testo proposto furono solo la Lega Nord e le forze politiche di estrema sinistra. Il Carroccio e Rifondazione Comunista furono, inoltre, gli unici due partiti che votarono contro la ratifica parlamentare del Trattato costituzionale.
“la Padania”, essendo il giornale della Lega, seguì e condivise in ogni fase e con grande attenzione la campagna anti-Costituzione portata avanti dal partito. “il manifesto”, invece, pur non essendo l’organo stampa di nessun partito, è sicuramente molto vicino a quelle forze politiche di sinistra che hanno osteggiato la Costituzione europea nei modi e nei contenuti coi quali fu elaborata e proposta. Il quotidiano comunista, inoltre, trattò il tema con grande interesse e in maniera estremamente approfondita, dedicando grande spazio al processo costituente in ogni sua tappa. In particolare, le forze politiche di estrema sinistra e “il manifesto” si batterono per una causa ritenuta in maniera condivisa il primo motivo di dissenso nei confronti della Carta costituzionale, ossia l’introduzione di un mercato sempre più libero e sempre meno attento alla tutela dei lavoratori.
L’idea di dare vita a una Costituzione europea nacque dalla necessità di snellire e semplificare il sistema Europa. Le disposizioni che, all’inizio del processo costituente, ne determinavano il funzionamento erano, infatti, sparse nei diversi trattati che si succedettero nel corso di circa 50 anni. Una riorganizzazione dei vari testi in un unico documento si rendeva, dunque, quanto mai auspicabile. Inoltre, da più parti, si chiedeva l’ottimizzazione del funzionamento delle istituzioni comunitarie, da rendere più efficienti, più vicine ai cittadini e più rappresentative delle istanze europee. Questo anche in vista dei possibili futuri allargamenti ad altri Stati membri e, soprattutto, di quelli in corso in quegli anni. Gli obiettivi erano, dunque, di riformare le istituzioni, di ripartire in modo più efficiente le competenze, di semplificare gli strumenti dell’Unione e di garantire più democrazia e più efficienza .
Paradossalmente, invece, dal punto di vista dei due quotidiani presi in considerazione, furono proprio gli obiettivi considerati fondamentali secondo le intenzioni iniziali, a tradursi in clamorosi fallimenti.
Senza dubbio, dunque, il quotidiano leghista e quello comunista furono tra i pochi che portarono avanti delle campagne contro la Costituzione europea e lo fecero in modo molto sentito, dedicando grande spazio all’argomento in occasione delle tappe fondamentali del processo costituente.
È interessante notare come i due giornali, all’apertura del processo costituente, partirono da posizioni diametralmente opposte, seppure in entrambi i casi già critiche: sostenitore di un’Europa federale “il manifesto”, protettrice delle prerogative nazionali “la Padania”. Prospettive, dunque, molto distanti, ma nonostante questo, in molti casi, i due quotidiani si ritrovarono, in seguito, a esprimere considerazioni molto simili sulla Carta costituzionale.
Ovviamente, su certi temi, il contraddittorio fu inevitabile. Mentre “il manifesto” pretendeva più Europa, “la Padania” ne chiedeva di meno e mentre il quotidiano comunista puntava il dito contro gli egoismi nazionali, quello leghista sbandierava lo spauracchio del Superstato europeo nemico delle identità nazionali. Ma su alcuni argomenti, come la distanza dai cittadini della Carta costituzionale e la sua complessità, i giornali si trovarono in estrema sintonia.
Nel frattempo, i partiti politici maggioritari, sia a destra che a sinistra, si adeguarono alle logiche di Bruxelles, del tutto sordi nei confronti delle istanze, a volte configgenti, ma altre volte addirittura all’unisono, portate avanti dai due quotidiani e da alcune forze politiche minoritarie. Alla fine, tuttavia, secondo “la Padania” e “il manifesto”, i fatti dimostrarono che le critiche sollevate sulla validità del progetto costituente non erano affatto infondate.

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Introduzione In questo lavoro ho analizzato il faticoso processo di elaborazione di una «Costituzione per l’Europa», attraverso le interpretazioni dei quotidiani “il manifesto” e “la Padania”, nel periodo compreso tra il 2001 e il 2005. Questa scelta esula da considerazioni inerenti gli schieramenti politici e le alleanze parlamentari di destra o sinistra. La ragione che mi ha portata ad esaminare i due quotidiani si può rintracciare nelle scelte di campo dei due giornali sul dibattito in merito alla Costituzione. Le due testate furono tra i pochi mezzi di informazione a schierarsi, sin dall’inizio, su una posizione di contrarietà rispetto al Trattato costituzionale. Del resto, ad opporsi fermamente e sistematicamente al testo proposto furono solo la Lega Nord e le forze politiche di estrema sinistra. Il Carroccio e Rifondazione Comunista furono, inoltre, gli unici due partiti che votarono contro la ratifica parlamentare del Trattato costituzionale. “la Padania”, essendo il giornale della Lega, seguì e condivise in ogni fase e con grande attenzione la campagna anti-Costituzione portata avanti dal partito. “il manifesto”, invece, pur non essendo l’organo stampa di nessun partito, è sicuramente molto vicino a quelle forze politiche di sinistra che hanno osteggiato la Costituzione europea nei modi e nei contenuti coi quali fu elaborata e proposta. Il quotidiano comunista, inoltre, trattò il tema con grande interesse e in maniera estremamente approfondita, dedicando grande spazio al processo costituente in ogni sua tappa. In particolare, le forze politiche di estrema sinistra e “il manifesto” si batterono per una causa ritenuta in maniera condivisa il primo motivo di 5

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europa federale
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trattato europa

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