Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La relazione di aiuto nell’ambito del volontariato sociale - Prospettive e problemi nella modernità dispiegata

L’avvento dell’epoca moderna ha prodotto innumerevoli cambiamenti nelle relazioni interpersonali e nella formazione delle singole identità.
L’uomo di oggi è “digitalizzato”, incontra l’altro in dimensioni virtuali spogliate da ogni concretezza, mentre le sue possibilità di comunicare crescono rapidamente abbattendo ogni confine spazio-temporale. Il mondo globalizzato seduce e spaventa.
L’uomo sta correndo il pericolo di una rottura insanabile tra Bios e Psiche, spiega Piazzi, infatti la corporeità delle esperienze scivola lentamente alla deriva, i rapporti sono sempre meno mediati dalla fisicità.
Così rimane a vagare una parte emotiva profonda, orfana di uno scambio reale tra le persone; ciò produce malessere, disagio e una certa forma di alienazione.
In questo lavoro si è voluto presentare innanzitutto la condizione dell’uomo, mettendo sotto una lente di ingrandimento le trasformazioni che lo hanno investito nell’ultimo secolo (capitolo 1 e 2): come si modificano i processi di strutturazione della propria identità (identificazione ed individuazione), in che cosa consiste il passaggio da una società stratificata ad una funzionale, cosa significa vivere nel sistema società-mondo.
Nell’antropologia filosofica, che fa riferimento a M. Sheler e a A. Gehlen, l'uomo viene descritto come manchevole, in quanto non ha un'organizzazione istintuale in grado di guidarlo nel suo vivere ed è privo di una specializzazione organica. Infatti se messo a confronto con le altre forme di vita animale, presenta un istinto molto meno sviluppato, che non fornisce un sistema normativo capace di indirizzarlo.
Barcellona (1996) commenta che “gli animali non hanno bisogno di valori, perchè hanno un codice istintuale, il cavallo ha il suo telos nella sua esistenza, si realizza vivendo”1.
La condizione umana appare quindi fortemente connotata da una differenza specie-specifica, che ne potrebbe rappresentare un limite, al contrario, essa offre l’opportunità per esplorare nuovi orizzonti, sviluppare capacità e percorsi di conoscenza alternativi. L'uomo infatti è costretto a ricercare altrove i valori che gli servono per la vita: non possedendoli in modo predeterminato dovrà crearli integrando le proprie istanze interne con quelle della società-mondo.
Si ritiene interessante approfondire la riflessione proprio sul tipo di relazioni che l’uomo è in grado di realizzare: quali bisogni relazionali ha l’uomo del XXI secolo? Che cosa ricerca nei rapporti con l’altro? Come mai è tanto importante sentirsi parte di un gruppo? Che cosa significa essere volontario? Perché cimentarsi nelle relazioni di aiuto? Infine, che cos’è la relazione di aiuto nel volontariato sociale?
Le associazioni di volontariato sono un universo complesso e articolato, dove diversi atteggiamenti e modalità di relazione convivono e si intersecano.
Nel terzo capitolo si illustrano le caratteristiche generali del volontariato ed in particolare si analizzano criticità e aspetti potenzialmente rischiosi. Si evidenzia come l’uomo stia incrementando il suo impegno sociale proprio in risposta al disagio che sta vivendo. Tale argomentazione viene sostenuta attraverso il racconto di alcune esperienze realizzate in questo ambito.
In effetti la tesi mette in relazione gli elementi di alcune delle principali teorie sociologiche con le riflessioni legate ai miei vissuti personali di educatore, volontario, formatore.
Dal 1995 mi occupo di relazioni di aiuto e volontariato: lavoro in un Centro Diurno per utenti con disabilità complessa e parallelamente collaboro in attività di formazione specifica per volontari/educatori; inoltre ho partecipato a diverse missioni internazionali in qualità di volontario (Kossovo, Albania, Rwanda).
Il quarto capitolo analizza la qualità della relazione di aiuto, il valore di uno scambio dialogico tra Io e l’altro, affinché si possa realizzare una crescita e un cambiamento reciproci.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione L‟avvento dell‟epoca moderna ha prodotto innumerevoli cambiamenti nelle relazioni interpersonali e nella formazione delle singole identità. L‟uomo di oggi è “digitalizzato”, incontra l‟altro in dimensioni virtuali spogliate da ogni concretezza, mentre le sue possibilità di comunicare crescono rapidamente abbattendo ogni confine spazio- temporale. Il mondo globalizzato seduce e spaventa. L‟uomo sta correndo il pericolo di una rottura insanabile tra Bios e Psiche, spiega Piazzi, infatti la corporeità delle esperienze scivola lentamente alla deriva, i rapporti sono sempre meno mediati dalla fisicità. Così rimane a vagare una parte emotiva profonda, orfana di uno scambio reale tra le persone; ciò produce malessere, disagio e una certa forma di alienazione. In questo lavoro si è voluto presentare innanzitutto la condizione dell‟uomo, mettendo sotto una lente di ingrandimento le trasformazioni che lo hanno investito nell‟ultimo secolo (capitolo 1 e 2): come si modificano i processi di strutturazione della propria identità (identificazione ed individuazione), in che cosa consiste il passaggio da una società stratificata ad una funzionale, cosa significa vivere nel sistema società-mondo. Nell‟antropologia filosofica, che fa riferimento a M. Sheler e a A. Gehlen, l'uomo viene descritto come manchevole, in quanto non ha un'organizzazione istintuale in grado di guidarlo nel suo vivere ed è privo di una specializzazione organica. Infatti se messo a confronto

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Luca Pazzaglia Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1807 click dal 07/02/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.