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Il giovane Marx e Feuerbach

Il periodo propriamente feuerbachiano di Marx, data a partire dal breve saggio intitolato Lutero arbitro tra Strauss e Feuerbach, non tanto perché in esso sono contenute le prime espressioni di quel “culto di Feuerbach” che parecchi anni dopo susciterà a Marx “un’impressione umoristica”, ma perchè Marx mostra di condividere pienamente il principio umanistico espresso con la massima chiarezza nella da poco pubblicata Essenza del cristianesimo. Il principio dell’uomo come soggetto della storia, come soggetto anteposto alle costruzioni sociali (famiglia, società civile, Stato) le quali appaiono come le forme in cui si realizza l’essenza dell’uomo, domina gli articoli politici scritti per la “Gazzetta renana” e la Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico. Quest’ultimo mi sembra il testo che segna la massima vicinanza di Marx a Feuerbach, sia tenendo conto del criterio dell’identità dei presupposti teorici, sia tenendo presenti altri elementi quali la sostanziale identità metodologica e di risultati della critica alla filosofia hegeliana.
Un primo distacco dalle posizioni feuerbachiane è avvertibile nella Questione ebraica e nella Introduzione alla Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico, dove comincia ad emergere una diversa valutazione del rapporto di condizionalità tra la sfera dei rapporti materiali e quella dei rapporti ideali (religiosi e politici); il subordinare il superamento effettivo della religione e il conseguimento della piena emancipazione dell’uomo all’eliminazione di “presupposti reali” (sarà l’argomento della quarta Tesi su Feuerbach) anziché ad un articolo della Costituzione, implica che l’emancipazione non dipende dalla pura volontà cosciente degli individui, dalla trasformazione della coscienza, ma dalla trasformazione delle condizioni materiali che condizionano la coscienza stessa.
Da questa acquisizione, che costituisce il punto di passaggio al di là di Feuerbach, prende le mosse la critica dell’economia politica che rappresenta il primo tentativo marxiano di penetrare le condizioni materiali individuate come il luogo di origine dell’alienazione dell’uomo. Naturalmente nei Manoscritti economico-filosofici sono ancora profonde le tracce feuerbachiane sia sul piano metodologico (nell’analisi del lavoro alienato e in parte nella definitiva critica ad Hegel), sia sul piano terminologico. Nondimeno mutano i presupposti teorici da cui prende avvio la riflessione, benché Marx, a parte qualche rispettosa riserva critica, non appaia affatto consapevole di questo distacco ( si considererà “feuerbachiano” fino alla Sacra famiglia). Perciò, se per “rottura epistemologica” si intende la formulazione di un nuovo sistema di concetti che fondano lo statuto epistemologico di una scienza del reale e della storia fondata su basi empiriche, allora non v’è dubbio le Tesi su Feuerbach e L’ideologia tedesca rappresentino uno snodo cruciale nella biografia intellettuale di Marx e nella storia del pensiero non soltanto filosofico; se invece con tale formula si intende anche porre una soluzione di continuità tra il materialismo storico e tutto il passato teorico del giovane Marx, allora tale rottura non c’è, in quanto, ed è quello che conclusivamente ho cercato di dimostrare, già nei Manoscritti sono presenti, anche se ancora da sviluppare, i presupposti teorici della critica a Feuerbach e della concezione materialistica della storia.

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3 INTRODUZIONE La rilevanza di Feuerbach nella formazione filosofica di Marx è stata canonizzata da Engels giusto un secolo fa nel suo Ludwig Feuerbach 1 , scritto per ripercorrere la genesi del pensiero marxista e per saldare il “debito d’onore” suo e di Marx verso l’autore dell’Essenza del cristianesimo. Scopo del presente lavoro è quello di analizzare in cosa consista questo “debito d’onore” e di precisare quando esso sia stato contratto e estinto. Letteratura critica in materia ce n’è in abbondanza; tuttavia, non tutti gli studiosi che si sono occupati della formazione filosofica di Marx concordano nell’assumere la periodizzazione implicitamente suggerita da Engels, ovvero nel considerare come feuerbachiano il periodo compreso tra l’Essenza del cristianesimo e la Sacra famiglia. Ad esempio, A. Cornu 2 e A. Sabetti 3 ravvisano un’influenza feuerbachiana fin dai lavori preparatori alla Tesi di laurea; F. Mehring 4 , al contrario, ritiene che l’influsso di Feuerbach sia avvertibile solo a partire dai saggi pubblicati sugli “Annali franco-tedeschi”, cioè tra la fine del ‘43 e i primi mesi del ‘44. Altri, come L. Althusser 5 , propongono una rigida periodizzazione che di fatto coincide con la valutazione engelsiana. 1 F. Engels, Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, tr. it. di P. Togliatti, Roma, Editori Riuniti, 1980. 2 A. Cornu, Marx e Engels dal liberalismo al comunismo, tr. it. di F. Cagnetti e M. Montinari, Milano, Feltrinelli, 1971. 3 A. Sabetti, Sulla fondazione del materialismo storico, Firenze, La Nuova Italia, 1962. 4 F. Mehring, Vita di Marx, tr. it. di F. Codino e M. A. Manacorda, Roma, Editori Riuniti, 1972. 5 L. Althusser, Per Marx, tr. it. di F. Madonia, Roma, Editori Riuniti, 1967.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Antoniazzi Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.