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Successi e fallimenti di un movimento di opposizione: il caso di Kefaya! in Egitto (2004-2008)

La tesi prende avvio dalla constatazione che qualcosa si sta muovendo tra i giovani egiziani: dopo decenni di smobilitazione sociale, de-politicizzazione popolare e generale indifferenza riguardo le sorti del proprio paese, una nuova era sembra stia iniziando; un nuovo Rinascimento (noto in Egitto come Intifada al Islah) vede le generazioni più giovani impegnarsi con modalità diverse -dalle manifestazioni nelle piazze allo sfruttamento delle immense potenzialità del web- su alcuni temi roventi della contemporaneità mediorientale: la guerra in Iraq, la recrudescenza del conflitto israelo-palestinese nella Seconda Intifada, l’esigenza della democraticizzazione del Medio Oriente, in particolare dopo l’11 settembre, come obiettivo primario della politica estera di tutto il mondo.
Tale interessante congiuntura storica risultava perciò troppo invitante per non essere oggetto di un’analisi maggiormente approfondita e strutturata; l’Egitto ha visto scaturire una delle voci più interessanti dell’Intifada al Islah, “il movimento per il cambiamento” (al-Ḥarakah al-miṣriyyah li-ağl al-taġīr), meglio noto a livello internazionale come Kefaya! (Basta!).
L’elaborato è diviso in quattro capitoli: il primo è volto ad un inquadramento del palcoscenico politico egiziano paralizzato da un partito di maggioranza, il Partito Nazionale Democratico (PND) del Presidente Hosni Mubarak, saldamente al potere e da un gruppo di partiti di opposizione fatui e inconsistenti lontani da qualsivoglia ideologia, legati al partito dominante da rapporti clientelari e reti di potere trasversali. Il 2005 vede questo blocco istituzionale scosso da ben due avvenimenti politici rilevanti: le elezioni presidenziali e parlamentari. Il secondo capitolo si concentra sul movimento vero e proprio e sul suo manifesto evidenziandone gli spunti più accattivanti, ma anche i passaggi più fragili; quali sono i principi su cui si basa, cosa si propone di ottenere, quali meccanismi auspica scardinare e in che modo. L’analisi del movimento inserito nel contesto dell’attualità egiziana è approfondito nel terzo capitolo nel quale ci si concentra sulle tecniche di comunicazione politica adottate; come, cioè, gli attivisti di Kefaya! riescono a catturare la scena nazionale e internazionale attraverso un uso sapiente dei nuovi mezzi di comunicazione: blogs, social networks, giornali politici indipendenti, videofonini, Youtube. Al tempo stesso, si riflette sul perché questa modalità, seppur potente e in continua espansione, non sia riuscita a imporre un nuovo modo di appropiarsi delle informazioni e, più il generale, la cultura da parte dell’utente medio egiziano che rimane ancora legato ai metodi di fruizione più tradizionali. L’ultimo capitolo analizza la parabola discendente del “movimento per il cambiamento” dopo l’anno “di grazia”, il 2005, registrandone il parziale appannamento: si studierà come le sue speranze verranno non solo deluse, ma anche frustrate da nuove profonde erosioni alla libertà di espressione e ai diritti umani a causa di una serie di emendamenti costituzionali approvati nel 2006; e come esso non riuscirà a coordinarsi con altre forze di dissenso egualmente prorompenti e interessanti: le ondate di scioperi che investono l’Egitto all’indomani del vertiginoso aumento dei generi alimentari verificatosi su scala mondiale nel 2007.
Come appare evidente, la tesi sceglie un taglio politico nella descrizione del movimento e adotta un approccio duale oscillando costantemente tra le grandi potenzialità e le ottime prospettive di Kefaya! e i suoi aspetti più controversi e inefficaci; spiega come questo movimento, che è riuscito ad far convergere sotto un unico ombrello ideologico politici, attivisti, intellettuali, giornalisti, artisti di tutto il mondo arabo, sia incapace di coinvolgere la grande maggioranza della società egiziana; mira, in conclusione, a mettere in evidenza una necessità prepotente di cambiamento e modernizzazione percepita come sempre più urgente dalle giovani generazioni arabe al fine di recitare un ruolo attivo e partecipe nella storia contemporanea internazionale.

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3 Introduzione Tema della tesina è l‟analisi dei pregi e dei limiti del movimento di opposizione “Movimento per il cambiamento” (al- Ḥ arakah al-mi ṣ riyyah li-ağl al-taġīr) nato in Egitto nel 2004. Lo studio si articola in quattro capitoli e focalizza i due aspetti principali del movimento: il manifesto programmatico e la portata comunicativa che ne rappresenta l‟elemento più originale e innovativo. In particolare, il primo capitolo introduce il lettore alla conoscenza del Movimento, ripercorrendone le origini e le tappe principali contestualizzate al particolare humus culturale e politico egiziano. Il secondo e il terzo mirano ad evidenziarne gli spunti più inediti e interessanti e le relative debolezze concentrandosi sull‟approfondimento del suo programma politico e sulle peculiarità a livello sociale e mediatico. L‟ultimo capitolo esamina la situazione attuale del Movimento ipotizzandone i futuri sviluppi. Fondamentale per la ricerca è stata la lettura di numerosi articoli di giornale e riviste di approfondimento egiziane e internazionali che mi hanno permesso di comprendere la portata del movimento in Egitto e la sua percezione da parte degli osservatori stranieri. Sono stati anche consultati testi di più ampio respiro sulla storia dell‟Egitto contemporaneo e sulle relative dinamiche e problematiche specifiche così da avere una visione globale sulla realtà del paese. Infine, ma essenziale, è la voce stessa del movimento, il sito on line, vero punto di riferimento per i suoi sostenitori e utile strumento per coloro che intendano conoscerne direttamente l‟ideologia e le aspirazioni.

Laurea liv.I

Facoltà: Studi Orientali

Autore: Sara Mascigrande Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 488 click dal 09/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.