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Analisi dell’impatto del software open source sulle forniture ICT per le pubbliche amministrazioni

Informazioni tesi

  Autore: Cipriano Leonetti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Agostino La Bella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

Modello di simulazione col software Vensim, tramite la metodologia System Dynamics, per il supporto alle decisioni manageriali per la scelta del miglior software e fornitore disponibili sul mercato. La tesi prima analizza il mercato ICT della PA, le forniture ICT, gli aspetti organizzativi, economici, qualitativi e legali dell'open source, la metodologia System Dynamics e il riuso del software nella PA per collegarli in un unico modello di analisi costi/benefici del software preso in considerazione. L'impatto sui ricavi del fornitore e la diffusione nella PA sono stati modellati tramite l'utilizzo del modello di Bass

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3 1. INTRODUZIONE Il presente lavoro analizza l’impatto del software open source sulle forniture ICT della Pubblica Amministrazione. L’open source è un modello di sviluppo, distribuzione e cooperazione nato negli anni ‘80 con l’intento di promuovere la libera circolazione e l’innovazione del software. Le caratteristiche fondamentali dell’open source sono: • libertà di redistribuzione; • libertà di rendere disponibile il codice sorgente senza alcun aggravio; • possibilità di modifica o di creazione di opere derivate; • salvaguardia dell’integrità del codice sorgente originario; • nessuna discriminazione contro persone o gruppi; • nessuna discriminazione degli ambiti o delle finalità di impiego; • assenza di prerequisiti fra programma e prodotti specifici, hardware e/o software. A partire dal febbraio del 2002 con il Disegno Legge del Senato “Norme in materia di pluralismo informatico, sulla adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella P.A.” e con il Disegno Legge della Camera “Norme in materia di pluralismo informatico e di incentivazione della diffusione del software libero”, marzo 2002, sono state varate le norme in materia di pluralismo informatico sulla adozione e diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella P.A.. Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie, nel giugno 2002, ha emanato le “Linee guida del Governo per lo sviluppo della Società dell’Informazione nella legislatura” per poi istituire, nell’ottobre 2002, la Commissione Angelo Raffaele Meo per esaminare gli aspetti tecnici, economici ed organizzativi legati all’utilizzo dell’open source nella P.A.. A seguito delle indicazioni della Commissione Meo, che nel maggio 2003 aveva completato l’”Indagine conoscitiva sul software open source”, il Ministro Stanca emanò, nel dicembre 2003, la Direttiva “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle PA”. Tale Direttiva fornisce alle pubbliche amministrazioni criteri tecnici e operativi per gestire piø efficacemente il processo di acquisizione dei programmi informatici sia proprietari che open source. Sotto queste premesse il CNIPA, Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, oggi divenuto DigitPA, quale ente preposto alla valutazione della migliore soluzione in sede di acquisizione dei programmi informatici disponibili sul mercato, art. 3 “Analisi comparativa delle soluzioni” della Direttiva Stanca, istituì, nel luglio 2004, un “Gruppo di lavoro” per la definizione di azioni attuative. Tra queste spiccano le “Linee guida sulla qualità dei beni e dei servizi ICT per la definizione e il governo dei contratti della PA”, il “Rapporto conclusivo Gruppo di lavoro “Codice sorgente aperto” (Open Source)”, l’istituzione di un Osservatorio Open Source e di una “Vetrina” dei prodotti OS in uso nelle PA italiane.

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