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Cohousing e nuove forme di vita familiare

Il cohousing è un fenomeno sociale relativamente nuovo. Nato in Danimarca, si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo, catturando lo sguardo dei media e di varie associazioni, istituzioni ed organizzazioni, che lo sostengono e lo promuovono.
C'è stato un tempo in cui le persone vivevano in villaggi o in quartieri urbani, e per questo motivo hanno costituito legami molto forti con l'altro.
Ancora oggi, le popolazioni provenienti dai paesi meno industrializzati vivono in piccole comunità collegate internamente da relazioni d’interdipendenza.
Il concetto di cohousing indica il bisogno di condividere, con un gruppo di persone, parenti, amici, colleghi, ecc, la voglia di vivere nello stesso palazzo, nella stessa comunità, diventando proprietari di una casa privata ma usufruendo e gestendo, insieme ad altri, alcuni spazi e servizi comuni nel comprensorio.
Il cohousing propone un modello valido per quest'epoca, in quanto è in grado di ricreare quel senso d’appartenenza a un luogo e a una comunità e, allo stesso tempo, cerca di soddisfare le attuali esigenze di un ambiente sociale meno opprimente; è una vera scelta di vita che si oppone all’emarginazione dell’individuo, tipica della società moderna, in cui milioni di cittadini condividono le strade, le piazze, e i servizi che offrono le grandi metropoli senza però conoscere, troppo spesso, neppure i propri vicini di casa.
I fondatori di un cohousing avviano un progetto già con l’idea di realizzare una costruzione che rispecchi il loro desiderio di sentirsi una comunità e, sin dall’inizio, dedicano particolare attenzione a quegli aspetti che favoriscono le possibilità per un maggiore scambio sociale.
L’obiettivo finale è quello di creare un ambiente fisico che sia in grado di facilitare la conoscenza tra i residenti e di infondere in tutti un forte senso di sicurezza.
Scegliere di vivere in cohousing può comportare diversi vantaggi all’individuo: favorisce la nascita di forti rapporti sociali tra gli inquilini; consente l’ottimizzazione di consumi ed una gestione del bene immobile orientata al rispetto dell'ambiente e alla riduzione dei costi per gli utenti.
Avere la possibilità di conoscere i propri vicini, sapere di poter fare affidamento su loro nei momenti di necessità e poterli incontrare negli ambienti comuni, genera quel senso di comunità che il cohousing vuole rendere concreto.
La razionalizzazione dei consumi ha tra i sui principali obiettivi quello di ridurre l’inquinamento e gli effetti di tali interventi, sul territorio, sono vari. Ad esempio la diffusione di maggiori spazi verdi, in alcuni casi parzialmente a disposizione della collettività urbana, oltre a rispettare l’ambiente funge da polmone verde per l’intero quartiere e favorisce la socializzazione e l’integrazione tra le persone.
Un grosso risparmio deriva anche dalla riduzione delle spese relative al costo dei beni di uso quotidiano e servizi. Generalmente, i cohousers condividono gli attrezzi per fare giardinaggio, i costi per la manutenzione, le pulizie e quelli per la gestione della cucina e l’utilizzo delle automobili.
Inoltre il vivere insieme prevede l’incentivo a praticare attività nel tempo libero insieme ai vicini, dall’imparare una nuova lingua a suonare uno strumento musicale, cosa che molto probabilmente non si sarebbe mai verificata abitando in un normale condominio.

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1 Introduzione Il cohousing per molti versi è un fenomeno sociale relativamente nuovo. Nato in Danimarca, si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo, tanto da attirare su di se l‟attenzione dei media e di numerose associazioni, enti ed organizzazioni, che lo sostengono e lo promuovono. Un tempo la maggior parte della gente viveva in villaggi o in quartieri urbani, dove tra le persone esistevano legami molto forti. Ancora oggi, le popolazioni dei paesi meno industrializzati vivono in piccole comunità collegate al loro interno da molte relazioni di interdipendenza. Il concetto di cohousing indica il bisogno di condividere, con un gruppo di persone, parenti, amici, colleghi di lavoro, etc., la voglia di vivere nello stesso palazzo, nello stesso complesso residenziale, nella stessa comunità, diventando padroni di una casa privata, ma usufruendo e gestendo insieme ad altri alcuni spazi e servizi comuni all‟interno del comprensorio. Il cohousing propone un modello valido per i nostri tempi in grado di ricreare quel senso d‟appartenenza a un luogo e a una comunità e, allo stesso tempo, cerca di venire incontro alle esigenze odierne di un ambiente sociale meno opprimente. Andare a vivere in cohousing è una vera e propria scelta di vita che si oppone all‟emarginazione dell‟individuo, tipica della società moderna, in cui milioni di cittadini condividono le strade, le piazze, e i servizi che offrono le grandi metropoli senza però conoscere, troppo spesso, neppure i propri vicini di casa. I fondatori di un cohousing avviano un progetto già con l‟idea di realizzare una costruzione che rispecchi il loro desiderio di sentirsi una comunità e, sin dall‟inizio, dedicano particolare attenzione a quegli aspetti che favoriscono le possibilità per un maggiore scambio sociale. L‟obiettivo finale è quello di creare un ambiente fisico che sia in grado di facilitare la conoscenza tra i residenti e che possa infondere in ognuno un forte senso di sicurezza. L‟elaborato descrive le nuove forme di vita comunitaria che si sono sviluppate nel nostro paese, soffermandosi sulle origini del cohousing e sulla sua evoluzione in Europa; saranno analizzate le motivazioni che spingono ad effettuare una particolare scelta di vita come quella di andare a vivere in cohousing e in ultimo verranno riportate le descrizioni delle varie forme adottate e gli obiettivi prefissati dalle maggiori associazioni che in Italia si occupano di realizzare progetti concreti.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Calabretta Contatta »

Composta da 31 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5409 click dal 01/03/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.