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Particolarità del bilancio delle società di calcio italiane e differenze con società di altri paesi europei

Informazioni tesi

  Autore: Marco Umile Iannace
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Economia Europea
  Relatore: Francesco Maria Spano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

L'elaborato ha l'obiettivo di confrontare i bilanci delle società calcistiche italiane con i bilanci delle società europee e di analizzare le principali fonti di reddito e di costo per queste aziende atipiche e le diversità legislative riscontrabili nei vari paesi osservati.
La tesi si sviluppa in 5 capitoli: introduzione, entrate “particolari” nel bilancio del calcio, uscite “particolari” nel bilancio del calcio, particolarità nel bilancio del calcio e conclusioni.
Partendo da un riepilogo storico, l'elaborato studia la crescita del fenomeno "calcio" nel corso degli anni e, di conseguenza, giustifica l'importanza di una valutazione oggettiva della sua situazione economica e dell'indotto che il settore crea, quantificandolo all'interno dei principali eventi calcistici mondiali e, soprattutto, europei.
Entrando nel merito dell'osservazione dei vari bilanci, osserviamo le disparità di fatturato tra i club nei vari paesi europei e soprattutto all'interno delle aree di guadagno (commercial, broadcasting e matchday revenues).
Passando all’analisi dei costi, l’elaborato certifica che i principali oneri a carico delle società calcistiche sono dati dagli stipendi destinati ai calciatori, i cui costi raggiungono anche l’80% del totale dei costi sostenuti dal club.
La parte più interessante della tesi riguarda le particolarità del bilancio delle società calcistiche, che sono principalmente 3: le immobilizzazioni, la situazione debitoria e la quotazione in borsa.
La conclusione traccia lo scenario generale che appare non positivo ma, considerando la crisi che ha colpito l’economia mondiale negli ultimi due anni, il trend non può che essere di crescita, soprattutto attraverso interventi mirati ad un miglioramento della struttura dei ricavi e alla sostenibilità delle infrastrutture.
Questo è un obiettivo della quasi totalità delle squadre che puntano al modello di calcio inglese anche nei suoi aspetti più negativi, come l’indebitamento, ma che devono, d’altro canto, rispondere ad un esigenza di tipo finanziario con l’imminente arrivo dei nuovi regolamenti U.E.F.A. (cosiddetto fair-play finanziario).
Per concludere, l'elaborato si è posto l’obiettivo di abbinare uno studio accademico ad un settore che vive su fattori variabili, dimostrando quali voci siano migliorabili e quali siano invece trascurabili, nella speranza di avvicinare professionisti al settore, non solo per passione.

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Iannace Marco Umile  ‐ Particolarità del bilancio delle società di calcio italiane e differenze con società di altri paesi europei  Laurea in Economia Europea, Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano, Luglio 2010  1 Capitolo 1 - Introduzione 1.1 Cenni storici 1.1.1 Il calcio in Europa Il calcio assume da sempre un peso notevole nel nostro Paese, dove, fin dalla nascita, ricopre un ruolo economico – sociale di rilevante importanza, dovuto anche allo spazio che i mass-media regalano ad esso in campo nazionale. In età moderna, la patria del calcio fu l’Inghilterra dove, durante l’Ottocento, vennero create numerose squadre tra gli studenti delle scuole più ricche e delle università, per poi allagarsi, durante il periodo della rivoluzione industriale, alla popolazione dove era considerato dalla borghesia una distrazione per gli operai delle fabbriche dopo le fatiche della settimana. La città di Sheffield, in particolare, può essere considerata come la culla della competizione calcistica, dato che vi fu fondata la prima società (lo Sheffield Club nel 1855), vi si disputò la prima competizione tra squadre e, nel 1863, venne istituita la Football Association, prima federazione calcistica che codificò le regole di gioco, molto simili alle attuali. Lo sviluppo del calcio in epoca successiva fu notevolissimo passando da sport elitario a sport di massa, facente parte cioè delle abitudine della gente comune, tanto che fu necessaria la costruzione di stadi per accogliere un numero sempre maggiore di spettatori. L’esportazione del calcio cominciò a partire dalla seconda metà dell’Ottocento per arrivare in Italia alla fine del secolo, in sintonia con l’ingresso nel nostro paese dell’industria pesante. Il binomio football – industria non è per nulla casuale, soprattutto a Genova, vertice del famoso “Triangolo Industriale” composto anche da Milano e Torino, in cui si sviluppò il settore secondario italiano. Infatti, la prima città interessata dalla diffusione di questa nuova pratica sportiva fu proprio il capoluogo ligure, grande porto del Mediterraneo e meta privilegiata per gli scambi commerciali, dove i mercanti e i marinai inglesi si cimentavano in improvvisate sfide che incuriosivano gli spettatori locali e dove, nel 1893, venne fondato, ad opera di un gruppo di inglesi, il primo club italiano di football ancora presente nel panorama calcistico italiano, il Genoa Cricket and Athletic Club, che nel 1899 divenne il Genoa Cricket and Football Club 1 . 1 Fonte: Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Calcio_(sport)

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