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Inventions of the March Hare

Il seguente studio si propone di analizzare alcune delle prime poesie di Thomas Stearns Eliot, scritte dal giovane poeta tra il 1909-14 e contenute in un taccuino dal titolo Inventions of the March Hare. La loro pubblicazione, avvenuta soltanto il 9 aprile del 1997 in un volume dallo stesso titolo, è di assoluta importanza, dal momento che mi ha permesso non solo di individuare e mostrare, con la presente analisi, le radici della sua poesia, ma anche di evidenziare la continuità tra il primo universo simbolico, tematico e immaginifico del poeta e la produzione successiva. Infatti, dopo aver brevemente tentato di far luce sul mistero che per tanti ha accompagnato il manoscritto eliotiano, ho tracciato il ventaglio tematico di alcune delle poesie che meglio mi sono sembrate dimostrare la nascita del poeta e individuato, nel tema della "rovina", nel simbolo della "finestra" e nelle personae del "promeneur solitaire" e del borghese, i fili conduttori di queste prime poesie.

Questa tesi non è certo volta a dimostrare la superiorità o inferiorità dei componimenti di Inventions of the March Hare rispetto agli altri, bensì a riaprire il primo cantiere eliotiano e comprendere meglio il suo successivo sviluppo.

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INTRODUZIONE 1 INTRODUZIONE un’opera d’arte viene percepita sullo sfondo di altre opere d’arte e in relazione ad esse. La forma di un’opera d’arte viene determinata dal suo rapporto con le altre forme che l’hanno preceduta (…). 1 Nell’ambito della storia letteraria euro-americana la poetica di T. S. Eliot ha costituito senza dubbio un capitolo di primaria importanza, un capitolo che ha donato alla poesia inglese «a new direction where the poet must not remain cocooned within his own self, but must merge his private self in the public environment – the social milieu. His poetry holds the mirror up to the modern urban complex culture and the modern Weltschmerz. It represents the post-industrial condition of the modern man. Therefore to understand Eliot is to comprehend the spirit of modernism» 2 . Contemporaneamente, è solo comprendendo tale spirito che si può davvero cogliere la poetica eliotiana. I suoi componimenti sono infatti «(…) specchio di un’epoca ed esorcismo del profondo, (…)» 3 , poiché in essi, scrivendo se stesso, egli seppe dare una voce e un volto al proprio tempo. Per questo, «Sebbene di rado la riesumazione di poesie giovanili possa offrire qualcosa di più che un’informazione su ciò che nella maturità il poeta stesso ha rifiutato, (…)» 4 , è assai utile percorrere e osservare lo sviluppo del poeta alla luce di tali componimenti: la ‘Bildung’ poetica 1 V. B. Šklovskij, Una teoria della prosa: L’arte come artificio. La costruzione del racconto e del romanzo, De Donato, Bari, 1966, p. 41. 2 S. K. Sarker, T. S. Eliot. Poetry, Plays and Prose, Atlantic Publishers and Distributors, New Delhi, 1995, p. 12. 3 A. Serpieri, T. S. Eliot: le strutture profonde, Il Mulino, Bologna, 1985 (1ª ed. 1973), p. 7. 4 R. Sanesi, Poesie di T. S. Eliot, Bompiani, Milano, 1966, p. 16.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Arianna Antonielli Contatta »

Composta da 291 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.